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Forza Italia frena sulle fratture con Scopelliti
ma maggioranza si prepara a rivedere i posti chiave

Calabria

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CATANZARO - Giuseppe Scopelliti ha compiuto la sua scelta. E con i suoi fedelissimi ha deciso di sostenere il nuovo progetto di Angelino Alfano, rompendo l'alleanza con Silvio Berlusconi. Decisioni che, ovviamente, non potevano non avere ripercussioni sulla politica regionale, dove in tanti hanno scelto, invece, di rimanere con il Cavaliere. Sarà per questo che in tanti, nella nuova Forza Italia, si sono comunque affrettati a gettare acqua sul fuoco di possibili polemiche. A rischio c'è la tenuta degli equilibri nel centrodestra che governa la Regione. 
Oggi ci hanno pensato il sottosegretario Jole Santelli e il consigliere regionale Gabriella Albano a spezzare una lancia a favore del governatore. "La leadership di Scopelliti non è in discussione", ha sentenziato Albano, mentre Santelli ha dichiarato che "non c'è un problema pro o contro Scopelliti". In realtà, secondo quanto trapela negli ambienti del centrodestra, non tutti la pensano in questo modo. E c'è già chi è pronto a chiedere un riequilibrio degli assetti rispetto a ruoli ed incarichi, vista comunque la presenza di due forze politiche distinte e separate, quali sono Forza Italia e il Nuovo Centro Destra. 
Albano è più netta nella difesa dell'attuale maggioranza: “La nascita di Forza Italia e la costituzione di due nuovi gruppi in seno al consiglio regionale non pregiudicheranno in alcun modo nè mineranno il lavoro che il centrodestra sta faticosamente portando avanti in Calabria. Si continuerà a lavorare insieme, con la passione e la tenacia di sempre, per raggiungere l'obiettivo più importante, vale a dire il bene della nostra terra”. 
Meno esplicita Jole Santelli: "Nessuno trasformi questa vicenda in un problema pro o contro Scopelliti o in una discussione di questo genere. Siamo impegnati tutti per la guida del governo regionale e quindi su questo credo che, al di là degli individualismi o delle richieste di ciascuno, bisogna avere senso di responsabilità". Insomma, se c'è l'impegno tutti devono concorrere, con la giusta dignità. Nessuno pronuncia la parola rimpasto, ma in tanti la pensano, la sussurrano e, magari, immaginano di poterla utilizzare nel momento opportuno per un posto al sole.
NCD SBARCA IN PARLAMENTO - E mentre in Calabria si tenta di evitare le polemiche, tra palazzo Madama e palazzo Montecitorio si registra lo strappo definitivo. L'atto ufficiale per la costituzione dei gruppi che si identificano nel nuovo partito di Alfano. Alla Camera è stato il presidente di turno Simone Baldelli a comunicare la costituzione. Presidente pro-tempore del gruppo è Enrico Costa e sono ventinove i membri del gruppo, tra i quali due calabresi: Angelino Alfano, Gioachino Alfano, Paolo Alli, Maurizio Bernardo, Dorina Bianchi, Antonino Bosco, Raffaele Calabrò, Luigi Casero, Giuseppe Castiglione, Fabrizio Cicchitto, Enrico Costa, Nunzia De Girolamo, Alberto Giorgetti, Vincenzo Garofalo, Antonio Leone, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Dore Misuraca, Antonino Minardo, Alessandro Pagano, Filippo Piccone, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Barbara Saltamartini, Gianfranco Sammarco, Rosanna Scoppelliti, Paolo Tancredi e Raffaello Vignali.
Più corposa, invece, la pattuglia dei calabresi nel gruppo del Senato. Sono sei, infatti, quelli che hanno aderito al progetto di Alfano. La senatrice, Laura Bianconi, è la presidente 'pro tempore'. Lo ha comunicato all’Aula la vicepresidente di Palazzo Madama, Linda Lanzillotta. 
Sono 30, complessivamente, i senatori del gruppo 'Nuovo centrodestra': Giovanni Bilardi, Luigi Compagna, Paolo Naccarato, Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Antonio Caridi, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Antonio D’Alì, Nico D’Ascola, Giuseppe Esposito, Massimo Cassano, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Franco Conte, Bruno Mancuso, Giuseppe Marinello, Pippo Pagano, Gaetano Quagliariello, Luciano Rossi, Maurizio Sacconi, Salvatore Torrisi, Simona Vicari, Guido Viceconte e Mario Della Tor. Nell’elenco non figura Renato Schifani solo per un problema di tempi ma, da quanto si apprende, l’ex capogruppo del Pdl dovrebbe aderire nelle prossime ore.

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