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Pittella il pacificatore
L'appello a Lacorazza: «Lavoriamo insieme»

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 33 secondi

 

Pittella 
il pacificatore
Apre la campagna elettorale a Matera  e dice a Lacorazza:
«Lavoriamo insieme. Siamo due facce della stessa medaglia»
di ANTONELLA CIERVO 
MATERA - «Non ho bisogno di una medaglia da appuntarmi sul petto, per sentirmi chiamare Presidente». Non è un uomo umile a pronunciare questa frase, ma Marcello Pittella il candidato Governatore della Basilicata, il “gladiatore”. In  poco meno di un’ora spiega, analizza, descrive. Ma non attacca. Mai. Per l’apertura della campagna elettorale Pittella sceglie il ruolo di pacificatore. 
Il clima ancora tardamente estivo lo accoglie a Matera insieme ad una platea che lo ascolta senza perderne una parola. Alla pausa imposta dell’esclusione iniziale della sua lista, dedica poche battute: «Dopo il primo momento di sgomento, ha provocato azione e iniziativa perchè le ore, i minuti vanno avanti. Nell’attesa abbiamo continuato a lavorare». Era convinto di vincere? «Non sono padrone della materia; mi sono affidato totalmente a un valido professionista che ha saputo motivare le ragioni per portare a casa un risultato positivo». Alla parte del Pd che ha deciso di non sostenerlo manda a dire: «Il loro contributo di idee è un valore aggiunto per il partito, il centrosinistra e la società lucana. Tutti insieme dobbiamo lavorare per la regione». Tonico, ansioso di affrontare i potenziali elettori descrive le ore che precedono l’avvio ufficiale della sua corsa alla poltrona di viale Anzio. «Sento molto fermento, dei partiti ma soprattutto della società». Quattro le parole d’ordine che raccontano il suo viaggio appena iniziato in un videoclip che apre il comizio: talento, coraggio, spazio e emozione. E’ su questa falsariga che si muove anche l’introduzione del presidente uscente della Regione, Vito De Filippo che parlando anche alle prime file della platea del cinema comunale, quasi un’assemblea regionale di partito (dal sottosegretario Bubbico, al sindaco Adduce, a Erminio Restaino, al presidente del consiglio regionale uscente Vincenzo Santochirico, a Giuseppe D’Alessandro, al segretario provinciale Bellitti, a quello cittadino Muscaridola, a Maria Antezza, all’assessore uscente Luca Braia in una lunga, quasi inestricabile folla di esponenti politici e sindacali, ndr.)  dice: « Il centrosinistra ha messo insieme una nuova, grande unità di questo schieramento. Mettiamo in mano - annuncia orgoglioso - la regione a un  combattente, a una bella persona». 
Ci sarà il momento della polemica, dello scontro più duro, ma ieri il  primo pensiero di Pittella è stato rivolto a Piero Lacorazza, suo antagonista nella corsa alla presidenza. «Entrambi siamo stati portatori, nella diversità, di un messaggio complementare, che aveva come obiettivo l’unità di un grande partito. Siamo due volti della stessa medaglia - annuncia subito dopo. La prima parte del suo intervento è rivolta soprattutto al partito, alla diversità di opinioni che lo ha animato anche ferocemente. E il gladiatore ringrazia, e prosegue nell’enunciazione parlando di necessità di snellire la burocrazia, di riformare enti come l’Arpab, di investire nell’ambiente, garantendo condizioni di benessere ai lucani. Recupera i progetti sul fondo anticipativo regionale nato dai due ultimi presidenti che si sono succeduti (Bubbico e De Filippo). E non dimentica di ringraziare i colleghi consiglieri: «Per la maturità politica che ci hanno consegnato con il loro passo indietro  per una necessità di maggiore freschezza da consegnare all’opinione pubblica sconcertata. Loro saranno oggi e domani preziosissimi nell’attività politica, di partito e amministrativa. La crisi impone un’inversione di marcia, in Basilicata dobbiamo considerarla un’opportunità e i giovani devono sentirsi protagonisti di questo paradigma». I volti di lucani che descrivono luci e ombre della Basilicata chiudono il comizio e aprono la “rivoluzione democratica” del gladiatore. 

MATERA - «Non ho bisogno di una medaglia da appuntarmi sul petto, per sentirmi chiamare Presidente». Non è un uomo umile a pronunciare questa frase, ma Marcello Pittella il candidato Governatore della Basilicata, il “gladiatore”. In  poco meno di un’ora spiega, analizza, descrive. Ma non attacca. Mai. Per l’apertura della campagna elettorale Pittella sceglie il ruolo di pacificatore. Il clima ancora tardamente estivo lo accoglie a Matera insieme ad una platea che lo ascolta senza perderne una parola. Alla pausa imposta dell’esclusione iniziale della sua lista, dedica poche battute: «Dopo il primo momento di sgomento, ha provocato azione e iniziativa perchè le ore, i minuti vanno avanti. Nell’attesa abbiamo continuato a lavorare». 

 

Era convinto di vincere? «Non sono padrone della materia; mi sono affidato totalmente a un valido professionista che ha saputo motivare le ragioni per portare a casa un risultato positivo». Alla parte del Pd che ha deciso di non sostenerlo manda a dire: «Il loro contributo di idee è un valore aggiunto per il partito, il centrosinistra e la società lucana. Tutti insieme dobbiamo lavorare per la regione». 

Tonico, ansioso di affrontare i potenziali elettori descrive le ore che precedono l’avvio ufficiale della sua corsa alla poltrona di viale Anzio. «Sento molto fermento, dei partiti ma soprattutto della società». Quattro le parole d’ordine che raccontano il suo viaggio appena iniziato in un videoclip che apre il comizio: talento, coraggio, spazio e emozione. 

E’ su questa falsariga che si muove anche l’introduzione del presidente uscente della Regione, Vito De Filippo che parlando anche alle prime file della platea del cinema comunale, quasi un’assemblea regionale di partito (dal sottosegretario Bubbico, al sindaco Adduce, a Erminio Restaino, al presidente del consiglio regionale uscente Vincenzo Santochirico, a Giuseppe D’Alessandro, al segretario provinciale Bellitti, a quello cittadino Muscaridola, a Maria Antezza, all’assessore uscente Luca Braia in una lunga, quasi inestricabile folla di esponenti politici e sindacali, ndr.)  dice: « Il centrosinistra ha messo insieme una nuova, grande unità di questo schieramento. Mettiamo in mano - annuncia orgoglioso - la regione a un  combattente, a una bella persona». 

Ci sarà il momento della polemica, dello scontro più duro, ma ieri il  primo pensiero di Pittella è stato rivolto a Piero Lacorazza, suo antagonista nella corsa alla presidenza. «Entrambi siamo stati portatori, nella diversità, di un messaggio complementare, che aveva come obiettivo l’unità di un grande partito. Siamo due volti della stessa medaglia - annuncia subito dopo. La prima parte del suo intervento è rivolta soprattutto al partito, alla diversità di opinioni che lo ha animato anche ferocemente. 

E il gladiatore ringrazia, e prosegue nell’enunciazione parlando di necessità di snellire la burocrazia, di riformare enti come l’Arpab, di investire nell’ambiente, garantendo condizioni di benessere ai lucani. Recupera i progetti sul fondo anticipativo regionale nato dai due ultimi presidenti che si sono succeduti (Bubbico e De Filippo). 

E non dimentica di ringraziare i colleghi consiglieri: «Per la maturità politica che ci hanno consegnato con il loro passo indietro  per una necessità di maggiore freschezza da consegnare all’opinione pubblica sconcertata. Loro saranno oggi e domani preziosissimi nell’attività politica, di partito e amministrativa. La crisi impone un’inversione di marcia, in Basilicata dobbiamo considerarla un’opportunità e i giovani devono sentirsi protagonisti di questo paradigma». I volti di lucani che descrivono luci e ombre della Basilicata chiudono il comizio e aprono la “rivoluzione democratica” del gladiatore. 

a.ciervo@luedi.it 

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