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Il commento
Una pacificazione solo di facciata

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 49 secondi

 

E’ bastato poco, una semplice mail per creare una deflagrazione in parte inattesa ma ancor più forse agognata da ambedue le parti. In realtà il confronto aperto nel Partito Democratico materano non ha affatto risentito della pacificazione dettata da una scelta unitaria attorno al nome di Marcello Pittella. 
La questione, esplosa nelle ultime ore con parole al veleno e comunque una mobilitazione tangibile nei circoli e tra gli iscritti, è la dimostrazione che un braccio di ferro nel Pd materano è ancora in atto. 
Una conta, una sorta di primarie interna al Pd per vedere chi ha la supremazia rispetto all’altro. 
Le elezioni saranno anche questo e non solo. 
Le smentite di queste ore diventano meno convincenti di fronte ad una realtà di evidente contrapposizione di una parte e dell’altra. Del resto quei pezzi di partito che sono nella lista Pittella non sono invece nel Partito Democratico. L’area Antezza è rimasta chiaramente fuori dalle candidature nel Pd ed ha fatto una scelta diversa a sostegno della Lista Pittella, a sostegno di un candidato presidente che aveva voluto sin dalle primarie e sin dalla prima ora. Oggi quella parte insieme a quella che sostiene il ginecologo Nicola Carlucci ed è vicina all’ex assessore Vincenzo Viti è dentro la Lista Pittella. 
In  maniera definita, è parte integrante di quella lista e la sostiene con forza anche se ha deciso di puntare, evidentemente, su pezzi di società civile come ad esempio il professionista  Luigi Bradascio. Ma è da questa contrapposizione che nasce evidentemente una competizione spinta, fortissima per la supremazia interna.  Molto più forte che a Potenza, tra la Lista Pittella e il Partito Democratico. 
Del resto qualche ben informato racconta che le due liste sono state congiuntamente costituite nella provincia di Potenza con Pd e Lista Pittella che hanno lavorato insieme e di comune accordo nella scelta dei candidati. In provincia di Matera invece c’era il Pd che faceva una lista e quella parte del Pd che non vi entrava che ne faceva un’altra cioè la lista Pittella. 
Contrapposizioni oggi evidenti e che stanno esplodendo in tutta la loro pericolosità. Non il massimo certo in campagna elettorale, non un danno irreparabile ma comunque un dazio da pagare ad un accordo interno rimediato solo all’ultimo minuto e che nel materano, evidentemente, è stato subìto più che dalle altre parti della regione. Un accordo ingesto a tutti i protagonisti in campo. Dentro il Pd e la lista Pittella ci si muove per un medesimo risultato ma in direzioni diverse. Prendere un voto in più sarà il dato politico fondamentale. Perchè può vincere Pittella, ma non è detto che vinca anche il Pd.

E’ bastato poco, una semplice mail per creare una deflagrazione in parte inattesa ma ancor più forse agognata da ambedue le parti. In realtà il confronto aperto nel Partito Democratico materano non ha affatto risentito della pacificazione dettata da una scelta unitaria attorno al nome di Marcello Pittella. 

 

La questione, esplosa nelle ultime ore con parole al veleno e comunque una mobilitazione tangibile nei circoli e tra gli iscritti, è la dimostrazione che un braccio di ferro nel Pd materano è ancora in atto. Una conta, una sorta di primarie interna al Pd per vedere chi ha la supremazia rispetto all’altro. Le elezioni saranno anche questo e non solo. Le smentite di queste ore diventano meno convincenti di fronte ad una realtà di evidente contrapposizione di una parte e dell’altra. 

Del resto quei pezzi di partito che sono nella lista Pittella non sono invece nel Partito Democratico. L’area Antezza è rimasta chiaramente fuori dalle candidature nel Pd ed ha fatto una scelta diversa a sostegno della Lista Pittella, a sostegno di un candidato presidente che aveva voluto sin dalle primarie e sin dalla prima ora. Oggi quella parte insieme a quella che sostiene il ginecologo Nicola Carlucci ed è vicina all’ex assessore Vincenzo Viti è dentro la Lista Pittella. 

In  maniera definita, è parte integrante di quella lista e la sostiene con forza anche se ha deciso di puntare, evidentemente, su pezzi di società civile come ad esempio il professionista  Luigi Bradascio. Ma è da questa contrapposizione che nasce evidentemente una competizione spinta, fortissima per la supremazia interna.  Molto più forte che a Potenza, tra la Lista Pittella e il Partito Democratico. 

Del resto qualche ben informato racconta che le due liste sono state congiuntamente costituite nella provincia di Potenza con Pd e Lista Pittella che hanno lavorato insieme e di comune accordo nella scelta dei candidati. In provincia di Matera invece c’era il Pd che faceva una lista e quella parte del Pd che non vi entrava che ne faceva un’altra cioè la lista Pittella. 

Contrapposizioni oggi evidenti e che stanno esplodendo in tutta la loro pericolosità. Non il massimo certo in campagna elettorale, non un danno irreparabile ma comunque un dazio da pagare ad un accordo interno rimediato solo all’ultimo minuto e che nel materano, evidentemente, è stato subìto più che dalle altre parti della regione. Un accordo ingesto a tutti i protagonisti in campo. Dentro il Pd e la lista Pittella ci si muove per un medesimo risultato ma in direzioni diverse. Prendere un voto in più sarà il dato politico fondamentale. Perchè può vincere Pittella, ma non è detto che vinca anche il Pd.

p.quarto@luedi.it

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