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Enti, la replica di Ignazio Petrone
"Ho rinunciato al secondo lavoro"

Basilicata

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DI seguito pubblichiamo la replica all’articolo del presidente della Società energetica lucana all’articolo pubblicato sul Quotidiano di ieri dal titolo: “Enti, l’allegra gestione lucana: Sel, il compenso di Petrone passa da 55 a 83mila euro”.

Egregio direttore,

ho letto la prima pagina de “Il Quotidiano” del 12 dicembre  2013 e l’articolo riportato a pagina 8 del suo giornale.

Ritengo opportuno trasmetterLe alcune  precisazioni, utili ad una più completa e dettagliata informazione sulla questione.

Il consiglio di amministrazione è stato nominato nel maggio del 2012 con una composizione da cinque membri.

La Regione Basilicata ha ritenuto nominare nel consiglio di amministrazione non amministratori e politici di lungo corso o di fine carriera, ma giovani amministratori che hanno maturato esperienza amministrativa e politica in comuni e province del materano e del potentino.

In solo diciotto mesi il consiglio di amministrazione, assumendosi la responsabilità politica, civile e contabile della conduzione societaria, ha operato scelte chiare e trasparenti.

L’attività posta in essere ha prodotto notevoli risultati sia per la società, che per il sistema pubblico di riferimento nel rispetto della mission attribuitale dalla Regione Basilicata.

La struttura operativa è stata razionalizzata e consolidata passando dagli originari 15 collaboratori agli attuali 12.

I ricavi propri sono passati da circa 12.500 euro del 2011 ai 250mila euro per l’anno 2012.

 I risparmi energetici prodotti dalla Società energetica Lucana per enti ed aziende pubbliche sono passati dai € 379.639 euro del 2011 agli attuali 1.575.722 euro del 2013.

Gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili realizzati ad oggi sono undici per una produzione di energia da fonti rinnovabili realizzati ad oggi sono undici per una produzione annua di circa 2.000 KWp  ed un abbattimento di emissioni di circa 1.400 tonnellate di CO2

I piani energetici comunali predisposti dalla società sono passati da 2 del 2011 ai 30 del 2013.

Il consiglio di amministrazione è stato ridotto da cinque a tre membri con una riduzione dei costi, compreso il compenso del presidente da € 142mila euro del 2011 agli attuali 125mila.

Il sottoscritto , in data cinque agosto 2013, con le dimissioni da consigliere regionale e la conseguente opzione per l’incarico di presidente della Società Energetica Lucana, ha scelto di dedicarsi interamente alle attività della società.

Contestualmente ha anche scelto di collocarsi in aspettativa non retribuita dal proprio posto di lavoro, scelta facoltativa e non obbligatoria per legge, rinunciando a circa 28mila euro di emolumenti per potersi dedicare a tempo pieno alla Società Energetica Lucana.

Il presidente della Regione Basilicata, ha ritenuto opportuno in data sedici ottobre 2013, per la scelta di dedicarsi interamente alla società, per i risparmi ed i risultati conseguiti in diciotto mesi di gestione ed a seguito della riduzione del consiglio di amministrazione, di adeguare l’importo annuo dell’indennità di carica di presidente dell’importo identico a quello non più  percepito per la scelta di collocarsi in aspettativa.

Il tutto con una riduzione del costo complessivo del consiglio di amministrazione, compreso il presidente, da 142mila euro e 125mila euro.

Si precisa pertanto, che gli emolumenti percepiti dal sottoscritto  sono rimasti inalterati passando da 55mila euro (indennità di carica presidente Società Energetica Lucana) più 28mila euro (reddito proprio da lavoro dipendente) ai complessivi 83mila euro dell’indennità di carica di presidente della Società energetica Lucana.

L’indennità del presidente è bene precisare e da intendersi lorda e dalla stessa vanno detratti i contributi assistenziali e previdenziali e la relativa aliquota Irpef per un emolumento netto di 48mila euro annui corrisposti per lo svolgimento della carica le connesse responsabilità civili e contabili, in qualità di rappresentante legale di una Spa con capitale di 1.180.000 euro.

Ignazio Petrone

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