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Per tenerli connessi spesi 39mila euro
La rendicontazione dei gruppi consiliari

Basilicata

Tempo di lettura: 
5 minuti 41 secondi

 

di VALERIO PANETTIERI
POTENZA - Essendo maggioranza e il partito più rappresentativo di tutta la Basilicata è il Pd quello che si accaparra più soldi per la gestione del gruppo consiliare. Ovviamente a disposizione hanno una carta di credito, pagata regolarmente e rendicontata come spese bancarie. La cifra a disposizione è consistente: per il periodo che va dal primo gennaio al 31 dicembre 2012 il gruppo ha ricevuto 149mila 592 euro. 
A queste si va ad aggiungere la disponibilità superiore ai 20mila euro, in dotazione ad ogni consigliere. E le spese, dopo l’ondata di rimborsopoli, sono diminuite. Raramente si sfonda il muro del budget imposto a gruppo e consiglieri. 
Nel 2012 questo primato lo hanno avuto in pochi. Il Psi per esempio è l’unico partito che pur avendo un singolo rappresentante in consiglio regionale, riesce a sfondare il tetto e ad andare in passivo anche se di poche centinaia di euro.
Tornando al Partito Democratico: molte spese riguardano la manutenzione, a volte si tratta di computer o comunque materiale elettronico, ma c’è anche la manutenzione dell’auto a disposizione dei consiglieri democratici.
 Il due febbraio 2012 sono stati spesi 1.779 euro per l’auto, tra locazione e manutenzione. Ma anche pasti e ristorazioni hanno voci consistenti ma a differenza dei prospetti del Popolo della Libertà non vengono segnate le spese annullate. Ovviamente la disponibilità viene ripartita per ogni singolo consigliere, in questo caso si tratta di Braia, D'Alessandro, De Filippo, Restaino, Straziuso, Robortella, Santochirico e Folino. Il rendiconto del 2012 è comunque modificato a penna. Nulla di strano, solo un ricalcolo finale. Il riconteggio è sugli stipendi dei collaboratori, ma anche sulla rappresentanza. 
Sempre facendo un confronto con l’altro gruppo più consistente, quello del Pdl, sono un’inezia. Soltanto 3mila 017 euro, anche se inizialmente sul documento era segnata una cifra più alta: 3mila 849,50 euro. Ma restano comunque spese non giustificate o ritenute inammissibili. 4mila 266 euro di spese comunque rendicontate nel prospetto. In più al budget c’è da scalare i 18mila euro di spese inammissibili relative al 2011 e i quasi 9mila euro per il 2010. Il Pd chiude con un residuo di poco più di 30mila euro, ne dovrà restituire 57mila 192 a causa proprio degli oltre ventimila euro totali di spese inammissibili relative agli anni precedenti.  
E anche qui sulla trasperenza e sulla consultabilità delle voci c’è da riflettere. Non c’è collegamento con fatture, solo la data, l’indicazione generica e l’importo speso. In ogni caso il gruppo del Pd, vuoi anche perché composto da un numero superiore rispetto agli altri, è quello che spende di più in telefonia, ricariche, internet e il servizio di sms. 
Per mantenere i consiglieri costantemente connessi e raggiungibili si spendono circa 39mila euro in totale, segno tangibile che la spesa non si è abbattuta poi tanto nonostante anni di spending review e di tagli orizzontali. Ma la comunicazione web è importante e in alcuni casi necessaria per un politico soprattutto se la spesa ammonta a 4mila 875 euro a testa per tutti e gli otto consiglieri all’interno del gruppo .  E se è vero che si è speso di meno, è altrettanto vero che i tagli, almeno per le cifre in dotazione, sono necessari.

POTENZA - Essendo maggioranza e il partito più rappresentativo di tutta la Basilicata è il Pd quello che si accaparra più soldi per la gestione del gruppo consiliare. Ovviamente a disposizione hanno una carta di credito, pagata regolarmente e rendicontata come spese bancarie. 

 

La cifra a disposizione è consistente: per il periodo che va dal primo gennaio al 31 dicembre 2012 il gruppo ha ricevuto 149mila 592 euro. A queste si va ad aggiungere la disponibilità superiore ai 20mila euro, in dotazione ad ogni consigliere. 

E le spese, dopo l’ondata di rimborsopoli, sono diminuite. Raramente si sfonda il muro del budget imposto a gruppo e consiglieri. 

Nel 2012 questo primato lo hanno avuto in pochi. Il Psi per esempio è l’unico partito che pur avendo un singolo rappresentante in consiglio regionale, riesce a sfondare il tetto e ad andare in passivo anche se di poche centinaia di euro.Tornando al Partito Democratico: molte spese riguardano la manutenzione, a volte si tratta di computer o comunque materiale elettronico, ma c’è anche la manutenzione dell’auto a disposizione dei consiglieri democratici. Il due febbraio 2012 sono stati spesi 1.779 euro per l’auto, tra locazione e manutenzione. 

Ma anche pasti e ristorazioni hanno voci consistenti ma a differenza dei prospetti del Popolo della Libertà non vengono segnate le spese annullate. 

Ovviamente la disponibilità viene ripartita per ogni singolo consigliere, in questo caso si tratta di Braia, D'Alessandro, De Filippo, Restaino, Straziuso, Robortella, Santochirico e Folino. 

Il rendiconto del 2012 è comunque modificato a penna. Nulla di strano, solo un ricalcolo finale. Il riconteggio è sugli stipendi dei collaboratori, ma anche sulla rappresentanza. 

Sempre facendo un confronto con l’altro gruppo più consistente, quello del Pdl, sono un’inezia. 

Soltanto 3mila 017 euro, anche se inizialmente sul documento era segnata una cifra più alta: 3mila 849,50 euro. Ma restano comunque spese non giustificate o ritenute inammissibili. 4mila 266 euro di spese comunque rendicontate nel prospetto. In più al budget c’è da scalare i 18mila euro di spese inammissibili relative al 2011 e i quasi 9mila euro per il 2010. Il Pd chiude con un residuo di poco più di 30mila euro, ne dovrà restituire 57mila 192 a causa proprio degli oltre ventimila euro totali di spese inammissibili relative agli anni precedenti. 

 E anche qui sulla trasperenza e sulla consultabilità delle voci c’è da riflettere.

 Non c’è collegamento con fatture, solo la data, l’indicazione generica e l’importo speso. In ogni caso il gruppo del Pd, vuoi anche perché composto da un numero superiore rispetto agli altri, è quello che spende di più in telefonia, ricariche, internet e il servizio di sms. Per mantenere i consiglieri costantemente connessi e raggiungibili si spendono circa 39mila euro in totale, segno tangibile che la spesa non si è abbattuta poi tanto nonostante anni di spending review e di tagli orizzontali. 

Ma la comunicazione web è importante e in alcuni casi necessaria per un politico soprattutto se la spesa ammonta a 4mila 875 euro a testa per tutti e gli otto consiglieri all’interno del gruppo . 

 E se è vero che si è speso di meno, è altrettanto vero che i tagli, almeno per le cifre in dotazione, sono necessari.

v.panettieri@luedi.it

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