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La prima uscita pubblica della giunta:
«Competenze al servizio dei lucani»

Basilicata

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6 minuti 5 secondi

 

di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - Il presidente Pittella assicura, e i quattro nuovi assessori confermano: sono stati scelti e hanno deciso di accettare nelle ultime 48 ore. «Per mettere le nostre competenze al servizio della Basilicata», rispondono i “super tecnici” dalla sala Giunta della Regione, in cui tante cadenze linguistiche differenti all’interno di un Esecutivo non si erano mai sentite. Assicurano il loro pieno impegno per la causa lucana. Sono tutti alla prima esperienza istituzionale. Affermati professionisti di fama internazionale. Ma garantiscono che non saranno assessori “part time”. A partire dalla scelta di abitare in Basilicata. L’unica donna è lei, Flavia Franconi, che oltre ad avere la delega alla Sanità, sarà pure vicepresidente della Giunta. «Il presidente mi ha contattato domenica mattina. Un’ora dopo - dice la professoressa di Farmacologia dell’Università di Sassari che parla di più welfare e uguaglianza sociale - avevo deciso. Per me è una sfida. Ho deciso di mettermi in gioco. Senza nessuna spavalderia». Andrà a vivere a Satriano, da dove era partito quando era bambino, il neo assessore all’Agricoltura, Michele Ottati, ormai da 32 anni in Belgio: «Ho potuto studiare grazie ai sacrifici di mio padre che lavorava in miniera». A ritornare nel piccolo comune lucano ci pensava da tempo. «Ho collaborato con il sindaco. Stavo pensando di mettere in piedi un’Agenzia europea al servizio dei più giovani. L’invito del governatore è caduta a pennello». La sua prima missione sarà quella di intercettare tutte le possibilità della nuova programmazione comunitaria. Ha una lunga e importante esperienza in Europa. Come gli altri due nuovi colleghi, Aldo Berlinguer e Raffaele Liberali. «Ma questo non significa che siano stati scelti sulla base dei consigli di mio fratello Marcello», assicura il governatore. Anche se un attimo dopo, il lapsus del neo assessore alle Attività produttive - che rivolto al presidente, lo chiama Gianni e non Marcello - suggerisce qualcosa in più sui  suoi rapporti personali con l’eurodeputato. Del resto, basta guardare la time line di twitter per scoprire che Liberali avesse a cuore le sorti dei due fratelli e della Basilicata già da qualche mese.  Moglie lucana, precisamente potentina, il capo dipartimento del Miur che si occuperà anche di Lavoro e formazione (e che tanto si è occupato di ricerca ed Energia) assicura che dopo aver guardato per tanti anni l’Italia dall’estero, poter operare dall’interno per il Paese e per una sua realtà territoriale come la Basilicata, ha tutto un altro sapore. Ne è convinto anche il “figlio d’arte” Aldo Berlinguer, con delega alle Infrastrutture e all’Ambiente, che così liquida le polemiche sui presunti favoritismi derivanti dal suo cognome: «E’ la maledizione dei figli illustri. Ho cercato di uscire dal seminato, di liberarmi dell’ombrello protettivo, facendo molte esperienze all’estero, a partire da quella negli Usa. Ma so che certe cose vanno così. Io, francamente, non me ne preoccupo». E sui costi aggiuntivi derivanti dall’operazione “giunta esterna”, è il presidente Pittella a rassicurare: «Grosso modo la spesa rimarrà quasi invariata rispetto a quella attuale. E poi i nuovi assessori, in quanto esterni, percepiranno il 50 per cento in meno del contributo forfettario, rispetto ai consiglieri. Ad ogni modo, quando la competenza è un valore aggiunto la polemica sui costi attecchisce poco».

POTENZA - Il presidente Pittella assicura, e i quattro nuovi assessori confermano: sono stati scelti e hanno deciso di accettare nelle ultime 48 ore. 

 

«Per mettere le nostre competenze al servizio della Basilicata», rispondono i “super tecnici” dalla sala Giunta della Regione, in cui tante cadenze linguistiche differenti all’interno di un Esecutivo non si erano mai sentite. 

Assicurano il loro pieno impegno per la causa lucana. 

Sono tutti alla prima esperienza istituzionale. Affermati professionisti di fama internazionale. Ma garantiscono che non saranno assessori “part time”. A partire dalla scelta di abitare in Basilicata. L’unica donna è lei, Flavia Franconi, che oltre ad avere la delega alla Sanità, sarà pure vicepresidente della Giunta. «Il presidente mi ha contattato domenica mattina. Un’ora dopo - dice la professoressa di Farmacologia dell’Università di Sassari che parla di più welfare e uguaglianza sociale - avevo deciso. Per me è una sfida. Ho deciso di mettermi in gioco. 

Senza nessuna spavalderia». Andrà a vivere a Satriano, da dove era partito quando era bambino, il neo assessore all’Agricoltura, Michele Ottati, ormai da 32 anni in Belgio: «Ho potuto studiare grazie ai sacrifici di mio padre che lavorava in miniera». 

A ritornare nel piccolo comune lucano ci pensava da tempo. «Ho collaborato con il sindaco. Stavo pensando di mettere in piedi un’Agenzia europea al servizio dei più giovani. L’invito del governatore è caduta a pennello». La sua prima missione sarà quella di intercettare tutte le possibilità della nuova programmazione comunitaria. Ha una lunga e importante esperienza in Europa. 

Come gli altri due nuovi colleghi, Aldo Berlinguer e Raffaele Liberali. «Ma questo non significa che siano stati scelti sulla base dei consigli di mio fratello Marcello», assicura il governatore. Anche se un attimo dopo, il lapsus del neo assessore alle Attività produttive - che rivolto al presidente, lo chiama Gianni e non Marcello - suggerisce qualcosa in più sui  suoi rapporti personali con l’eurodeputato. 

Del resto, basta guardare la time line di twitter per scoprire che Liberali avesse a cuore le sorti dei due fratelli e della Basilicata già da qualche mese.  Moglie lucana, precisamente potentina, il capo dipartimento del Miur che si occuperà anche di Lavoro e formazione (e che tanto si è occupato di ricerca ed Energia) assicura che dopo aver guardato per tanti anni l’Italia dall’estero, poter operare dall’interno per il Paese e per una sua realtà territoriale come la Basilicata, ha tutto un altro sapore. 

Ne è convinto anche il “figlio d’arte” Aldo Berlinguer, con delega alle Infrastrutture e all’Ambiente, che così liquida le polemiche sui presunti favoritismi derivanti dal suo cognome: «E’ la maledizione dei figli illustri. Ho cercato di uscire dal seminato, di liberarmi dell’ombrello protettivo, facendo molte esperienze all’estero, a partire da quella negli Usa. Ma so che certe cose vanno così. Io, francamente, non me ne preoccupo». 

E sui costi aggiuntivi derivanti dall’operazione “giunta esterna”, è il presidente Pittella a rassicurare: «Grosso modo la spesa rimarrà quasi invariata rispetto a quella attuale. E poi i nuovi assessori, in quanto esterni, percepiranno il 50 per cento in meno del contributo forfettario, rispetto ai consiglieri. Ad ogni modo, quando la competenza è un valore aggiunto la polemica sui costi attecchisce poco».

m.labanca@luedi.it

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