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L'INTERVENTO/
Io non mi arrendo

Basilicata

Tempo di lettura: 
7 minuti 16 secondi
segue dalla prima
di DONATO RAMUNNO*
 degli analisti del voto e dei flussi elettorali, quanto piuttosto al gruppo di chi, con coscienza  e spirito di verità, analizza lo stato delle cose e quindi le dinamiche sociali e  politiche di questa regione.
Ancora una volta il centro sinistra esce stravincitore dalle urne. Una vittoria netta ed inequivocabile. 
E lo scrivo perché non gradisco  essere parte di tutti quei politici che qualunque siano i risultati delle elezioni si sentono ipocritamente, mentendo a se stessi, vincitori o almeno non perdenti. 
Anche in questa banalità voglio contribuire a modificare il modo di fare politica. Complimenti e onore a chi ha vinto.
Il centro destra ha perso, ha perso male, un disastro.
 La mia personalissima  e magra consolazione è stata quella di aver contribuito a far eleggere il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa. 
Un risultato importante, che mi gratifica non poco dal punto di vista affettivo, ma soprattutto  politico, considerando che il nostro portavoce regionale è stato il più votato  dell’intera coalizione di centrodestra, con risultati di rilievo in molti centri della Basilicata, a cominciare dal capoluogo di regione. 
A dimostrazione del fatto che il lavoro, l’impegno, la determinazione, ma soprattutto il merito, qualche volta, nonostante tutto,  anche in questa  Italia malata, vengono ripagati.   
Il centro destra di Basilicata nemmeno questa volta, nel momento di maggiore debolezza dell’avversario politico, travolto da un degrado di onestà e di moralità, oltre che politico,  travolto da una guerra intestina di carattere correntizio e personale,  è riuscito a mettere in campo una squadra che, non dico potesse vincere, ma quantomeno giocarsi la partita alla pari.
E ancora una volta mi ritrovo a
pensare e a scrivere sul cosa sarà domani e sul cosa fare oggi per creare una vera, credibile e sana alternativa a questo centrosinistra, responsabile dei
tanti mali sociali e ambientali che affliggono la nostra terra. Ancora una volta mi ritrovo con i miei pensieri che mi assillano e mi assalgono.
I lucani questa volta, sbagliando, non sono proprio andati a
votare. Si sono arresi allo stato delle cose. 
E mi riferisco a quei pochi lucani che ancora campano in questa regione, non costretti ad emigrare in cerca di miglior futuro e fortuna altrove.  
Non si sono lasciati abbindolare nemmeno dal canto delle sirene del movimento  5 stelle, vera delusione di questa tornata elettorale.  
Vedo un popolo stanco, annoiato, che ha perso persino quella pazienza contadina sapientemente descritta da Carlo Levi. 
Un popolo che però, ancora una volta sbagliando, continua pateticamente nella sua comprensibile, ma non accettabile, lamentela. 
Qualcuno scrisse che ogni popolo ha il governo che si merita. E  tant’è!
Io non mi arrendo! Ecco cosa faccio oggi. Non voglio, non posso, non devo.  
Sarò e saremo, con tutti i miei fratelli d’Italia, ancora più determinati nel costruire un partito che possa essere la guida dell’intero centrodestra di Basilicata.
E spero di poterlo fare con tutte quelle persone che hanno contribuito, con il loro apporto  intellettuale, politico e culturale, e non solo elettorale,  al nostro grande successo, come partito. 
Tutte quelle persone con le quali abbiamo dato vita al Laboratorio Basilicata con il quale ci siamo presentati ai Lucani in queste elezioni, che spero possa tradursi ed evolversi da esperienze elettorale,  in esperienza e percorso politico. Un progetto che troverà concretizzazione in Officina per la Basilicata.
Quello che stiamo costruendo  non è solo un partito, ma è una grande famiglia, una comunità! È un gruppo umano di persone perbene e leali, che rispetta le identità, le culture e le esperienze politiche di tutti, facendone elemento di crescita e di arricchimento, e non di divisione.
In ultimo voglio ringraziare pubblicamente quelle 3540 persone che ci hanno dato fiducia e che hanno creduto in un progetto. 
Voglio ripartire da loro, da questo numero. Se esiste una speranza di alternativa alla guida di questa regione è solo grazie al loro. Costruiremo un nuovo grande centrodestra anche in Basilicata.
Io non mi arrendo.
*Fratelli d’Italia

CARO direttore,  a due settimane dal voto mi ritrovo a scriverle per partecipare lei e suoi numerosissimi lettori, alle mie modeste considerazioni post elettorali. Ma non voglio iscrivermi al foltissimo gruppo degli analisti del voto e dei flussi elettorali, quanto piuttosto al gruppo di chi, con coscienza  e spirito di verità, analizza lo stato delle cose e quindi le dinamiche sociali e  politiche di questa regione.

Ancora una volta il centro sinistra esce stravincitore dalle urne. Una vittoria netta ed inequivocabile. E lo scrivo perché non gradisco  essere parte di tutti quei politici che qualunque siano i risultati delle elezioni si sentono ipocritamente, mentendo a se stessi, vincitori o almeno non perdenti. 

Anche in questa banalità voglio contribuire a modificare il modo di fare politica. 

Complimenti e onore a chi ha vinto.Il centro destra ha perso, ha perso male, un disastro. La mia personalissima  e magra consolazione è stata quella di aver contribuito a far eleggere il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa. Un risultato importante, che mi gratifica non poco dal punto di vista affettivo, ma soprattutto  politico, considerando che il nostro portavoce regionale è stato il più votato  dell’intera coalizione di centrodestra, con risultati di rilievo in molti centri della Basilicata, a cominciare dal capoluogo di regione. 

A dimostrazione del fatto che il lavoro, l’impegno, la determinazione, ma soprattutto il merito, qualche volta, nonostante tutto,  anche in questa  Italia malata, vengono ripagati. 

  Il centro destra di Basilicata nemmeno questa volta, nel momento di maggiore debolezza dell’avversario politico, travolto da un degrado di onestà e di moralità, oltre che politico,  travolto da una guerra intestina di carattere correntizio e personale,  è riuscito a mettere in campo una squadra che, non dico potesse vincere, ma quantomeno giocarsi la partita alla pari.

E ancora una volta mi ritrovo apensare e a scrivere sul cosa sarà domani e sul cosa fare oggi per creare una vera, credibile e sana alternativa a questo centrosinistra, responsabile deitanti mali sociali e ambientali che affliggono la nostra terra. 

Ancora una volta mi ritrovo con i miei pensieri che mi assillano e mi assalgono.I lucani questa volta, sbagliando, non sono proprio andati avotare. Si sono arresi allo stato delle cose. 

E mi riferisco a quei pochi lucani che ancora campano in questa regione, non costretti ad emigrare in cerca di miglior futuro e fortuna altrove.  Non si sono lasciati abbindolare nemmeno dal canto delle sirene del movimento  5 stelle, vera delusione di questa tornata elettorale.  

Vedo un popolo stanco, annoiato, che ha perso persino quella pazienza contadina sapientemente descritta da Carlo Levi. Un popolo che però, ancora una volta sbagliando, continua pateticamente nella sua comprensibile, ma non accettabile, lamentela. 

Qualcuno scrisse che ogni popolo ha il governo che si merita. E  tant’è!

Io non mi arrendo! Ecco cosa faccio oggi. Non voglio, non posso, non devo.  

Sarò e saremo, con tutti i miei fratelli d’Italia, ancora più determinati nel costruire un partito che possa essere la guida dell’intero centrodestra di Basilicata.

E spero di poterlo fare con tutte quelle persone che hanno contribuito, con il loro apporto  intellettuale, politico e culturale, e non solo elettorale,  al nostro grande successo, come partito. 

Tutte quelle persone con le quali abbiamo dato vita al Laboratorio Basilicata con il quale ci siamo presentati ai Lucani in queste elezioni, che spero possa tradursi ed evolversi da esperienze elettorale,  in esperienza e percorso politico. Un progetto che troverà concretizzazione in Officina per la Basilicata.Quello che stiamo costruendo  non è solo un partito, ma è una grande famiglia, una comunità! 

È un gruppo umano di persone perbene e leali, che rispetta le identità, le culture e le esperienze politiche di tutti, facendone elemento di crescita e di arricchimento, e non di divisione.In ultimo voglio ringraziare pubblicamente quelle 3540 persone che ci hanno dato fiducia e che hanno creduto in un progetto. 

Voglio ripartire da loro, da questo numero. Se esiste una speranza di alternativa alla guida di questa regione è solo grazie al loro. Costruiremo un nuovo grande centrodestra anche in Basilicata.

Io non mi arrendo.

*Fratelli d'Italia 

 

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