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O dentro o fuori
Oggi si decide

Basilicata

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POTENZA - E’ oggi la giornata decisiva. Tre gli appuntamenti che diventano fondamentali per definire il campo di gioco delle prossime elezioni regionali. Si inizia alle 10 e 30 con il vertice del centrosinistra convocato da De Filippo nella sede regionale del Pd. Si prosegue alle 15 nella stessa sede con l’auto - convocazione della base del Partito democratico e si finisce alle 16 e 30 presso il Principe di Piemonte a Potenza con la Direzione urgente dei big democratici.

Alla fine dei tre appuntamenti ci sarà la verità. Si saprà se Marcello Pittella, vincitore delle Primarie, sarà il candidato governatore del Pd e del centrosinistra tradizionale oppure se si sarà consumata la scissione e quindi Pittella punterà alla presidenza della Regione senza il suo stesso partito.

Ad ogni modo non ci sono dubbi sull’importanza della giornata di oggi. Ma come si è arrivati a questo? Innanzitutto c’è da raccontare la cronaca. Fino alle 18 di ieri è stato tutto fermo in attesa della decisione del Tar sul rinvio delle elezioni per il ricorso presentato, tra gli altri, da alcuni consiglieri regionali (Mollica, Navazio, Pagliuca, Castelluccio, Autilio, Singetta, Vita, Mancusi, Mattia e Gaudiano). Inutile dire che in tanti facevano il tifo per il rinvio delle elezioni che di fatto avrebbe consentito alla politica lucana di riavvolgere il nastro. Ma non è andata così. Il Tar ha respinto il ricorso. Si vota il 17 e 18 novembre e quindi le liste devono essere presentate tra pochi giorni.

Non ci sono uscite di sicurezza. Non più. E quindi le dinamiche nelle ultime ore sono diventate frenetiche. Ma già prima erano accaduti fatti importanti. Prima da Roma. La vicenda lucana era stata nuovamente trasferita ai vertici nazionali del Pd. E da quanto si apprende da fonti altamente attendibili sarebbe sceso in campo direttamente il segretario Guglielmo Epifani con due telefonate. La prima al segretario lucano Vito De Filippo. La seconda a Marcello Pittella. Epifani nella telefonata al governatore uscente avrebbe assicurato il proprio sostegno alla linea della maggioranza del partito e quindi al rinnovamento - come scritto nero su bianco nel documento approvato dalla maggioranza durante l’assemblea -  che votò lo stesso De Filippo quale segretario regionale del Pd.

Nella seconda telefonata a Marcello Pittella, Epifani dunque riconfermando l’esito delle Primarie, gli avrebbe chiesto però un passo indietro a favore dell’unità del partito e verso il rinnovamento totale delle liste. Pittella a quanto pare pur ringraziando Epifani ha preso tempo per una risposta definitiva.

Ovviamente si parla del Pd nazionale. Non c’è una sola linea. E a quanto pare però, avrebbero sposato la linea di Pittella, senza se e senza ma, prima la vice di Roberto Speranza alla Camera dei deputati, Marina Sereni (vicina a Fassino e soprattutto a Maria Antezza) e poi pezzi democratici vicini a Matteo Renzi. Insomma renziani che sosterrebbero Pittella anche in caso di rottura con il Pd ufficiale di Basilicata.

Un quadro  che complica la vicenda (in caso di sostegno renziano a Pittella cosa farebbe Salvatore Margiotta?) e che di fatto ha accelerato le dinamiche. De Filippo infatti ha preso il “toro per le corna” e ha convocato le riunioni. Ora tutto può accadere. Ma la sensazione è che tra le due parti ci siano distanze difficilmente colmabili in così poche ore. Da parte sua De Filippo che ancora spera di tenere unito il quadro ha dichiarato: «Le Primarie non servono per travolgere i partiti. Le Primarie servono per rafforzare il prestigio della politica e dei partiti». Insomma De Filippo sta con il Pd. Il resto si saprà tra poche ore. Ma il meteo porta burrasca.

s.santoro@luedi.it

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