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Di Maggio lascia o raddoppia?
Sei mesi per decidere. Con buona Pace di Aurelio

Basilicata

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POTENZA - Di Maggio non decide. Almeno per ora. Pace si dice sereno e però non vede l’ora di sedersi in Consiglio regionale. Cupparo intanto pare stia presentando le carte per fare ricorso sui risultati elettorali che lo hanno piazzato per qual che decina di voti dietro lo stesso Pace.

Tutto questo per un solo posto da consigliere regionale. Il posto per il risultato elettorale spetta a Tito Di Maggio, il senatore di Scelta civica. E’ stato candidato governatore a capo della coalizione di centrodestra. La sua coalizione è arrivata seconda e quindi per regolamento elettorale il posto è suo. Ma non può fare entrambe le cose. La carica di senatore e quella di consigliere regionale sono incompatibili. Visto il prestigio dell’incarico da senatore la scelta pareva scontata. E quindi veniva dato quasi per certo lo slittamento di Aurelio Pace in Consiglio regionale in qualità di primo dei non eletti. Ma evidentemente per Tito Di Maggio la scelta non è così automatica come invece pareva subito dopo il risultato elettorale.

Citando le sue stesse parole su Facebook (è intervenuto proprio per smentire una decisione già assunta in favore del Senato) Di Maggio ha chiarito con fermezza: «Molti parlano a vanvera. La legge mi da sei mesi per decidere. Valuterò...». E quindi dopo alcuni minuti sempre sulla stessa bacheca di Fb ha aggiunto e risposto in merito alla coerenza: «Nessun problema sulla coerenza. Sapevo benissimo che come senatore, il mio era un atto di responsabilità politica, ma siccome intendo il mio mandato, sia in Senato che in Regione, al servizio della Basilicata, deciderò da dove posso meglio realizzarlo».

Insomma non è più scontato nulla. Di Maggio cita la legge che gli offre sei mesi per decidere e lascia tutto in sospeso. Nulla da eccepire dal punto di vista delle norme. Ovvio che una decisione rapida sarebbe più in sintonia con il momento che attraversa la politica. Tanto più che per Di Maggio sarebbe complicato garantire la doppia presenza sia a Roma che a via Verrastro a Potenza dove tra una ventina di giorni partirà una delle legislature più complicate dalla nascita dell’ente Regione.

Ma è anche altrettanto evidente che Di Maggio stia valutando tutto in chiave nazionale. Il rapporto con i suoi colleghi senatori di partito non è idilliaco. Non a caso ieri lo stesso Di Maggio ha pubblicato una foto sul web in cui “denunciava” di essere l’unico presente tra i banchi di Palazzo Madama. Non solo. Subito dopo il risultato elettorale c’è stato un oscambio di battute al vetrolio tra lo stesso Di Maggio e il deputato montiano  Mariano Rabino. I due non hanno usato il “fioretto” per scambiarsi accuse e critiche.

Tutto questo in uno scenario non chiaro con il voto sulla decadenza di Berlusconi (si vota oggi ndr) e la tenuta del governo Letta che non pare più blindatissimo. Insomma si potrebbe tornare al voto per le politiche già nei prossimi mesi. E Di Maggio quindi potrebbe anche optare per lo scranno in Consiglio regionale che dovrebbe essere garantito per il prossimo quinquennio. Da parte sua il senatore di Scelta civica si è preso tempo spiegando che valuterà quale mandato «al servizio della Basilicata» sia il più utile per la comunità lucana.

Insomma saranno settimane di passione ancora per Aurelio Pace che rimane quindi in una sorta di limbo. Da parte sua però il primo degli eletti non solleva polemiche. Tutt’altro. Prima spiega: «Il senatore Di Maggio comunque non potrebbe decidere prima di essere conva,lidato». Poi aggiunge: «Conosco Tito. E’ una persona corretta e assolutamente responsabile. Sono certo che prenderà la migliore decisione per il bene della Basilicata». Insomma non è certo Pace che soffia sulla polemica. Aspetta.

Chi invece è pronto a “battagliare” è Romano Cupparo. E’ il secondo dei non eletti proprio alle spalle di Pace. E da quanto si appreso dalle fonti, Cupparo dovrebbe presentare a giorni un ricorso per il ricontrollo dei voti in alcune sezioni elettorali. Insomma Cupparo non si arrende e spera di ribaltare il risultato elettorale. Insomma al momento per una sola poltrona in Consiglio sono tre i nomi possibili.

s.santoro@luedi.it

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