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Speranza senza freni contro M5S
Il capogruppo attacca "il partito dello sfascio"

Basilicata

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UN Roberto Speranza inedito, come non lo  abbiamo mai visto e sentito, quello che, sabato scorso alla Camera, ha dato una risposta infuocata al deputato del Movimento 5 Stelle, Giorgio Sorial.

Per qualche minuto il capogruppo lucano del Partito democratico ha dimesso i panni del politico algido e controllato  e in tono  adirato ha replicato al parlamentare grillino, che, mentre era in corso il dibattito sulla legge di stabilità, ha attaccato il provvedimento e ha denunciato presunte pressioni che sarebbero arrivate ai parlamentari ad opera di lobbisti, durante l'esame del ddl in commissione Bilancio.

Poi, in chiusura del suo intervento, l’attacco diretto al capogruppo che stava per prendere la parola: «Adesso ci racconterà un sacco di fregnacce».

Parole che hanno reso necessario l’intervento del presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha fatto togliere i cartelli che nel frattempo i parlamentari M5S avevano tirato fuori, prima della risposta di Speranza. Quest’ultimo con tono visibilmente alterato  è passato al contrattacco: «Grazie presidente - ha detto rivolgendesi prima a Boldrini -  Quando non si è abituati alla democrazia ci vuole un pò di tempo per imparare le regole». Poi, rivolgendosi al premier Letta, ha aggiunto: «Questa è l’Italia che noi fermeremo. Questo è il partito dello sfascio. Berlusconi e Grillo insieme. Voi oggi votate insieme per affossare l’Italia.

Ma non passerete, non passerete mai». Poi ha aggiunto: «Serve umiltà e coraggio, l’umiltà per capire quanta sofferenza arriva dal basso e il coraggio di provare a cambiare le cose. L’Italia viene e verrà sempre prima di tutto e lo dimostreremo in ogni passaggio». Mentre, in merito alla legge di stabilità ha commentato: «Non è una legge perfetta, ma è un’inversione di tendenza.

Il Pd terrà la barra dritta, noi siamo la più grande comunità di uomini e donne del Paese forti di tre milioni di persone che hanno scelto una nuova leadership per portare questo Paese fuori dalla crisi».

Ma la polemica scoppiata in aula è continuata anche nella giornata di ieri.

Con la deputata lucana del Movimento 5 Stelle, Mirella Liuzzi, che dalla sua bacheca Facebook ha rilanciato contro il capogruppo lucano.

«Mentre il Movimento Cinque Stelle ha il coraggio di fare nomi e cognomi dei lobbisti, Speranza e Boldrini si attaccano a “fregnacce” pronunciato da uno dei nostri deputati».

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