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Il caso Loguercio
Un indagato nella lista Psi

Basilicata

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POTENZA - Avevano fatto delle cosiddette liste “pulite”, del criterio della discontinuità e delle ragioni del rinnovamento la propria personale battaglia per le regionali 2013. Il segretario regionale, Livio Valvano, aveva ribadito in tutte le possibili sedi la necessità  di candidati  che rappresentassero una sostanziale rottura rispetto al ciclo politico chiusosi ad aprile, con le dimissioni del presidente De Filippo. La famosa questione politica che il Psi lucano ha fatto pesare sul tavolo del centrosinistra - insieme a Sel, Verdi e Rifondazione - tanto da determinarne la rottura quando ancora  non c’era convergenza sulla candidatura a presidente della coalizione, Marcello Pittella. 

Lo stesso Valvano aveva assunto la delega di scrivere quella carta d’intenti, in aggiunta al codice etico del Pd, che avrebbe dettare la linea del rinnovamento a tutti i costi. Chi ha visto spuntare tra i nomi inseriti nella lista dei socialisti per le regionali di novembre quello di Innocenzo Loguercio deve avere avuto un sussulto. O quanto meno deve aver pensato di essersi perso qualche delicato passaggio. Cosa ci fa l’ex assessore  alle Infrastrutture, e attuale presidente dell’Ater di Matera, tra i “nuovi” candidati invocati con tanto ardore? Il suo può essere considerato  il volto del nuovo corso chiesto a gran voce dal Psi? Loguercio, come la gran parte dei colleghi messi fuori da questa competizione elettorale, è uno dei consiglieri finiti nell’inchiesta sulla Rimborsopoli lucana. La Procura gli contesta l’ appropriamento indebito di 5.855,  euro in qualità di consigliere regionale, nel periodo compreso tra gennaio e maggio 2010. I famosi soldi pubblici che dovevano essere utilizzati come rimborsi spese per attività legate alla carica istituzionale, e in realtà - secondo l’accusa - utilizzati per finalità private. Per Loguercio, al pari di tutti gli altri consiglieri imputati, vale la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. 

Ma cosa ci faccia nelle fila di quel partito che fino all’ultimo minuto ha invocato il passo indietro preventivo da parte di tutti  gli indagati per le spese “pazze” in consiglio è tutto da capire. Così come non si capisce come la coalizione che ha chiesto un sacrificio agli altri, si sia fatta sfuggire il caso Loguercio. Se per Marcello Pittella e  Nicola Benedetto in qualche modo è valsa la deroga per la partecipazione  alle primarie, la candidatura di Loguercio rimane un grosso punto interrogativo.  Perché lui ci sarà, mentre altri consiglieri alle prese con gli stessi problemi giudiziari è stato chiesto di farsi da parte? E la coalizione che doveva vigilare perché non lo ha fatto, dato che su questo punto  è stato basato tutto lo scontro politico con tanto di minaccia di insanabile spaccatura? E’ un’incoerenza politica che pesa sulle spalle del partito socialista lucano e soprattutto su quelle del segretario Valvano che si era largamente sovraesposto rispetto ai temi del rinnovamento. 

Certo, il segretario aveva più volte precisato  - mantenendo fede alla sua cultura garantista - che quella posta non era una condizione strettamente legata alla questione  giudiziaria  ma piuttosto  a quella politica: i consiglieri uscenti, e non solo di ultima legislatura, avrebbero fatto bene a saltare un giro per superare lo stallo che ci ha portato alle elezioni anticipate. Neanche questo requisito sembra  trova garanzie nel nome del candidato socialista. Loguercio che ha accumulato tantissimi incarichi politico istituzionali - prima  sindaco di Calciano fino al 91, poi presidente della Comunità montana Medio Basento, consigliere Provinciale, presidente del Parco di Gallipoli Cognato, segretario provinciale dello Sdi di Matera, consigliere regionale, poi nominato assessore  alle Infrastrutture e  in Consiglio fino al 2010 -  non sembra avere i requisiti del rinnovamento rivendicato da Valvano, imposto dal Pd allo stesso presidente Pittella che avrebbe voluto regolare la delicata materia in altro modo, e assunto quale principio discriminante da tutta la coalizione. A casa dei socialisti, la regola deve essere stata questa: fate come dico, non come faccio.      

m.labanca@luedi.it

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