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Rimborsopoli, Castelluccio dovrà stare via da Potenza
Stamane era stato eletto segretario del consiglio

Basilicata

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- POTENZA, 14 GEN - La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati di Paolo Castelluccio (Pdl), coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza sui rimborsi percepiti dai consiglieri regionali della Basilicata, disponendo il ripristino del divieto di dimora a Potenza deciso dal Tribunale del Riesame lo scorso luglio: Castelluccio - consigliere regionale nella nona legislatura e rieletto in quella appena cominciata (da stamani anche segretario dell’assemblea) - non potrà quindi partecipare alle prossime riunioni del consiglio.
La quarta sezione penale della Cassazione ha invece disposto l'annullamento dei provvedimenti di divieto di dimora per Rocco Vita, Alessandro Singetta, Antonio Autilio, Mario Venezia e Nicola Pagliuca, e il rinvio della vicenda, nuovamente, al Riesame. Il procuratore generale aveva chiesto alla Corte, per tutti, l’annullamento della misura, “considerata irrituale - secondo quanto si è appreso - e inesistente”. Lo scorso 2 luglio era stato proprio il Riesame ad accogliere il ricorso della Procura contro la decisione con la quale il gip aveva stabilito che non vi erano più le esigenze cautelari a carico degli indagati nell’inchiesta sull'uso illecito di rimborsi da parte di amministratori, consiglieri ed ex consiglieri della Regione Basilicata.
Ad aprile la Procura ottenne dal gip l’emissione di tre ordinanze agli arresti domiciliari e di altri provvedimenti di divieto di dimora. Successivamente, secondo lo stesso gip, erano venute meno le esigenze cautelari: uno dei motivi alla base della decisione del giudice era costituito dal fatto che molti degli indagati hanno restituito le somme che - secondo l’accusa - avevano percepito illecitamente. “In attesa del deposito della motivazione del provvedimento - hanno detto i difensori di Vita, gli avvocati Luca Marafioti e Savino Murro - deve evidenziarsi che la Corte di Cassazione ha sposato la linea proposta dalla difesa ed ha sconfessato l’impostazione seguita dal Tribunale del Riesame di Potenza, riconoscendo come viziata l'ordinanza impugnata ed imponendo un nuovo esame della vicenda cautelare”. (ANSA).

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati di Paolo Castelluccio (Pdl), coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza sui rimborsi percepiti dai consiglieri regionali della Basilicata, disponendo il ripristino del divieto di dimora a Potenza deciso dal Tribunale del Riesame lo scorso luglio.

 

Castelluccio - consigliere regionale nella nona legislatura e rieletto in quella appena cominciata (da stamani anche segretario dell’assemblea) - non potrà quindi partecipare alle prossime riunioni del consiglio.

La quarta sezione penale della Cassazione ha invece disposto l'annullamento dei provvedimenti di divieto di dimora per Rocco Vita, Alessandro Singetta, Antonio Autilio, Mario Venezia e Nicola Pagliuca, e il rinvio della vicenda, nuovamente, al Riesame. 

Il procuratore generale aveva chiesto alla Corte, per tutti, l’annullamento della misura, «considerata irrituale - secondo quanto si è appreso - e inesistente». 

Lo scorso 2 luglio era stato proprio il Riesame ad accogliere il ricorso della Procura contro la decisione con la quale il gip aveva stabilito che non vi erano più le esigenze cautelari a carico degli indagati nell’inchiesta sull'uso illecito di rimborsi da parte di amministratori, consiglieri ed ex consiglieri della Regione Basilicata.

Ad aprile la Procura ottenne dal gip l’emissione di tre ordinanze agli arresti domiciliari e di altri provvedimenti di divieto di dimora. Successivamente, secondo lo stesso gip, erano venute meno le esigenze cautelari: uno dei motivi alla base della decisione del giudice era costituito dal fatto che molti degli indagati hanno restituito le somme che - secondo l’accusa - avevano percepito illecitamente. 

«In attesa del deposito della motivazione del provvedimento - hanno detto i difensori di Vita, gli avvocati Luca Marafioti e Savino Murro - deve evidenziarsi che la Corte di Cassazione ha sposato la linea proposta dalla difesa ed ha sconfessato l’impostazione seguita dal Tribunale del Riesame di Potenza, riconoscendo come viziata l'ordinanza impugnata ed imponendo un nuovo esame della vicenda cautelare». (ANSA).

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