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Scanzano, scoppia il caso Pantano
E' vicesindaco di centrosinistra e corre col centrodestra

Basilicata

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SCANZANO JONICO – Sante Pantano, vice sindaco nell’amministrazione comunale di centrosinistra a Scanzano Jonico, guidata dal sindaco Salvatore Iacobellis (Pd) in carica dal 2011, è candidato alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale del prossimo novembre, nella lista dell’Udc, che è parte integrante dello schieramento di centrodestra che vede quale candidato presidente il senatore Tito Di Maggio.

Ora che la notizia, già ventilata nei giorni scorsi, ha trovato l’ufficialità, ha fatto sobbalzare nell’incredulità gli esponenti cittadini del Partito democratico. Per tali ragioni, ieri sera, il segretario, nonché capogruppo in consiglio comunale, Claudio Scarnato, ha convocato alle 20 una riunione del partito di maggioranza relativa (consta di sei/noni della maggioranza) in cui è stata affrontata e discussa la vicenda. Quasi tutta la maggioranza, invece, voterà per il candidato presidente Marcello Pittella a capo della coalizione di centrosinistra. Un problema politico, quello creato da Pantano, non di poco conto, perché vedere, per estremizzare il concetto, sindaco e vice sindaco su fronti diametralmente contrapposti anche se su vicende extra-comunali, non è un bel segnale di coesione interna. Tuttavia Pantano, già assessore di centrosinistra nella legislatura 2006-2011, non ha cambiato partito, ma ha la sola “colpa” di essere appartenente ad un partito di centro che ha deciso di rompere l’alleanza con il Pd per preferire quella con il Pdl.

La storia politica recente di Pantano è comunque riconducibile esclusivamente al centrosinistra, se si considera che dal 1999 al 2009 ha ricoperto l’incarico di consigliere di maggioranza alla Provincia di Matera a guida di centrosinistra prima di Nino Carelli e poi di Carmine Nigro. Nel 1999, poi, si era ricandidato, ma stavolta senza successo, alle Provinciali sempre nel centrosinistra nella lista “Popolari uniti” collegata al presidente di centrosinistra Franco Stella. Nel 2010 ancora una candidatura nel centrosinistra alle scorse elezioni regionali nella lista “Alleanza per l’Italia” collegata al presidente Vito De Filippo. Nel 2011, poi la ricandidatura al Comune con un buon piazzamento tra gli eletti, che gli è valso il posto da vice sindaco. Questo perché, in quanto appartenente all’Udc, non poteva essere un altro del Pd (come ad esempio l’assessore Giuseppe Stasi il più votato) ad ottenere il vicariato del sindaco espressione anch’egli dei democratici. Da indiscrezioni raccolte pare che nel Pd siano emerse due linee di azione: la prima vorrebbe che il sindaco defenestrasse subito il suo vice per non consentirgli di utilizzare la carica per portare “acqua” al centrodestra; la seconda, invece, più cauta sostiene che in ogni caso il sindaco dovrebbe adottare il provvedimento soltanto ad urne concluse, modulandolo magari nel normale avvicendamento dovuto alla verifica politica di metà legislatura quando scadrà il mandato di Tonino Ceruzzo quale presidente del Consiglio.

Una domanda, però, nasce spontanea: può uno esperto come il 67enne Pantano compiere un “errore” di opportunità politica simile, così grossolano? E se fosse tutto calcolato?

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