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Intervista al viceministro Filippo Bubbico
"Non mi sento uno sconfitto, nessuna frattura"

Basilicata

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MATERA - «L’esito era largamente annunciato ed anche i numeri non sono sorprendenti, stando ad alcuni Renzi avrebbe addirittura dovuto raggiungere l’80 per cento. E’ stato visto e portato dalla grande informazione come la proposta nuova che può far vincere il centrosinistra alle prossime elezioni».

Filippo Bubbico non si tira indietro, non pensa o parla di sconfitta, non vede assolutamente modificato il proprio ruolo, il proprio impegno ed il proprio lavoro. Sottolinea il risultato delle primarie del Partito Democratico, esalta il discorso della sconfitta di Cuperlo: «da leggere e portare come esempio» e non si cimenta nella corsa a chi è risultato beffato a livello nazionale da questo risultato come ad esempio D’Alema.

«Ma chi l’ha detto che dietro Cuperlo c’era D’Alema, non mi pare proprio si possa dire. Basta guardare a cosa è successo in Basilicata dove, nei fatti, l’unico dalemiano dichiarato con tanto di dichiarazioni di appartenenza era Pittella ed ha preso una posizione diversa rispetto a Cuperlo.

Come si fa a dire che dietro Cuperlo c’era D’Alema. Comunque le interpretazioni su un risultato elettorale possono essere tante, io non intendo cimentarmi in discussioni ipocriti su chi abbia perso.

Penso solamente che nelle cose non ci possa essere da una parte piuttosto che dall’altra alcuna esclusiva sulla capacità di rinnovamento di una classe dirigente.

Non è patrimonio di qualcuno ma c’è da una parte come dall’altra».

Anche sull’ipotesi di una scissione che poteva maturare dopo il risultato delle primarie Bubbico non usa assolutamente mezzi termini, parla chiaro: «l’ipotesi di una rottura non è mai appartenuta all’agenda di Cuperlo, è stata un’ipotesi ventilata da chi voleva registrare la lacerazione del Pd che ha già subito non pochi condizionamenti esterni in questi ultimi tempi».

Quanto al futuro si dovrà cambiare passo inevitabilmente: «adesso siamo entrati in una nuova fase e c’è da augurarsi che si possano evitare gli errori del passato, l’innovazione è una condizione fondamentale per superare il conservatorismo e lasciare spazio alle nuove classi dirigenti affinchè entrino in campo».

Ma non parla di farsi da parte Bubbico, non è il tema della questione, non pensa ad una sconfitta personale anche se verrà identificata così in queste settimane in Basilicata.

In quanto lui insieme ad altri come Folino e De Filippo restano i simboli del sostegno a Cuperlo in Basilicata.

«Io non penso a questo, non mi pongo il problema, non mi sento affatto indebolito o messo in discussione nel ruolo che svolgo.

Vado avanti credendo di poterlo continuare a dare il mio contributo al meglio».

E il futuro non potrà solo essere nella novità o nel cambiamento come lo stesso Bubbico tiene a precisare: «la questione non è in termini rigidi, non c’è ansia di un destino personale ma piuttosto la volontà di offrire ancora un servizio utile per i cittadini.

Il problema sta nel non servirsi di queste situazioni ma continuare a fare cose buone per la collettività. La serietà è ancora l’approccio giusto rispetto alla funzione politica che si svolge».

Infine le questioni che appassioneranno ancora i lucani nelle prossime settimane.

Le elezioni alla guida regionale e provinciale del Pd e le scelte della nuova giunta regionale che toccheranno a Marcello Pittella ma su cui evidentemente il Pd avrà qualche voce in capitolo.

Bubbico si mantiene quantomai prudente e conclude: «io credo che ci siano delle prerogative che toccheranno al presidente Pittella e al partito nell’ambito degli orientamenti da seguire.

Io mi limito semplicemente ad osservare che bisogna fare attenzione nelle scelte perchè emergono troppi esempi di incompetenza legati al nuovismo.

Proprio in queste ore è venuto fuori che la Regione per la prima volta avrebbe perso l’opportunità di ottenere dei fondi dell’Unione europea.  Ed allora rispetto a queste questioni mi pare importante tenere salda la barra della competenza perchè altrimenti le conseguenze rischiano di essere disastrose». Insomma anche il nuovismo a tutti i costi può essere un pericolo se non viene accompagnato anche da scelte e ragionamenti mirati e Bubbico lo dice a chiare lettere. Provando a dare un contributo al percorso che il Pd deve affrontare in questa nuova era che si è aperta ieri con Matteo Renzi alla guida.

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