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Intervista a Maria Chiara Montemurro
"Scelta perché giovane e donna"

Basilicata

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TRENTATRE anni, avvocato, donna, assessore al Comune di Gallicchio, Maria Chiara Montemurro, è un nome che in pochi conoscono. Eppure è entrata nel listino del centrosinistra e, al momento, - stando alle previsioni - è l’unica candidata donna che “rischia” seriamente di entrare nel prossimo Consiglio regionale. Dal piccolo paese della Val d’Agri -  meno mille abitanti - alla candidatura nella lista maggioritaria della coalizione guidata da Marcello Pittella, il passo è stato breve, brevissimo. Eletta alle comunali del 2009, e dopo aver ricoperto anche l’incarico di vicesindaco, presto potrebbe approdare in viale Verrastro, dove tra l’altro è già conosciuta per l’esperienza lavorativa presso la presidenza della Giunta che va avanti dal 2008. Sposata da pochissimo, con i coniugi De Filippo come testimoni d’eccezione, il suo esordio in politica lo definisce «casuale»: «Fu l’attuale sindaco a chiedermi la disponibilità a far parte della sua squadra». La tessera del Pd non ce l’ha. «Ma - assicura - la mia famiglia e io personalmente siamo stati sempre culturamente vicini a quest’area politica». E - aggiunge - «personalmente ho sempre seguito le iniziative del Partito democratico, nella mia piccola comunità ma anche a livello regionale».

Avvocato, ce lo spieghi lei: a suo avviso, perché la scelta è ricaduta proprio sul suo nome?

Io credo che questa scelta sia stata dettata dalla necessità di assecondare la richiesta di rinnovamento che è arrivata dalla società civile. Un’istanza che il Pd ha fatto propria. E, come vedrete, nel caso di vittoria del centrosinistra come io mi auguro, avremo un consiglio completamente composto da  persone nuove. Rappresento un’area strategica per questa regione, che è la Val d’Agri. Sono giovane e soprattutto sono donna. Insomma, ho un profilo che risponde bene l’identikit del candidato che incarni il rinnovamento.

Devo ammettere che ho sempre pensato di potermi confrontare con un’eperienza politica più ampia rispetto a quella comunale. Ma si tratta di un’impresa molto difficile. Avere l’occasione giusta per farsi conoscere è molto complicato, soprattutto se si è giovani e poco conosciuti. La possibilità di una candidatura nel listino è per me una grande opportunità che voglio trasformare in impegno concreto per questa regione.

Se l’esigenza era portare nel listino una candidata donna e impegnata in politica, perché proprio lei e non, a esempio, Angela Latorraca?

Le devo dire con grande sincerità che sono estranea alle dinamiche interne del partito, perché non sono un’iscritta. Quindi, non posso addentrami in valutazioni che non mi competono. Ma personalmente, ci tengo a dirlo, ho grande stima di Angela Latorraca. Così come nutro profondo apprezzamento per tutte le donne impegnate in politica, al di là dei partiti e dei differenti livelli istituzionali. Credo che le donne andrebbero valorizzate di più. Quando hanno avuto esperienze dirette hanno sempre saputo mostrare le proprie capacità. Anche in Regione. Il precedente Consiglio era composto solo da uomini. Ma l’apporto degli assessori esterni donne è stato molto significativo. E’ chiaro che bisogna fare ancora molto, non solo per le donne ma in generale per i giovani. Anche se sono convinta che le diverse generazioni possano e debbano convivere. Chi ha maturato esperienza in politica dovrebbe trasferire le proprie competenze alle “nuove” leve. Ad ogni modo, mi auguro che in futuro io possa trovare collaborazione e sostegno da parte di donne impegnate in politica, come Angela Latorraca.

Lei sostiene di rappresentare il nuovo. Ma molti la danno in quota De Filippo. E’ il solito nuovo figlio di logiche vecchie?

Ritengo di essere fuori da ogni tipo di lottizzazione politica. Certo, sono stata scelta dal segretario De Filippo. Ma secondo altre logiche.  Innanzitutto rappresento l’area geografica della Val D’Agri. E poi, ripeto: posso correttamente interpretare lo spirito di rinnovamento. Le aggiungo anche che ritengo di esserne assolutamente all’altezza. E spero  di avere l’occasione per dimostrarlo con i fatti concreti.

Quando la sua candidatura è stata resa nota, pochi conoscevano il suo nome dal punto di vista dell’impegno politico. Ma molti hanno commentato: «E’ una bella donna». Non le dà un pò fastidio che qualcuno provi ad associare le due cose?

Guardi, è un problema di chi lo pensa, non mio. Nella mia vita ho sempre dato all’aspetto estetico un’importanza molto relativa, l’ho  tralasciato all’ultimo posto. Ho investito sempre nello studio e nell’impegno. Mi sono sacrificata nello studio per raggiungere risultati significativi in campo professionale. A questo punto, gli altri sono liberi di pensare quello che vogliono.

Se il centrosinistra dovesse vincere, lei, molto probabilmente, sarà l’unica donna in Consiglio. Chi vorrebbe rappresentare?

Innanzitutto la mia zona, la Val d’Agri ma anche tutta la regione. E poi - sarò pure ripetitiva -  vorrei interpretare soprattutto le istanze dei giovani e delle donne, che mio avviso fanno ancora molta fatica ad affermarsi. E che hanno bisogno di essere valorizzati. Se c’è una causa su tutte che porterò avanti sarà quella per il lavoro,  contro l’eccessivo precariato che vivo in prima persona sulla mia pelle. Ecco, il mio impegno vuole andare proprio in questa direzione: garantire ai giovani il diritto al lavoro e alla salute. E intendo portarlo avanti anche nel caso in cui non dovessi essere eletta.

Dice di voler occuparsi di giovani e occupazione da una postazione, però, un pò privilegiata: lei lavora presso la presidenza della Giunta, vero?

Sì, ma non sono una dipendente dell’ente. Nel 2008 ha avuto inizio il mio rapporto lavorativo con una società di servizi  che lavora per l’ente. Mi sono occupata della conferenza delle Regioni ed è stata un’esperienza molto importante, che mi potrebbe tornare utile anche se diventassi consigliere.

Alcuni sostengono che lei sia stata favorita dal suo rapporto di amicizia con il segretario De Filippo. Lei cosa risponde?

Al di là delle conoscenze, io credo che la cosa sia molto semplice: sa bene che il numero di donne impegnate in politica si può definire irrisorio, quindi la scelta era abbastanza ristretta. Io credo che il segretario abbia voluto investire sul mio nome in qualità di giovane donna, professionista, impegnata all’interno delle istituzioni. Devo dire che con il presidente De Filippo abbiamo portato avanti importanti iniziative, non solo a Gallicchio, ma anche, a esempio, per Basilicata coast to coast. Mi ha conosciuto, ed evidentemente ha creduto nelle mie qualità. Io farò di tutto per dimostrare di esserne all’altezza. 

m.labanca@luedi.it

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