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Cifarelli, tra sobrietà e scaramanzia
lancia la campagna "porta a porta"

Basilicata

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ARRIVA con pochi  minuti d’anticipo  per tagliare il nastro rosso del suo comitato elettorale. Roberto Cifarelli, capo di gabinetto del Comune di Matera è in corsa per le regionali. Dal sesto piano del palazzo di via Aldo Moro, ora si è trasferito in via Nazionale 102.

Dall’organizzazione degli uffici, dalla soluzione dei problemi quotidiani che giungono all’ultimo piano del palazzo comunale, passa al contatto diretto con i materani, con gli abitanti di Piccianello, che percorrono ogni giorno quella strada, collegamento diretto fra il centro della città e la periferia.

La convinzione lascia per un attimo spazio alla superstizione: in una scatola che non lascia mai ha un ferro di cavallo e un tappo di spumante. Un regalo, spiega, che serve di buon auspicio.

«La mia sarà una campagna elettorale all’insegna della sobrietà – spiega subito – e della responsabilità. Nulla di sfarzoso, una sede piccola su una strada trafficata, niente di più».

Per entrare in tema, cosa risponde alle polemiche di questi giorni, a chi lo accusa di approfittare delle ferie, pagate, per scopi elettorali? «Sono un lavoratore e ho diritto alle tutele e alle ferie. Se c’è qualcuno che cerca visibilità su questo aspetto, continui pure, ma questo argomento per me è già chiuso in partenza».

La parola d’ordine è: «Regione concreta» e per illustrare il suo programma Roberto Cifarelli è pronto alla raccolta di sostegno porta a porta, famiglia per famiglia. «Chi mi conosce sa che sono una persona che ama studiare i problemi, informarsi, approfondire e cercare soluzioni. Nessuno ha la bacchetta magica -  prosegue – viviamo un momento molto difficile  per l’economia e per la nostra società e non c’è da stare allegri. In questa campagna elettorale vogliamo ridare speranza e fiducia agli elettori». Una politica che non sia assistenzialista è quella verso la quale si indirizza Cifarelli. «Dobbiamo risolvere i problemi dei cittadini, non del singolo ed è proprio la parte che mi piace di più. Penso, ad esempio, alla programmazione,  alle politiche per lo sviluppo del territorio, al lavoro, alla tutela dell’ambiente. Bisogna impegnarsi sulla cultura d’impresa e sul sistema di formazione in Basilicata».

Il contatto con la città, con le famiglie materane, spiega, è il suo impegno principale e per questo è disposto ad andarle a trovare a casa, una per una.

«Andrò dove mi danno ospitalità – conclude mentre si allontana. Lo attendono dolci, spumante e strette di mano».

a.ciervo@luedi.it

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