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fermenti preconsiliari
De Filippo cerca di ritrovare il filo

Basilicata

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POTENZA - Ricomincia il tour delle riunioni. Oggi solo con i consiglieri regionali. Domani con tutti i big del Pd. Parte così la due giorni voluta da De Filippo per tentare di riannodare i nodi delle tante questioni ancora in ballo in piena vigilia   di Consiglio regionale. Vito De Filippo da segretario regionale del Partito democratico cerca di prendere il toro per le corna. E saranno 24 ore decisive per almeno un paio di questioni. Oggi si svolge la riunione alla quale sono stati invitati tutti i consiglieri regionali del centrosinistra. Si prosegue domani con la Direzione del Pd. Due i punti delicati all’ordine del giorno da chiarire subito: nascita del gruppo unico in Consiglio regionale di tutti i consiglieri eletti nel Pd e nella liste del presidente e l’individuazione del nome del possibile presidente del Consiglio che proprio durante la prima seduta di assemblea regionale, lunedì, sarà scelto con il voto dell’aula.

Il primo punto comunque sembra già compromesso. Il consigliere Luigi Bradascio (eletto nella lista Pittella) ha già fatto sapere ad “urbi et orbi” che non ha alcuna intenzione di aderire al gruppo unico. Difficile sapere anche se oggi sarà alla riunione oppure no. E con Bradascio libero battitore anche Vito Giuzio dovrebbe seguire la stessa strada. I due antezziani quindi, a quanto pare, dovrebbero seguire la strada dell’isolamento dal resto dei consiglieri. Nel gruppo unico invece dovrebbero entrare il presidente della giunta Marcello Pittella e i due consiglieri pittelliani, Mario Polese e Vincenzo Robortella.

Si arriverebbe così alla costituzione di un gruppo consiliare a 8 e di un altro a 2. Lo strappo dei due antezziani con il resto si è consumato nelle ore della scelta della giunta da parte di Marcello Pittella. Maria Antezza voleva Braia a tutti i costi. Non è andata così e i rapporti si sono gelati. Bradascio e Giuzio si comportano di conseguenza. Ma con qualche sfumatura diversa: Bradascio se Antezza non si fosse irrigidita su Braia sarebbe potuto essere assessore interno in quota antezziana. E’ immaginabile che abbia qualche rammarico. Non Giuzio che non ha mai avuto aspirazioni di diventare assessore. Ad ogni modo (almeno per il momento) non ci sono venti di guerra nel fronte antezziano soprattutto se i due come pare faranno squadra nello stesso gruppo. Giuzio lavora di strategia.

Oltre questo c’è da scegliere il nome dell’aspirante presidente del Consiglio. Il Pd aspira a un suo uomo. E non sembrano esserci alternative a Piero Lacorazza che è stato lo sfidante di Pittella alle Primarie con 25 mila voti e poi primo degli eletti in Consiglio. Da parte sua, Lacorazza, non è ancora uscito allo scoperto, ma la strada sembra segnata. In questo schema però c’è la casella da capogruppo da riempire. E sono almeno in 4 in corsa: Mario Polese che è il secondo degli eletti in assoluto, e poi Vito Santarsiero e carmine Castelgrande del Pd. Ma soprattutto per una questione di equilibri territoriali potrebbe spuntarla Roberto Cifarelli e in seconda battuta Achille Spada (che però è stato eletto nel listino e quindi ha meno forza).

Le carte verranno scoperte oggi. De Filippo vuole arrivare alla Direzione di domani con le dinamiche chiare. Per lasciare poco spazio nel dibattito tra i big del Pd alle sorprese. Ovviamente il congresso sarà dedicato anche al tema del congresso regionale che Matteo Renzi vuole chiudere entro febbraio. E in questo scenario ritorna il tema Braia. Potrebbe essere lui il nome giusto per ritrovare pace tra Antezza e Pittella. Ma è tutto da verificare. Di certo anche nell’altra area politica si inizia a pensare al nome cuperliano da candidare alla segreteria regionale. Non ci sono ancora nomi. Potrebbe uscire quello di Luigi Simonetti ma è prematuro: i cuperliani aspettano le mosse di Pittella, Margiotta e Antezza prima di schierarsi.

s.santoro@luedi.it

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