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Pittella e la squadra dei suoi professori
"Non sono nomi suggeriti da mio fratello"

Basilicata

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9 minuti 39 secondi

 

 

 

di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Queste le notizie caratterizzanti della conferenza di presentazione della nuova squadra di assessori apprese dalla voce del presidente della Regione Marcello Pittella: «E’ una giunta che durerà se saprà dare risposte e manterrà gi impegni presi (che verranno chiariti all’inizio del 2014)». In tal senso il governatore lucano ha detto che tra un anno verificheremo se avremo fatto un buon lavoro «oppure tutti a casa». Il tema di una sfida da vincere «perchè non ci saranno altre occasioni» è stata più volte esplicitato da Pittella che ha quindi sottolineato a un certo punto della conferenza su stimolo dei giornalisti: «E’ l’ultima partita, non ve ne saranno altre per la Basilicata. Per questo ho scelto una giunta di esterni e di primissimo ordine, con componenti ricchi di esperienza di livello internazionale»
E rimanendo alle comunicazioni il governatore ha spiegato: «Non ho avuto suggerimenti nè da Gianni Pitttella, mio fratello, e nè da Matteo Renzi». Poi sempre Pittella ha spiegato che manterrà per sè la delega sul petrolio, e che la decisione sui nomi tutti esterni è stata maturata in 48 ore tra venerdì e sabato: in pratica dopo il vertice del centrosinistra di Santo Stefano e non prima. Le motivazioni di una scelta in ogni caso inedita sono state illustrate con queste parole da Marcello Pittella: «Non mi sono sottratto al confronto con i partiti, con la coalizione e con il Pd ma quando ho visto che non  vi era accordo ho agito in base alle prerogative previste dalla legge». Altri spunti in estrema sintesi sono che la carica di vicepresidente della giunta è stata assegnata all’unica donna assessore nominata: Flavia Franconi a cui è stata affidata la delega alla Sanità. Gli altri tre assessori sono Michele Ottati con delega all’Agricoltura, Aldo Berlinguer alle Infrastrutture e Trasporti e Raffaele Liberali con delega allo Sviluppo e lavoro. 
Per il resto sulle questioni più strettamente politiche Marcello Pittella si è mostrato ottimista sulla tenuta della maggioranza dicendosi convinto di poter contare sul sostegno di 13 consiglieri regionali (tutti quelli del Pd, della lista del presidente e dei tre partiti Psi, Realtà Italia e Centro democratico. E nello specifico delle corrente democratica guidata dalla deputata Maria Antezza e dall’ex assessore Luca Braia che in Consiglio ha eletto i due consiglieri Vito Giuzio (listino) e Luigi Bradascio (Lista Pittella) che pare in rotta con lo stesso Pittella dopo l’esclusione dalla giunta dello stesso Luca Braia, il neo presidente ha detto di non essere al corrente di eventuali passaggi all’opposizione da parte dei due nuovi legislatori regionali. E Pittella non ha voluto nemmeno prendere in esame l’ipotesi di sentirsi un “uomo solo al comando”: «Mi sento uno dei 20 consiglieri eletti. Uno degli altri». E quindi alla domanda su un Pd lucano che ormai non riesce a  decidere ha detto: «Non è vero. Il Pd esiste ed esisterà. Io ne faccio parte e mi sento parte integrante. Vive delle difficoltà come accade ad altri partiti e non solo in Basilicata ma tutti insieme possiamo solo fare meglio». Insomma è un Pittella che evita di alzare il livello dello scontro o innescare polemiche. Del resto le parole che nelle stesso ore sono state rilasciate in una lunga nota da Vincenzo Folino come punta avanzata dei cuperliani di Basilicata e come parte avversaria dei Pittella in Basilicata non sono foriere di scontro bensì di richiamo alla responsabilità da parte di tutti. Certo Folino non apre una guerra contro Pittella per la nomina degli assessori ma alza il livello del dibattito. Va ben oltre i giudizi un pò populisisti che hanno riempito le caselle di posta, i social network e le pagine dei giornali. E’ un Folino che mette in guardia da facili entusiasmi, che parla non di rivoluzione ma di prerogative del presidente, parla di sfide vinte e di scelte inevitabili (forse) e che si dice pronto alla sfida del nuovo che sia quella di Marcello Pittella alla Regione o quella di Renzi al nazionale. Ovviamente l’ex presidente del consiglio avverte che il tempo delle parole presto lascerà spazio ai fatti che sono gli unici con cui si giudica un governo. 
E Pittella da parte sua nella conferenza stampa va in questa direzione: evita di parlare di vinti e di sconfitti. Si dice ancora concentrato sull’inclusione e non sull’esclusione. Poi parla della sua vicenda e di chi non ha un ruolo di governo regionale: «Comprendo il malessere dei consiglieri delusi dall’essere stati esclusi dalla giunta. Io nel 2010 fui il primo eletto con oltre 11 mila voti con 30 consiglieri e accettai di stare nel mio posto da semplice consigliere». E quindi ha auspicato: «Dico che si può pensare al bene della Basilicata anche senza postazioni o nomine». Un messaggio a Lacorazza? Non è stato nominato. Di certo Piero Lacorazza è un altro che dice (lo ha fatto ieri sui social network) di accettare le decisione del presidente della Regione e di ricercare l’unità del partito come già fatto negli scorsi mesi. Insomma non muoverà guerra in Consiglio regionale. Ma invita tra le righe a non commettere l’errore di dividere il Pd tra buoni e cattivi. 
Insomma la nuova legislatura è davvero cominciata. Già dalla prima riunione di Consiglio regionale (dopo l’Epifania) si capiranno meglio le varie dinamiche e il clima interno alla maggioranza. 

POTENZA - Queste le notizie caratterizzanti della conferenza di presentazione della nuova squadra di assessori apprese dalla voce del presidente della Regione Marcello Pittella: «E’ una giunta che durerà se saprà dare risposte e manterrà gi impegni presi (che verranno chiariti all’inizio del 2014)».

 In tal senso il governatore lucano ha detto che tra un anno verificheremo se avremo fatto un buon lavoro «oppure tutti a casa». Il tema di una sfida da vincere «perchè non ci saranno altre occasioni» è stata più volte esplicitato da Pittella che ha quindi sottolineato a un certo punto della conferenza su stimolo dei giornalisti: «E’ l’ultima partita, non ve ne saranno altre per la Basilicata.
 Per questo ho scelto una giunta di esterni e di primissimo ordine, con componenti ricchi di esperienza di livello internazionale»E rimanendo alle comunicazioni il governatore ha spiegato: «Non ho avuto suggerimenti nè da Gianni Pitttella, mio fratello, e nè da Matteo Renzi». Poi sempre Pittella ha spiegato che manterrà per sè la delega sul petrolio, e che la decisione sui nomi tutti esterni è stata maturata in 48 ore tra venerdì e sabato: in pratica dopo il vertice del centrosinistra di Santo Stefano e non prima. 
Le motivazioni di una scelta in ogni caso inedita sono state illustrate con queste parole da Marcello Pittella: «Non mi sono sottratto al confronto con i partiti, con la coalizione e con il Pd ma quando ho visto che non  vi era accordo ho agito in base alle prerogative previste dalla legge». 
Altri spunti in estrema sintesi sono che la carica di vicepresidente della giunta è stata assegnata all’unica donna assessore nominata: Flavia Franconi a cui è stata affidata la delega alla Sanità. 
Gli altri tre assessori sono Michele Ottati con delega all’Agricoltura, Aldo Berlinguer alle Infrastrutture e Trasporti e Raffaele Liberali con delega allo Sviluppo e lavoro. Per il resto sulle questioni più strettamente politiche Marcello Pittella si è mostrato ottimista sulla tenuta della maggioranza dicendosi convinto di poter contare sul sostegno di 13 consiglieri regionali (tutti quelli del Pd, della lista del presidente e dei tre partiti Psi, Realtà Italia e Centro democratico. 
E nello specifico delle corrente democratica guidata dalla deputata Maria Antezza e dall’ex assessore Luca Braia che in Consiglio ha eletto i due consiglieri Vito Giuzio (listino) e Luigi Bradascio (Lista Pittella) che pare in rotta con lo stesso Pittella dopo l’esclusione dalla giunta dello stesso Luca Braia, il neo presidente ha detto di non essere al corrente di eventuali passaggi all’opposizione da parte dei due nuovi legislatori regionali. E Pittella non ha voluto nemmeno prendere in esame l’ipotesi di sentirsi un “uomo solo al comando”: «Mi sento uno dei 20 consiglieri eletti. Uno degli altri». 
E quindi alla domanda su un Pd lucano che ormai non riesce a  decidere ha detto: «Non è vero. Il Pd esiste ed esisterà. Io ne faccio parte e mi sento parte integrante. Vive delle difficoltà come accade ad altri partiti e non solo in Basilicata ma tutti insieme possiamo solo fare meglio».
 Insomma è un Pittella che evita di alzare il livello dello scontro o innescare polemiche. 
Del resto le parole che nelle stesso ore sono state rilasciate in una lunga nota da Vincenzo Folino come punta avanzata dei cuperliani di Basilicata e come parte avversaria dei Pittella in Basilicata non sono foriere di scontro bensì di richiamo alla responsabilità da parte di tutti. Certo Folino non apre una guerra contro Pittella per la nomina degli assessori ma alza il livello del dibattito. Va ben oltre i giudizi un pò populisisti che hanno riempito le caselle di posta, i social network e le pagine dei giornali. 
E’ un Folino che mette in guardia da facili entusiasmi, che parla non di rivoluzione ma di prerogative del presidente, parla di sfide vinte e di scelte inevitabili (forse) e che si dice pronto alla sfida del nuovo che sia quella di Marcello Pittella alla Regione o quella di Renzi al nazionale. Ovviamente l’ex presidente del consiglio avverte che il tempo delle parole presto lascerà spazio ai fatti che sono gli unici con cui si giudica un governo. 
E Pittella da parte sua nella conferenza stampa va in questa direzione: evita di parlare di vinti e di sconfitti. Si dice ancora concentrato sull’inclusione e non sull’esclusione. Poi parla della sua vicenda e di chi non ha un ruolo di governo regionale: «Comprendo il malessere dei consiglieri delusi dall’essere stati esclusi dalla giunta. Io nel 2010 fui il primo eletto con oltre 11 mila voti con 30 consiglieri e accettai di stare nel mio posto da semplice consigliere». E quindi ha auspicato: «Dico che si può pensare al bene della Basilicata anche senza postazioni o nomine». 
Un messaggio a Lacorazza? Non è stato nominato. 
Di certo Piero Lacorazza è un altro che dice (lo ha fatto ieri sui social network) di accettare le decisione del presidente della Regione e di ricercare l’unità del partito come già fatto negli scorsi mesi. Insomma non muoverà guerra in Consiglio regionale. Ma invita tra le righe a non commettere l’errore di dividere il Pd tra buoni e cattivi. Insomma la nuova legislatura è davvero cominciata. Già dalla prima riunione di Consiglio regionale (dopo l’Epifania) si capiranno meglio le varie dinamiche e il clima interno alla maggioranza. 

 

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