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Ore frenetiche nel centrosinistra
rischia di perdere anche i centristi

Basilicata

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POTENZA - Il centrosinistra perde pezzi. Anche Centro democratico è a un passo dallo sbattere la porta. La coalizione a sostegno di Marcello Pittella, quindi, dopo aver perso per strada la Sel (e il Prc) rischia seriamente di dover rinunciare anche al partito di Bruno Tabacci e Nicola Benedetto. Ieri l’incontro tra il segretario regionale del Pd, Vito De Filippo e il coordinatore nazionale di Centro democratico Pino Bicchielli è finito male. «Un bruttissimo incontro» è stato definito da alcune fonti di Cd.  E sempre secondo le indiscrezioni oggi la rottura potrebbe diventare ufficiale. Sarebbe una tegola per il centrosinistra lucano che dopo aver perso l’ala di sinistra rischia di perdere anche una consistente fetta di moderati centristi. In Centro democratico, infatti, sono confluiti anche i Popolari uniti di Antonio Potenza.  Nelle prossime ore ci saranno aggiornamenti ma pare che sia già partito l’appello ad altre forze politiche. Senza fare troppi voli pindarici Nicola Benedetto che è stato candidato alle Primarie del centrosinistra (si è piazzato terzo dopo alle spalle di Marcello Pittella e Piero Lacorazza), potrebbe correre ora contro lo stesso centrosinistra. Un paradosso motivato: «Non si vuole tener contro del valore delle Primarie». Il commento a caldo. Trattative con altre forze politiche e movimenti sono stati avviati.

Ovviamente la questione è delicata. Immaginabile che si incastri con le trattative in corso. E con la definizione del listino. In più c’è il tema degli uscenti. Pittella nell’intesa con la maggioranza del Pd ha abbracciato la linea della doscontinuità totale. Nessun uscente nelle liste democratiche. Ovvio che il tema riguarda anche gli alleati e quindi anche Centro democratico. Nicola Benedetto lo ha detto dal principio che ha intenzione di riprovarci. E il fatto di aver partecipato alle Primarie al pari di Marcello Pittella ma di rischiare l’esclusione rischia di far saltare tutta l’alleanza. Ad ogni modo motivi di fibrillazione ce ne sono tanti e si allargano a macchia d’olio.

A partire proprio dalla composizione del listino. Sono 4 i posti a disposizione ma tanti i papabili. Difficile esaudire tutte le aspirazioni e allo stesso tempo anche riuscire a incastrare tutte le dinamiche. Senza contare che è nutrita anche la schiera di chi chiede che il listino venga depotenziato. I renziani in particolare spingono per utilizzare il listino (che doveva già essere abolito da anno) come tre anni fa: metterci dentro nomi di facciata come i parlamentari che poi rinunciando darebbero spazio ai primi non eletti. Ma non sono i soli. Ad ogni modo c’è il primo candidato ufficiale dei renziani nella lista del Potentino del Pd: è Vincenzo La Regina. Il candidato nella lista del Materano verrà scelto nella prossima ora. Fausto De Maria ha spiegato il proprio passo indietro: «In caso di elezioni avrei dovuto dimettermi da sindaco; avrei tradito così la fiducia dei miei concittadinoi che solo 15 mesi fa mi hanno eletto; per questa incompatibilità, ho valutato di non candidarmi».

Per il resto, proprio stanotte si sarebbe svolta una riunione per definire meglio alcune postazioni. Per il listino circola con insistenza sempre il nome di Piero Lacorazza che libererebbe così voti per la corsa nelle liste di Vito Santarsiero e di Angela Latoracca che altrimenti vedrebbero ridotta la loro potenza elettorale. Sempre in auge per il listino anche il nome di Antonello Molinari. Nelle ultime ore però si è fatto anche il nome di Carmine Castelgrande. Il pupillo di De Filippo è stato consigliere regionale anche se solo per un giorno. Ma se la regola di non candidare gli uscenti vale, vale per tutti. Per questo si affaccia l’ipotesi che lo stesso Castelgrande possa essere ripescato nel listino.

s.santoro@luedi.it

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