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Pittella di nuovo nell'arena, come alle primarie
Volano stracci con il Pd

Basilicata

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POTENZA - Lo scontro era solo sopito. E’ di nuovo “gladiatore” contro tutti. Marcello Pittella si prende altre 24 ore per chiudere la giunta regionale che pareva dovesse essere ufficializzata ieri. Evidentemente la questione non è così semplice e lineare come sembrava fino a qualche ora fa.

Il neo presidente della giunta è tirato per la giacca. Da più parti. Pare che ci sia anche stato uno scontro duro con i colonnelli del Pd. Si ripropone lo schema già visto durante tutta la fase precedente alle Primarie del 22 settembre e poi sulle scelte delle liste per le regionali vere e proprie. I big del Pd (sponda Cuperlo - Bersani) non rinunciano al loro alfiere in giunta che è individuato in Vicenzo Santochirico. Da fonti attendibili pare che siano di nuovo volate parole grosse. Il vertice del centrosinistra che si è svolto a Santo Stefano non ha portato alla definizione del quadro. E c’è anche un tema alleati: i partiti minori hanno palesato malumori, ma la situazione non è chiara nemmeno al loro interno. Basti pensare che Enrico Mazzeo Cicchetti due giorni era al vertice in rappresentanza di Realtà Italia e ieri mattina è stato defenestrato dai vertici nazionali del partito - movimento.

Ma al netto delle leadership è evidente che a partire dal Psi per poi proseguire con Centro democratico e Realtà Italia viene chiesto spazio (due assessorati). L’ipotesi che circolava fino a 24 ore parlava di un assessore socialista interno più una postazione di primo piano (presidente del consiglio?) per Benedetto. Questo nella logica di tutti interni. Ma il vero nodo (doppio in verità) è tutto dentro al Partito democratico. Ci sono le questioni legate a Luca Braia e Vincenzo Santochirico. Entrambi ambiscono a un posto in giunta. Da posizioni diverse. Ma il problema è che Marcello Pittella sposerebbe con più favore una giunta composta tutta da interni. Per due motivi su tutti. Il primo di carattere economico: gli esterni hanno un costo per le indennità che si va a sommare a quello del Consiglio. In tempo di austerità anche qualche migliaio di euro fa la differenza in termini di immagine e di esempio nei confronti dell’opinione pubblica. Il secondo è che con gli interni la rosa dei papabili è molto più stretta.

Ma su Santochirico le insistenze da parte dei big ex diessini del Pd continuano. Anzi. Pare che sia “muro contro muro”. E anche su Braia c’è un tema che pare si sia allargato addirittura a livello nazionale. Renzi (o chi per lui) pare abbia chiesto il rispetto nella composizione della giunta del risultato delle Primarie. Braia - via Antezza - sarebbe considerato  appunto un valore indiscutibile del risultato di Renzi in Basilicata. Rimane il tema di una giunta degli interni. Se entra Braia poi è difficile non allargare anche ad altri esponenti esterni del Pd. O meglio è difficile convincere i vari Folino, Speranza, Bubbico che Santochirico deve restare fuori. E c’è un altro tema: se passa la linea degli esterni si apre anche il tema di almeno una donna. Pittella da parte sua, invece, avrebbe già pronte una serie di ipotesi interne che garantivano la parità territoriale tra le due province. Ovviamente tutto precedente allo scontro. Ora non si esclude nulla. Nemmeno che Pittella chiuda i giochi con una giunta del presidente che potrebbe essere tutta interna con l’imbarazzo della scelta tra big del Pd tra il favorito Piero Lacorazza che verrebbe nominato anche vicepresidente della giunta e i vari Vito Santarsiero, Carmine Castelgrande, Roberto Cifarelli e con la punta avanzata materana della lista del presidente Luigi Bradascio. La sensazione è che può accadere di tutto. Ieri sera la situazione era ancora in divenire. Non è escluso che tutto possa slittare anche a lunedì visto che il termine dei dieci giorni non è perentorio e non comporterebbe sanzioni di nessun tipo.

s.santoro@luedi.it

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