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Vincenzo e Maria
amici nemici

Basilicata

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POTENZA - Folino si riscopre “amico” di Antezza e i due reagiscono congiuntamente contro il “primo della classe” e cioè Marcello Pittella. Mentre Latronico si conferma prima punta avanzata dei lucani a Roma.

Niente di nuovo in entrambi i casi. Il Pd lucano è una polveriera e i fatti degli ultimi mesi sono stati così tanti e saturi di polemiche - quanto imprevedibili - che ci vuole tempo per raggiungere un nuovo equilibrio. E non è detto che lo si raggiunga senza altri fatti clamorosi. L’altra conferma è che il deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico si dimostra il parlamentare lucano più attento e informato sui provvedimenti del governo che rischiano di danneggiare la Basilicata.

Un caso alla volta. La partita a scacchi nel Pd: da Roma, ieri, in qualità di deputati del Partito democratico Maria Antezza e Vincenzo Folino hanno mandato una nota scritta e quattro per rassicurare il neo presidente della Regione che faranno il possibile per scongiurare l’ennesimo “scippo” del governo nazionale contro la Basilicata. Si parla della revoca dei fondi assegnati dal Cipe nel 2006 alla Regione Basilicata per lo schema idrico Basento - Bradano. Sono in ballo quasi 70 milioni di euro. Il governo ha immaginato di spostare questi soldi a favore di Milano per l’Expo 2015. Durissima la reazione del neo governatore lucano, Pittella che sulla propria bacheca di Facebook prima ha criticato il provvedimento e poi ha invitato i parlamentari lucani a mettersi a disposizione per scongiurare lo “scippo”. Stesso comportamento era stato assunto da Marcello Pittella subito dopo la notizia del rischio di perdere 70 milioni di euro del Bonus benzina. Soldi che il governo aveva immaginato di destinare alla metanizzazione del Cilento in Campania.

Pittella così ha tuonato: «Non possiamo accettare la decisione del governo (...). Per questo è già stata trasmessa ai parlamentari lucani la documentazione necessaria per avvalorare anche sul piano giuridico, oltre che su quello politico, la necessità di cassare la norma in questione».

Antezza e Folino, passate 24 ore hanno assicurato il governatore lucano: «Apprezziamo e raccogliamo quindi l'appello del presidente Pittella e lo ringraziamo per aver disposto l’invio, da parte del commissario dell'Ente responsabile (insieme alla Regione) di questo grave problema, il dossier con le valutazioni giuridiche inerenti le conseguenze della revoca del finanziamento».

Ma subito dopo i due deputati del Pd (che fino a qualche settimana fa sono stati avversari prima alle Primarie per la scelta del candidato governatore del centrosinistra e poi nel congresso nazionale del partito) hanno sbottato. Queste le parole di Maria Antezza e Vincenzo Folino: « Tuttavia riteniamo necessaria, sia per le corrette relazioni istituzionali che per la efficace risoluzione della questione, l'attivazione di una interlocuzione della Regione con il governo ed in particolare con il Ministero delle Infrastrutture. In questo contesto assicuriamo come deputati Pd della Basilicata il nostro pieno sostegno, meglio se valutato e condiviso tra il governo regionale e tutti i parlamentari lucani».

Insomma gli ex avversari Folino e Antezza richiamano la Regione alle proprie responsabilità. Tutto con il garbo che vicende così spinose richiedono. Ma è un evidente risposta a Marcello Pittella. La questione ovviamente non può non legarsi alle complesse dinamiche interne al Partito democratico di Basilicata. Può darsi che non sia così, ma “a pensar male a volte ci si azzecca”. La giunta regionale composta dal presidente della Regione ha lasciato l’amaro in bocca. Soprattutto a Maria Antezza che chiedeva con forza la nomina dell’ex assessore Luca Braia. A caldo pareva addirittura che i due consiglieri antezziani eletti alla Regione (Luigi Bradascio e Vito Giuzio) dovessero passare immediatamente all’opposizione. Per il momento la questione è congelata fino alla prova del voto in aula che ci sarà durante la prima riunione della nuova assemblea regionale. Ma l’asse Pittella - Antezza è ufficialmente rotto. Ritrovarsi a inizio anno con una nota “critica” della stessa deputata materana insieme a Folino è senz’altro la fotografia di un Pd lucano dove le “coppie” si mescolano con una velocità a dir poco strabiliante.

Ad ogni modo al netto dei posizionamenti interni ai democratici che già guardano ai prossimi appuntamenti elettorali di Primavera (amministrative con Potenza capoluogo ed europee) il tema è delicato a prescindere.

In un paio di settimane il governo nazionale ha immaginato di “scippare” alla Basilicata fondi per quasi 150 milioni di euro. Una cifra importante. Poi si può discutere sul merito di questi soldi e sul loro preventivato utilizzo. Ma il dato preso da solo fa impressione. E fa riflettere che ad accorgersene sia stato sempre lo stesso deputato che non fa parte della pattuglia del Pd che pure conta su esponenti di primo piano a partire dal capogruppo democratico alla Camera, Roberto Speranza e dal viceministro Filippo Bubbico.

Cosimo Latronico da parte sua si schernisce: «Sono diventato un grande giornalista (ride al telefono ndr). Ma ad ogni modo seriamente sono solo contento di aver svelato un possibile danno contro la Basilicata».

Non si attribuisce meriti particolari Latronico: «Sarà stata fortuna. So solo che nel primo caso ho letto tutto il dispositivo di legge e nel secondo c’è stato un suggerimento da un amico». Sia come sia, a Cesare quel che è di Cesare, e a Cosimo quel che è di Cosimo. Magari sarà solo che il deputato forzista non è distratto da logiche intestine di partito. Ma tant’è.

s.santoro@luedi.it

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