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Grillo a Potenza: «Il sistema ha fallito»
Ultima tappa del tour in Basilicata: sempre folla

Basilicata

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Beppe Grillo è arrivato a Potenza dove sta ultimando gli incontri della tappa finale del tour lucano, in vista delle elezioni regionali di domenica e lunedì. 

Ha incontrato alcuni cittadini e gli studenti nel teatro Due Torri, in pieno centro storico. «Il sistema della globalizzazione, quello basato sul pil, ha fallito - ha detto - Dobbiamo reinventarci. Potenza è carina con i negozi mezzi chiusi? Non riapriranno più. E noi, qui, siamo senza lo Stato. I rapporti con il Fisco sono da riformare, Equitalia va abolita». 

Il leader del Movimento 5 Stelle prova così a conquistare l'ultima parte di elettorato deluso: «Mi rivolgo a chi ha vorato sia destra che sinistra».

Ha toccato anche il tema petrolio: «Si stanno prendendo questa terra, comprano tutto senza che voi ve ne accorgiate. Ma sappiate, però, che le estrazioni causano gli smottamenti a causa della tecnica del fracking.»

In mattinata è stato nel Vulture dove ha affrontato vari temi ed è tornato sul caos di Matera, sui fischi in piazza Vittorio Veneto a Matera, durante il comizio del Pd e del suo segretario nazionale, Guglielmo Epifani, salito sul palco subito dopo l'intervento del leader M5S. «Mi è dispiaciuto molto per i fischi di ieri. Lo dico davvero. Ma questi qui, questa politica ha perso il contatto con la gente. Il nostro impegno è far rientrare i giovani. Dare forza ad attività come queste della cantina di Venosa». 

Poi ha cominciato a interagire con studenti e cittadini presenti, rispondendo ad alcune domande. «Voi lucani avete sempre accettato a testa bassa. Adesso chiudete gli occhi. Non guardateli più - ha detto - La lucania ha bisogno non di grandi infrastrutture, ma di cose normali. Una ferrovia normale, una strada normale.»

Sempre con riferimento a quanto accaduto ieri, il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, ha attaccato: «Beppe Grillo dimostra quello che è: una persona illiberale e autoritaria, incapace di confrontarsi con le idee e le proposte degli altri. Per questo, invece di prendere le distanze dai suoi sostenitori che non hanno rispettato il diritto del Pd a svolgere il proprio comizio a Matera, urlando e lanciando volgari insulti, oggi posta, compiacendosene, quelle provocazioni sul suo blog». 

«Ecco che cosa - ha aggiunto - gli italiani e gli elettori si possono aspettare da un capo-partito che predica la democrazia nel web ma pratica la prepotenza e la violenza nella realtà. Sia chiaro: non ci faremo intimorire e continueremo ad andare a testa alta nelle piazze come abbiamo sempre fatto perchè - ha concluso - abbiamo fiducia nei cittadini italiani.»

È intervenuto anche il sindaco di Matera, Salvatore Adduce: «La città di Matera rappresenta un modello di civiltà e di serena convivenza e non può essere consentito ad alcuno metterlo in discussione. Anche nei momenti più difficili la nostra città ha saputo tenere alta la bandiera della libertà di espressione del pensiero di ciascuno, singoli, partiti e movimenti. I metodi usati ieri sera da persone giunte volutamente da fuori richiamano alla mente non le manifestazioni politiche ma le intolleranze che purtroppo ancora registriamo in occasioni agonistiche - ha detto - I metodi usati ieri sera da persone giunte volutamente da fuori richiamano alla mente non le manifestazioni politiche ma le intolleranze che purtroppo ancora registriamo in occasioni agonistiche». 

«La città di Matera - ha detto ancora Adduce - rappresenta un modello di civiltà e di serena convivenza e non può essere consentito ad alcuno metterlo in discussione. Anche nei momenti più difficili la nostra città ha saputo tenere alta la bandiera della libertà di espressione del pensiero di ciascuno, singoli, partiti e movimenti. I metodi usati ieri sera da persone giunte volutamente da fuori richiamano alla mente non le manifestazioni politiche ma le intolleranze che purtroppo ancora registriamo in occasioni agonistiche.
I metodi usati ieri sera da persone giunte volutamente da fuori richiamano alla mente non le manifestazioni politiche ma le intolleranze che purtroppo ancora registriamo in occasioni agonistiche.»

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