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Il Pd a caccia di uno sfidante
Richiamato D’Andrea

Basilicata

Tempo di lettura: 
7 minuti 19 secondi

 

 di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - Formalmente hanno atteso fino all’ultimo minuto, nella speranza  che ci potesse essere ancora un passo indietro da parte di Marcello Pittella. Che però a questo punto della partita non è sembrato affatto intenzionato a retrocedere nemmeno di un centimetro rispetto agli sforzi di rinnovamento totale e “pulizia” delle liste che gli viene chiesto dal partito lucano. Già venerdì sera, al termine di una lunga e complicata giornata, in un post su facebook Pittella aveva  lasciato intravedere la linea: “Non è una decisione da prendere a cuor leggero. Ma proseguo la mia battaglia”. E ieri mattina la breve apparizione alla direzione regionale non ha fatto altro che confermare quanto già era emerso il giorno prima.
Nei fatti, allora, anche “l’altro” Pd - quello che con l’80 per cento dei voti ha approvato il documento dell’assemblea del partito in cui l’ex assessore non si riconosce - ha iniziato a lavorare per una riorganizzazione: un degno sfidante da schierare contro Pittella. Mentre da una parte, come  ultimo tentativo, si è cercato un intervento da parte del segretario Epifani  che richiamasse l’ex assessore  all’ordine, dall’altra sono iniziate le manovre per arrivare all’individuazione di un altro aspirante presidente. Del resto il tempo che ci separa dalla presentazione delle liste è veramente risicato. La macchina si è messa in moto già ieri mattina : verificare con i vertici nazionali il perimetro entro cui far maturare una soluzione di questo tipo. All’interno di una seconda coalizione di centrosinistra con i pezzi che non sostengono Pittella, come Sel e Psi, e non solo. In particolare si guarda a Scelta civica. Che come carta d’intenti si è data la stessa regola: “no agli indagati nelle liste”. 
Ma, oltre alle alleanze, il nodo più importante  resta uno: il candidato presidente. E quando si è fatto chiaro che le cose ormai si erano mese veramente male, il nome tirato,  o più esattamente ritirato in ballo,  è stato quello dell’ex sottosegretario del Governo Monti, Gianpaolo D’Andrea. Il professore universitario era stato già tirato in ballo nella rosa dei quattro indicati dal presidente De Filippo nel lungo tentativo di mediazione che ha preceduto le primarie. Intorno a lui c’era la possibilità di creare una buona convergenza politica, con la Sel nazionale che aveva già dato il via libera. Ma, quando la partita sembrava già chiusa, l’accordo sulla sua candidatura è saltato. Con una certa delusione da parte del collaboratore del ministro Franceschini. Che proprio in virtù della precedente esperienza starebbe vagliando il tentativo di coinvolgimento con la dovuta cautela. Nel caso in cui il professore dovesse rifiutare ci sarebbe sempre l’ipotesi più strettamente “interna” che vede in campo tre possibili nomi: Vincenzo Folino, Filippo Bubbico o Roberto Speranza. In questa rosa il deputato di Pietrapertosa rimane comunque il più probabile, mentre il vice minisitro e il capogruppo alla Camera già da tempo hanno lasciato intendere di non avere alcuna intenzione di scendere in campo in maniera diretta. Ma tornano in circolazione anche nomi come quelli del direttore generale dell’ospedale San Carlo, Gianpiero Maruggi e dell’ex presidente di Confindustria, Pasquale Carrano. Anche se è assai improbabile che quest’ultimo, che pare abbia rifiutato l’offerta di qualche mese fa proprio sulla base delle turbolenze interne al partito, possa  cambiare idea adesso a spaccatura certa. C’è poi Ernesto Navazio di Scelta civica. Qualcuno ha pensato anche a lui che fu nominato commissario del Consorzio Asi dall’allora assessore alle Attività produttive, Vincenzo Folino. Scelta civica che al momento rimane posizionata al centro, aveva escluso la possibilità di un accordo con un centrosinistra guidato da Marcello Pittella. Lasciando, invece, la porta aperta a un possibile dialogo con l’area più progressista della coalizione. Ma il nazionale ha messo un freno anche a questo. Nell’attesa di capire quali effetti sortisca il messaggio di Epifani. Ma se tutto dovesse andare male  un parte del lavoro sarebbe già fatto.

POTENZA - Formalmente hanno atteso fino all’ultimo minuto, nella speranza  che ci potesse essere ancora un passo indietro da parte di Marcello Pittella. Che però a questo punto della partita non è sembrato affatto intenzionato a retrocedere nemmeno di un centimetro rispetto agli sforzi di rinnovamento totale e “pulizia” delle liste che gli viene chiesto dal partito lucano. Già venerdì sera, al termine di una lunga e complicata giornata, in un post su facebook Pittella aveva  lasciato intravedere la linea: “Non è una decisione da prendere a cuor leggero. Ma proseguo la mia battaglia”. 

 

E ieri mattina la breve apparizione alla direzione regionale non ha fatto altro che confermare quanto già era emerso il giorno prima.Nei fatti, allora, anche “l’altro” Pd - quello che con l’80 per cento dei voti ha approvato il documento dell’assemblea del partito in cui l’ex assessore non si riconosce - ha iniziato a lavorare per una riorganizzazione: un degno sfidante da schierare contro Pittella. Mentre da una parte, come  ultimo tentativo, si è cercato un intervento da parte del segretario Epifani  che richiamasse l’ex assessore  all’ordine, dall’altra sono iniziate le manovre per arrivare all’individuazione di un altro aspirante presidente. Del resto il tempo che ci separa dalla presentazione delle liste è veramente risicato. 

La macchina si è messa in moto già ieri mattina : verificare con i vertici nazionali il perimetro entro cui far maturare una soluzione di questo tipo. All’interno di una seconda coalizione di centrosinistra con i pezzi che non sostengono Pittella, come Sel e Psi, e non solo. In particolare si guarda a Scelta civica. Che come carta d’intenti si è data la stessa regola: “no agli indagati nelle liste”. Ma, oltre alle alleanze, il nodo più importante  resta uno: il candidato presidente. E quando si è fatto chiaro che le cose ormai si erano mese veramente male, il nome tirato,  o più esattamente ritirato in ballo,  è stato quello dell’ex sottosegretario del Governo Monti, Gianpaolo D’Andrea. Il professore universitario era stato già tirato in ballo nella rosa dei quattro indicati dal presidente De Filippo nel lungo tentativo di mediazione che ha preceduto le primarie. Intorno a lui c’era la possibilità di creare una buona convergenza politica, con la Sel nazionale che aveva già dato il via libera. 

Ma, quando la partita sembrava già chiusa, l’accordo sulla sua candidatura è saltato. Con una certa delusione da parte del collaboratore del ministro Franceschini. Che proprio in virtù della precedente esperienza starebbe vagliando il tentativo di coinvolgimento con la dovuta cautela. Nel caso in cui il professore dovesse rifiutare ci sarebbe sempre l’ipotesi più strettamente “interna” che vede in campo tre possibili nomi: Vincenzo Folino, Filippo Bubbico o Roberto Speranza. In questa rosa il deputato di Pietrapertosa rimane comunque il più probabile, mentre il vice minisitro e il capogruppo alla Camera già da tempo hanno lasciato intendere di non avere alcuna intenzione di scendere in campo in maniera diretta. 

Ma tornano in circolazione anche nomi come quelli del direttore generale dell’ospedale San Carlo, Gianpiero Maruggi e dell’ex presidente di Confindustria, Pasquale Carrano. Anche se è assai improbabile che quest’ultimo, che pare abbia rifiutato l’offerta di qualche mese fa proprio sulla base delle turbolenze interne al partito, possa  cambiare idea adesso a spaccatura certa. C’è poi Ernesto Navazio di Scelta civica. Qualcuno ha pensato anche a lui che fu nominato commissario del Consorzio Asi dall’allora assessore alle Attività produttive, Vincenzo Folino. Scelta civica che al momento rimane posizionata al centro, aveva escluso la possibilità di un accordo con un centrosinistra guidato da Marcello Pittella. Lasciando, invece, la porta aperta a un possibile dialogo con l’area più progressista della coalizione. Ma il nazionale ha messo un freno anche a questo. Nell’attesa di capire quali effetti sortisca il messaggio di Epifani. Ma se tutto dovesse andare male un parte del lavoro sarebbe già fatto.

m.labanca@luedi.it 

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