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Forza Italia lucana si presenta
con l'entusiasmo del 1994

Basilicata

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POTENZA - Un deputato, due consiglieri regionali (o forse tre, nel caso in cui il senatore Di Maggio dovesse decidere di rimanere a Roma), alcuni amministratori e vari dirigenti di partito dell’ex Pdl. La nuova Forza Italia, nata a seguito dello scioglimento del Popolo delle libertà, si presenta anche in Basilicata e schiera i suoi uomini. Primo fra tutti, l’onorevole Cosimo Latronico, al tavolo, ieri - nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso la sala A del Consiglio regionale - per la prima volta senza il senatore Guido Viceconte che invece ha aderito al gruppo degli alfaniani. Ad affiancare Latronico, l’ex coordinatore provinciale del Pdl, Mariano Pici e i neo consigliere eletti Michele Napoli e Paolo Castelluccio (Nicola Pagliuca) assente giustificato. «Non un ritorno al passato, ma un nuovo inizio, con lo stesso entusiasmo che nel ‘94 segnò la nascita del partito di Berlusconi».

E’ Pici a spiegare i dettagli organizzativi che nelle prossime settimane porteranno al radicamento della nuova Forza Italia sui territori. Sciolti gli organismi dell’ex Popolo delle libertà, sarà costituito un comitato regionale composto - come in tutte le altre regioni - da parlamentari (nel caso lucano, il solo Latronico), consiglieri regionali, figure di spicco della società civile e amministratori dei comuni più significativi. Il nuovo coordinatore sarà scelto in Basilicata, con l’avallo dell’ufficio di presidenza centrale. Nel frattempo parte oggi l’operazione dei club “Forza Silvio”. «Se ne prevedono 10.000 su tutto il territorio nazionale», spiega l’ex consigliere regionale di Lauria. Una sorta di organizzazione parallela al partito, per un maggiore radicamento sul territorio e da cui nasceranno anche incarichi organizzativi e sociali.

«Perché, questa nuova fase - spiega Pici - ci vedrà impegnati nello sforzo di forza politica che recuperi partecipazione, apertura e dialogo con gli elettori». I club «avranno anche una funzione sociale, per stare più vicino ai cittadini che stanno pagando un prezzo altissimo per la crisi economica, ma anche sociale, in corso». Insomma, l’idea, almeno in teoria, è quella di archiviare l’organizzazione di partito così come l’abbiamo conosciuta fino a questo momento «attraverso un modello di governance più partecipata, meno verticistica, dove i dirigenti non siano un tappo. Dove tutti si sentano parte dello stesso progetto, senza guerre di posizionamenti, dove vengano valorizzate le forze migliori».

Al deputato Latronico, invece, il compito di spiegare le ragioni politiche che hanno portato alla nascita di nuova Forza Italia che non appoggerà il Governo Letta. «La vicenda della decadenza di Berlusconi ha rappresentato una lacerazione democratica che non poteva non avere conseguenze. Abbiamo provato a ragionare e a farli ragionare, in maniera responsabile, fino all’ultimo. Abbiamo sostenuto che la legge Severino stride con il buon senso, che così è stata tradita la volontà di quei dieci milioni di italiani che stanno con il presidente Berlusconi. Ma non c’è stato nulla da fare. Sono stati loro a determinare l’instabilità. A noi non è restato che prenderne atto».

Ma ora - aggiunge il deputato lucano - «un Governo Letta non esiste più.  Non esistono più le condizioni di partenza. Bisognerà prendere atto di questo. A partire dalla legge di stabilità che noi non voteremo. Un’aberrazione rispetto agli impegni assunti con gli elettori. Avevamo promesso meno tasse e più sviluppo. E, invece, si continua ad andare nella direzione contraria. Si tratta di una manovra che scarica tutto sul mondo produttivo». E allora - continua ancora Latronico - il Governo dovrà fare i conti con una maggioranza che non c’ è più. «Bisogna al più presto  approvare una nuova legge elettorale e poi andare subito al voto». Ma prima delle nuove politiche, ci sarà quella che rappresenta la prima vera grande sfida per nuova Forza Italia di Basilicata: le amministrative di Potenza. «E’ questo il primo banco di prova - aggiunge Latronico - su cui misureremo il nuovo partito».

Per quanto riguarda, invece, l’attività politica in Consiglio regionale, «ci sforzeremo di costruire - dice Napoli - un fronte unico di opposizione, con gli alleati di centrodestra. Ma anche agli deve essere ben chiaro che il vero avversario è il centrosinistra di Marcello Pittella». Certo è che Forza Italia avrà due soli consiglieri (al massimo tre, se dovesse entrare  Aurelio Pace, ieri presente in sala, come Vito Di Lascio e Franco Mattia). Sei in meno rispetto alla passata consiliatura. «Dovete aiutarci voi», dice Paolo Castelluccio. Ma un partito che ha subito il tracollo alle urne, in una regione nella quale il berlusconismo non è mai attecchito del tutto, non può concedersi il lusso di saltare, d’emblée, l’autocritica. 

Ci prova Castelluccio: «E’ stata una campagna elettorale bruttissima. Dobbiamo dirci la verità: i voti di chi non è andato alle urne dovevano essere i nostri. I veri uomini di destra non sono rimasti a casa. C’è molto da rivedere. E Forza Italia può rappresentare una nuova ripartenza. Abbiamo ritrovato l’entusiasmo del ‘94. E con quello dobbiamo riuscire a coinvolgere anche gli altri». Castelluccio se la prende anche con la legge elettorale regionale: «L’errore più grande è stato ridurre i consiglieri da trenta a dieci». Per Latronico, «i lucani non hanno ancora compreso che c’è bisogno di discontinuità se si vuole davvero che le cose cambino». Mentre il consigliere Napoli insiste: «Un così alto astensionismo da una parte, e il calo delle nostre preferenze dall’altro, è anche il frutto di uno scarso coinvolgimento dei territori in termini di rappresentanza. Ci sono fazzoletti che non possono rimanere sguarniti. Penso al Vulture. Ma anche alla città di Matera , dove il partito è completamente da rifondare. 

Altre volte, invece, gli uomini migliori non sono stati valorizzati. Serve una nuova classe dirigente che sappia realizzare un maggiore coinvolgimento». Di tempo non ce n’è molto. Presto ci saranno le europee e l’insabilità del Governo Letta impone di tenersi sempre pronti. Ma soprattutto ci saranno le amministrative della primavera che in Basilicata interesseranno 48 amministrazioni. Quella di Potenza, prima di tutto.

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