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Il Pd si ferma (almeno ufficialmente)
Ma la polemica interna continua sotterranea

Basilicata

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di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Il Pd si ferma. “E’ il tempo dell’emergenza”. Doveva svolgersi ieri pomeriggio la riunione della Direzione regionale del Partito democratico. Ma dopo il crollo della palazzina di Matera i big del Partito democratico hanno deciso di partecipare ai soccorsi o comunque di stare sul luogo delle macerie. 
La Direzione del partito è stata quindi rinviata di 48 ore. Si svolgerà sempre al Principe di Piemomonte a Potenza ma domani alle 16. La notizia del rinvio è stata annunciata quando già molti esponenti di spicco del Partito democratico erano sul luogo del disastro. Il viceministro Filippo Bubbico,  con il sindaco della Citta dei Sassi, Salvatore Adduce e il prossimo capogruppo democratico alla Regione, Roberto Cifarelli hanno guadagnato il luogo delle macerie già nella mattinata di ieri. Più tardi è arrivato sul luogo del crollo anche il presidente della Regione, Marcello Pittella, la deputata Maria Antezza e gli altri big del Pd del Materano. 
Rinviato anche il vertice che il governatore Pittella aveva organizzato con i parlamentari che si sarebbe dovuto svolgere lunedì pomeriggio alle 16 per la presentazione della giunta e per mettere al centro dell’agenda le urgenze della Basilicata a partire dagli “scippi” tentati dal governo nazionale alle casse della Regione (prima i 70 milioni per la metanizzazione del Cilento e poi i 68 milioni per finanziare l’Expo 2015 di Milano che erano stati previsti per il completamento dello schema idrico Basento -  Bradano). La nuova data del vertice, ha spiegato marcello Pittella mentre era già in viaggio per Matera, «sarà comunicata a breve». 
Insomma per un giorno i temi della politica si fermano per dare spazio alla tragedia con il crollo del palazzo nel centro di Matera che ha visto la morte di una 32 enne. 
Ovvio che i temi politici rimangono sul tavolo. Sono solo posticipati di poco. Domani comunque si svolgerà regolarmente la prima riunione del Consiglio regionale della nuova legislatura. Mentre oggi si celebra il secondo congresso regionale della Sel. E sempre domani c’è la Direzione del Partito democratico che deve affrontare il difficile nodo del congresso regionale che secondo Renzi devono celebrarsi non dopo la fine di febbraio. Significa che entro al massimo due settimane devono esserci le candidature degli aspiranti nuovi segretari lucani del Pd. Non serve un genio per comprendere quanto sia delicata ed esplosiva la materia con un Partito regione che non ha ancora digerito le elezioni regionali e  la scelta degli assessori esterni effettuata da Pittella. Ma domani si vota anche in Consiglio regionale per l’Ufficio di presidenza e quindi per il presidente dell’assemblea che secondo quanto emerso dalla riunione tra De Filippo e i consiglieri eletti nelle liste del Pd e del presidente sarà Piero Lacorazza. 
Un tema che ha già scatenato la reazione del segretario del Psi, Livio Valvano che rappresenta in Consiglio uno dei tre partiti alleati del Pd. Valvano polemizza: «Apprendere attraverso la stampa che il gruppo consiliare del Pd avrebbe deciso di eleggere Piero Lacorazza alla presidenza del Consiglio Regionale, in assenza di alcuna interlocuzione con le forze politiche alleate, chiarisce e completa il quadro delle relazioni tra Pd e alleati. Ma soprattutto denuncia la qualità e la capacità di un partito che nei giorni appena trascorsi non é stato in grado di spiegare e affermare, rispetto alle pur legittime ambizioni personali, che gli interessi generali vengono prima».
Valvano quindi prosegue mettendo all’indice le fibrillazioni interne ai democratici che penalizzerebbe tutti, alleati compresi: «L'incapacitá del Pd di relazionarsi con il presidente lo ha costretto a far ricorso a risorse esterne alla Basilicata, a personalità di rilievo nazionale che si sono messe a disposizione per la nostra Regione. Speravamo che il comportamento degli elettori, innanzitutto alle primarie e poi con l'astensionismo di novembre, riuscisse a smuovere le coscienze della classe dirigente lucana. In verità continuiamo a sperarlo ma non possiamo restare indifferenti di fronte ad un comportamento oggettivamente arrogante di un partito che  non sente neanche la necessità di coinvolgere le forze politiche della coalizione già dal primo momento, dal compimento dell'atto iniziale, attraverso la condivisione di colui che dovrà garantire il buon funzionamento dell'assemblea consiliare». Da qui l’avvertimento del segretario socialista: «Se il Pd ha ritenuto di dover valutare da solo, senza preoccuparsi di coinvolgerci nella decisione, siamo convinti che lo stesso Pd non piangerà se il Psilunedì non parteciperà al voto. Non saranno gli scontri e gli equilibrismi interni al Pd sugli spazi di potere a garantire la soluzione dei problemi ai lucani». 

POTENZA - Il Pd si ferma. «È il tempo dell’emergenza». Doveva svolgersi ieri pomeriggio la riunione della Direzione regionale del Partito democratico. Ma dopo il crollo della palazzina di Matera i big del Partito democratico hanno deciso di partecipare ai soccorsi o comunque di stare sul luogo delle macerie. 

 

La Direzione del partito è stata quindi rinviata di 48 ore. Si svolgerà sempre al Principe di Piemomonte a Potenza ma domani alle 16. 

La notizia del rinvio è stata annunciata quando già molti esponenti di spicco del Partito democratico erano sul luogo del disastro. Il viceministro Filippo Bubbico,  con il sindaco della Citta dei Sassi, Salvatore Adduce e il prossimo capogruppo democratico alla Regione, Roberto Cifarelli hanno guadagnato il luogo delle macerie già nella mattinata di ieri. 

Più tardi sono arrivati sul luogo del crollo anche il presidente della Regione, Marcello Pittella, la deputata Maria Antezza e gli altri big del Pd del Materano. Rinviato anche il vertice che il governatore Pittella aveva organizzato con i parlamentari che si sarebbe dovuto svolgere lunedì pomeriggio alle 16 per la presentazione della giunta e per mettere al centro dell’agenda le urgenze della Basilicata a partire dagli “scippi” tentati dal governo nazionale alle casse della Regione (prima i 70 milioni per la metanizzazione del Cilento e poi i 68 milioni per finanziare l’Expo 2015 di Milano che erano stati previsti per il completamento dello schema idrico Basento -  Bradano). 

La nuova data del vertice, ha spiegato marcello Pittella mentre era già in viaggio per Matera, «sarà comunicata a breve». 

Insomma per un giorno i temi della politica si fermano per dare spazio alla tragedia con il crollo del palazzo nel centro di Matera che ha visto la morte di una 32 enne. 

Ovvio che i temi politici rimangono sul tavolo. Sono solo posticipati di poco. Domani comunque si svolgerà regolarmente la prima riunione del Consiglio regionale della nuova legislatura. Mentre oggi si celebra il secondo congresso regionale della Sel. 

E sempre domani c’è la Direzione del Partito democratico che deve affrontare il difficile nodo del congresso regionale che secondo Renzi devono celebrarsi non dopo la fine di febbraio. 

Significa che entro al massimo due settimane devono esserci le candidature degli aspiranti nuovi segretari lucani del Pd. Non serve un genio per comprendere quanto sia delicata ed esplosiva la materia con un Partito regione che non ha ancora digerito le elezioni regionali e  la scelta degli assessori esterni effettuata da Pittella. 

Ma domani si vota anche in Consiglio regionale per l’Ufficio di presidenza e quindi per il presidente dell’assemblea che secondo quanto emerso dalla riunione tra De Filippo e i consiglieri eletti nelle liste del Pd e del presidente sarà Piero Lacorazza. Un tema che ha già scatenato la reazione del segretario del Psi, Livio Valvano che rappresenta in Consiglio uno dei tre partiti alleati del Pd. 

Valvano polemizza: «Apprendere attraverso la stampa che il gruppo consiliare del Pd avrebbe deciso di eleggere Piero Lacorazza alla presidenza del Consiglio Regionale, in assenza di alcuna interlocuzione con le forze politiche alleate, chiarisce e completa il quadro delle relazioni tra Pd e alleati. 

Ma soprattutto denuncia la qualità e la capacità di un partito che nei giorni appena trascorsi non é stato in grado di spiegare e affermare, rispetto alle pur legittime ambizioni personali, che gli interessi generali vengono prima».

Valvano quindi prosegue mettendo all’indice le fibrillazioni interne ai democratici che penalizzerebbe tutti, alleati compresi: «L'incapacitá del Pd di relazionarsi con il presidente lo ha costretto a far ricorso a risorse esterne alla Basilicata, a personalità di rilievo nazionale che si sono messe a disposizione per la nostra Regione. Speravamo che il comportamento degli elettori, innanzitutto alle primarie e poi con l'astensionismo di novembre, riuscisse a smuovere le coscienze della classe dirigente lucana. In verità continuiamo a sperarlo ma non possiamo restare indifferenti di fronte ad un comportamento oggettivamente arrogante di un partito che  non sente neanche la necessità di coinvolgere le forze politiche della coalizione già dal primo momento, dal compimento dell'atto iniziale, attraverso la condivisione di colui che dovrà garantire il buon funzionamento dell'assemblea consiliare». 

Da qui l’avvertimento del segretario socialista: «Se il Pd ha ritenuto di dover valutare da solo, senza preoccuparsi di coinvolgerci nella decisione, siamo convinti che lo stesso Pd non piangerà se il Psilunedì non parteciperà al voto. Non saranno gli scontri e gli equilibrismi interni al Pd sugli spazi di potere a garantire la soluzione dei problemi ai lucani». 

s.santoro@luedi.it

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