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Consiglio regionale, ecco l'era Pittella
Lacorazza presidente con meno voti della maggioranza

Basilicata

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POTENZA - Sorpresa nell’Ufficio di presidenza. Tutto scontato per Piero Lacorazza quale presidente dell’assemblea. Ha preso meno voti di quanti ne conta la maggioranza:  è stato eletto con 11 voti. Diversa la questione per  gli altri due incarichi di maggioranza. Non entrano i due partiti del Psi e di Centro democratico. Il vicepresidente è Paolo Galante di Realtà Italia (che fino a ieri pare destinato a restare fuori dai giochi) è stato eletto con 12 voti. Il segretario invece è Mario Polese (grazie a 12 voti) che è stato eletto in Consiglio regionale nella lista “Pittella presidente”.

La decisione di non voler entrare nell’Ufficio di presidenza è stata assunta da Psi e Cd ieri mattina nelle riunioni politiche che hanno preceduto l’inizio dei lavori. Un tentativo poi è stato fatto anche a lavori cominciati durante una sospensione durata circa un’ora invece dei 5 minuti richiesti. Questo è stato motivo di critiche da parte di Michele Napoli del Pdl e dei due consiglieri del Movimento 5 stelle, Gianni Leggieri e Giovanni Perrino. Nella riunione dei capigruppo della maggioranza è stato fatto l’ultimo tentativo per convincere Francesco Pietrantuono del Psi e naturalmente Nicola Benedetto di Centro democratico ad accettare di essere eletti. Fermi i due. La riunione è quindi ripartita con il voto a scrutinio segreto.

Per quanto riguarda invece la vicepresicenza di minoranza e la carica di segretario sempre appannaggio delle opposizioni c’è stata l’elezione di Francesco Mollica (Udc) e Paolo Castelluccio (Pdl)  con 4 preferenze entrambi. Per la vicepresidenza due voti sono andati anche al consigliere Giovanni Perrino (M5s) mentre si sono registrate due schede bianche. Anche per la carica di segretario ci sono stati tre voti al consigliere Gianni Leggieri (M5s) e una la scheda bianca.

Poi è stata composta anche la nuova giunta delle elezioni, ne fanno parte per la maggioranza i consiglieri Mario Polese, Vito Giuzio  e Roberto Cifarelli. A rappresentare la minoranza i consiglieri Giovanni Perrino, Michele Napoli e Gianni Rosa. In seguito è avvenuta la surroga di Tito Di Maggio (che si è dimesso) con l’ingresso in Consiglio di Aurelio Pace che era risultato primo dei non eletti.

Poi come da prassi ci sono stati  i discorsi di insediamento dei presidenti. Prima ha parlato Piero Lacorazza da nuovo presidente dell’assemblea e poi il governatore Marcello Pittella. In precedenza, da segnalare, c’è stato anche l’intervento di Luigi Bradascio che farà gruppo a sè che non ha lesinato critiche al suo stesso presidente della giunta Pittella. Ad ogni passando ai discorsi dei due presidenti, Lacorazza ha detto: «Nella delicata fase di transizione che si è aperta oggi in Italia e in Basilicata, occorre ripensare il modello istituzionale per chiarire innanzitutto le responsabilità e i compiti di ogni istituzione, per favorire la trasparenza dell’azione amministrativa, spendere bene e velocemente i soldi pubblici, rispondere alle attese dei cittadini che devono poter giudicare e misurare i risultati dell’attività legislativa e di governo». Annunciando l’intenzione di portare il dibattito sul nuovo Statuto della Regione «nei 131 Consigli comunali della Basilicata», Lacorazza ha aggiunto che ritiene «indispensabile partire da una visione condivisa, che riconosce la necessità di una Regione trasparente, che programma e non gestisce (...)».

a seguire Pittella ha sottolineato: «Questo è il luogo in cui si tracciano gli indirizzi, si imposta la programmazione e si attuano i controlli. Questo è il luogo in cui, incrociando le buone pratiche amministrative con quelle politiche, si dovranno dare le risposte attese dalla società lucana. Questa nuova fase chiama in causa tutti, esponenti della maggioranza così come a quelli dell’opposizione, perché chi osserva e non partecipa ha una propria corresponsabilità nella mancata soluzione dei problemi. C’è l’estrema necessità di una lungimiranza politica che interpreti il nuovo tempo con linearità e lealtà perché la politica deve dare risposte ai troppi precari della nostra regione che sono in attesa. Non è più il tempo dei rinvii».

Oggi si riparte alle 15 per approvare l’esercizio provvisorio e la modifica del numero dei Direttori generali.

s.santoro@luedi.it

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