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Agcom censura Basilicatanet
Violata la par condicio

Basilicata

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BASILICATANET, il portale della Regione Basilicata, ci ricasca. E, per la seconda volta, è oggetto della sanzione dall’Autorità di Garanzia per le Comunicazioni.  Il terreno è sempre quello scivoloso del rispetto della par condicio in campagna elettorale. A segnalare il caso all’Agcom ci ha pensato come sempre il presidente del Comitato Csail indignati lucani, Filippo Massaro. Dicevamo che non si tratta della prima volta per il sito della regione. Il caso si era riproposto anche per le politiche di febbraio. E per le regionali dello scorso novembre, il portale  ha fatto bis. Pubblicando, tra quelle quotidiane, la notizia sulla posizione dell’allora segretario del Pd nazionale, dal titolo: “Basilicata: Epifani, sostegno scelte assemblea e direzione”. Pubblicata dall’Ansa e ripresa da Basilicatanet, nonostante le previsioni dell’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 stabilisce: “a far data dalla convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni e che tale divieto trova applicazione per ciascuna consultazione elettorale”. «Un evidente caso di violazione della “par condicio” - per Massaro che ha presentato l’esposto - da parte della direzione giornalistica di Basilicatanet». Visto che la notizia era tutt’altro che attinente all’attività istituzionale della pubblica amministrazione e aveva una chiara valenza politica, in un periodo molto delicato per il Partito democratico lucano.

«Quella dichiarazione - spiega Massaro – aveva l’obiettivo politico di “ridimensionare” Pittella e di “convincerlo” a trattare con la componente De Filippo-Folino. La dichiarazione di Epifani, di fatto, “sposò” una tesi di gruppi dirigenti del Pd lucano a scapito di Pittella al quale non è stata data la possibilità di replica per spiegare la propria posizione».

A nulla sono valse le contodeduzioni presentate dal direttore dell’ufficio stampa della Giunta regionale, pure responsabile del portale web, Gianni Rivelli, secondo cui, il portale istituzionale della regione Basilicata non è “Basilicatanet.it”, bensì “www.regione.basilicata.net”.

Una differenza che però, in fatto di rispetto di par condicio, per l’Agcom non esiste. L’Autorità di comunicazione stabilisce: “anche le attività di informazione della Regione, ancorché indirizzate principalmente ai mezzi di comunicazione di massa, configurano attività di comunicazione istituzionale nel senso chiarito dalla norma”. E ancora: “il portale www.basilicatanet.it è parte integrante del sito istituzionale della Regione www.regione.basilicata.it, sito istituzionale dell’ente, che è ad esso collegato, presentando una quasi totale coincidenza di contenuti e, soprattutto, riportando entrambi la rassegna stampa della Regione”. Inoltre, “il sito www.basilicatanet.it, nei principali motori di ricerca, viene qualificato proprio come “sito ufficiale” della regione Basilicata”. 

L’Agcom ha quindi ordinato alla Regione Basilicata di pubblicare, alemno per 15 giorni, sui due portali un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza a quanto previsto dall’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 del comunicato relativo alle dichiarazioni di Epifani.

Massaro commenta positivamente la delibera dell’Agcom: «Troppo comodo sostenere infatti la tesi che “in forza di convenzioni o contratti con fonti esterne le notizie sono di proprietà delle medesime fonti informative (Ansa ecc.) e basilicatanet.it declina ogni responsabilità circa il contenuto informativo che esse propongono. Non si comprende infatti perché nella stessa fase pre-elettorale non sono pubblicate altre notizie politiche di provenienza sempre dall’Ansa e che hanno riguardato altri partiti che pure si sono occupati delle elezioni regionali o di altri dirigenti dello stesso Pd. Evidentemente la precedente lezione di censura comminata dall’Agcom non è servita. Ecco perché chiediamo al nuovo governatore di garantire che questo non accada più. Il notiziario di Basilicatanet deve diventare realmente strumento democratico e pluralista, senza censure partendo dal principio che chi lo dirige deve dare conto all’editore, la Regione, cioè i lucani».

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