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La Giunta ancora non c’è
Si pensa a quattro assessori esterni

Basilicata

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POTENZA - La soluzione meno attesa: quattro assessori esterni. Ma non scelti tra i vari Braia, Santochirico, Martorano e qualche donna magari del Materano. La giunta sarà composta da quattro “tecnici” di caratura nazionale ed europea. Non lucani. Sui nomi esistono ancora delle incertezze. Sembra certo solo Raffaele Liberali che è attuale capo dipartimento del Miur per l’Università, l’Afam e la Ricerca e dovrebbe essere il nuovo “super” assessore al Petrolio ed energia della Basilicata. L’altro nome su cui però esiste qualche incertezza (si stavano verificando i dettagli nella tarda serata di ieri) è quello del calabrese Massimo Veltri che è attuale presidente nazionale dell'associazione idrotecnica italiana. Per lui probabile nomina all’assessorato alle Infrastrutture. Gli altri nomi sono ancora blindati.

Si parla di almeno una donna del mondo dell’Università con competenze in ambito sanitario e di un altro nome di caratura europea. Ma c’è ancora da attendere. Del resto non c’è ancora l’ufficialità anche se tecnicamente sono “scaduti” i dieci giorni. Per la chiusura ufficiale della nuova giunta c’è da aspettare a domani quando verrà anche indetta una conferenza stampa. Ma questa è la scelta a meno di clamorosi colpi di scena. Una scelta che è frutto dell’accelerazione del nuovo presidente della Regione che alla fine sembra essersi smarcato dalla logica degli accomodamenti a tutti i costi.
Ma è stato un vero e proprio travaglio. Quella di ieri (la terza consecutiva) è stata l’ennesima giornata caratterizzata da litigate furibonde. Da veti e impuntate di piedi. Alla fine Marcello Pittella rompe la linea delle trattative a tutti i costi e decide per la linea di tutti assessori esterni non legati alla Basilicata. E quindi non legati alla politica lucana. 

Si è arrivati a questa soluzione - che sarà ufficializzata solo domani - dopo un lunghissimo braccio di ferro tra vari contendenti in campo. In particolare alle 19 di ieri sera si sarebbe formalizzata la rottura tra Marcello Pittella e l’asse Maria Antezza - Luca Braia. Il presidente della giunta ha deciso di non sottostare più alle richieste pressanti (anche da Roma ma non via Renzi bensì via Fassino) che volevano Braia, assessore esterno senza se e senza ma. L’apertura di Pittella si limitava alla composizione di un esecutivo interno con dentro il consigliere regionale materano di area Antezza, Luigi Bradascio. Nulla da fare. E Marcello Pittella non si è piegato nemmeno davanti al “ricatto” di far uscire dalla maggioranza i due consiglieri regionali della stessa area politica e cioè Bradascio e Vito Giuzio. Si vedrà quando il Consiglio regionale verrà convocato.

Ma Pittella ha detto no, con fermezza, anche all’ultima richiesta fatta pervenire dall’area Pd che allo scorso congresso nazionale ha sostenuto Gianni Cuperlo. La proposta fatta recapitare a Pittella prevedeva la nomina di tre assessori di area cuperliana e cioè, Piero Lacorazza, Carmine Castelgrande e Roberto Cifarelli. Ipotesi ritenuta, evidentemente, troppo schiacciata su un’area politica che non è più maggioranza del Pd in Italia e della quale non fa parte lo stesso Marcello Pittella.
Ad ogni modo ieri, dalle indiscrezioni, rimbalzavano notizie di tre schemi o meglio tre ipotesi. Una era proprio quella di 4 esterni di profilo universitario e nazionale. La seconda con dentro Braia, una donna lucana esterna ovviamente al Consiglio dove non c’è nessuna quota rosa tra le elette e due interni e cioè Castelgrande e Pietrantuono del Psi.

La terza tutta interna con Lacorazza, Castelgrande, Bradascio e sempre il socialista Pietrantuono. Delle tre ipotesi alla fine è rimasta in piedi solo quella di una giunta tutta composta da esterni nazionali. La svolta decisiva (almeno così pare) è avvenuta intorno alle 20. Ovviamente è una scelta “coraggiosa”. Se il quadro, come pare, dovesse rimanere invariato fino a lunedì significa che Marcello Pittella ha realmente rotto  con il passato e imposto una linea tutta volta al rinnovamento. Ovviamente rischia di esporsi al fuoco dei partiti e delle correnti a partire proprio dal Pd. In tale logica non è più sicura nemmeno la creazione del gruppo unico del Pd. Si vedrà.

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