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A pochi giorni dal voto il candidato Mario Polese
spiega il rapporto con i Pittella e il suo tour elettorale

Basilicata

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CLASSE 82’, nuova leva della politica lucana. Dopo aver girato la Basilicata in qualità di coordinatore regionale di Prima Persona, il cui il presidente nazionale è Gianni Pittella, e coordinato le primarie della coalizione di centrosinistra per Marcello Pittella vincendo, ora si presenta ai suoi concittadini come candidato consigliere, lista Pittella Presidente. Il più giovane candidato della città di Potenza della coalizione di centro sinistra

Molti la danno già per vincitore. Lei però da uno a dieci quanto pensa di diventare consigliere?

La battaglia è dura e c'è molto da fare. Non bisogna disperdere le energie e i voti. Le voci che circolano da settimane sono infondate e mirano a depistare l'elettore. Questa è la mia prima campagna elettorale che comunque ricorderò per tutta la vita come un momento formativo e di grande esperienza. Il voto lo faccio dare ai miei sostenitori e spero che sia il massimo, non perché sono giovane, sono uno di loro o sono un volto nuovo, ma perché hanno condiviso il mio programma, si riconoscono nel mio progetto e credono che io sia in grado di rappresentarli.

Aspira a diventare il consigliere regionale senza aver mai fatto un solo giorno di politica nelle istituzioni. Lei è un avvocato e un volto nuovo. Cosa ci assicura che lei è in grado di occuparsi dei tanti problemi della Basilicata?

La politica non è un mestiere che si apprende con il passar del tempo o stando seduti sulle poltrone di questo o quel consiglio. La politica è l’arte di saper disegnare una traiettoria di sviluppo per i cittadini, gli stessi che misureranno l’efficienza e l’efficacia di quella azione. Poi, certamente, è l’uomo che fa il politico, le sue attitudini, i suoi studi, i suoi interessi e il suo sapersi porre in sintonia con la gente. I problemi della Basilicata sono tanti, come lo sono, pur tuttavia, le sue opportunità. Io mi candido a consigliere regionale per dare il mio contributo, sapendo di non avere la ricetta giusta, ma con la forza e la passione di chi lotta per un mondo migliore.

Si dice che lei si trova dove è oggi esclusivamente perché pupillo dei Pittella, lei cosa ne pensa a proposito?

La ringrazio per questa domanda e le dico sin da subito e con serenità. Non ho privilegi e non ricopro ruoli di potere. Ho coordinato l’associazione di Gianni, Prima Persona, con lo spirito di chi vuole fare qualcosa per promuovere la Basilicata e rilanciare le azioni politiche a suo sostegno. Tanti sono stati i circoli che abbiamo aperto in questi anni in tutta la regione, segno evidente di una attenzione e di una grande voglia di partecipazione. Marcello, poi, ha voluto che coordinassi la sua campagna delle Primarie per il candidato Presidente del centrosinistra. E mi ha scelto guardando al lavoro fatto e ai buoni risultati raggiunti con l’associazione. Niente mi è stato regalato. Ho solo da ringraziare per la fiducia riposta e spero di continuare a meritarla dimostrando impegno, dedizione e passione. In questo momento non mi trovo in nessun posto, la campagna elettorale è dura e molti sono i competitors.

Tanti suoi coetanei hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro in Basilicata, a darne conferma sono i dati  sulla disoccupazione. Cosa ha detto durante la campagna elettorale ai giovani sfiduciati che ha incontrato?

E’ vero. I dati sulla disoccupazione sono allarmanti e tanti, troppi, sono i giovani che lasciano la nostra terra. Ma questa campagna elettorale è servita a capire che sono tantissimi quelli che pensano che la Basilicata abbia importanti risorse e chiedono soltanto di avere opportunità, strategie e disegni di sviluppo dalla politica, non assistenzialismo, ma un modello nuovo per la nostra regione, competitivo e che guardi al resto dell’Italia e dell’Europa. La Basilicata deve saper imboccare la traiettoria di sviluppo con le energie nuove che ha in testa, in prima linea. Non parlo di rottamazione, ma c’è una gerontocrazia che spesso tarpa le ali all’entusiasmo e alla passione. Un nuovo patto tra generazioni è quello che ci vuole

Lei è il più giovane candidato della città di Potenza della coalizione di centro sinistra.Quali dovranno essere la funzione e il ruolo della cittá capoluogo di regione nella Basilicata di domani, in vista anche delle comunali 2014?

Sì, sono il più giovane candidato potentino, ma proprio per questo sento ancor di più il peso della responsabilità di questa campagna regionale. Potenza è una città con un grande potenziale, una città che dovrá essere ancora piú aperta e solidale. Tanto ancora si può costruire. La nostra città ha bisogno di includere, sempre di più, le persone svantaggiate e che vivono ai margini della società. Ad esempio, potremmo scrivere insieme, in un percorso di condivisione e partecipazione, delle proposte di legge per il rilancio del polo universitario, che guardino al mondo della disabilità come una vera opportunità, e per la creazione di una rete di solidarietà tra Regione, mondo del volontariato e società civile. Le elezioni comunali che si terranno a Potenza nella prossima primavera sapranno certamente promuovere la centralitá del capoluogo anche attraverso un rinnovamento generazionale, a partire dalla individuazione del candidato Sindaco.

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