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Verso la decadenza negli enti
Evitato il commissariamento di Comune e Provincia

Basilicata

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Con l’avvio dei lavori della giunta per le elezioni del consiglio regionale, si apre ufficialmente a Potenza il percorso che porterà alla decadenza il sindaco Vito Santarsiero e il presidente della Provincia Piero Lacorazza dai loro incarichi amministrativi.

Entrambi gli amministratori hanno scelto questa procedura e non le dimissioni per evitare il commissariamento dell’ente di cui sono a capo. Se una volta eletti in consiglio regionale avessero decisero di lasciare volontariamente la fascia, a piazza Prefettura e e a piazza Matteotti sarebbe arrivato, come prevede la norma, il commissario. La strada della decadenza è più lunga ma - questa la motivazione dei due amministratori che ne hanno discusso anche con altre cariche istituzionali - permette di non lasciare alla confusione il governo locale, a soli due mesi tra l’altro dalla scadenza naturale del mandato.

La giunta per le elezioni, presumibilmente tra alcune settimane, sancirà in via ufficiale l’incompatibilità del ruolo di consigliere regionale con l’altra carica istituzionale già rivestita. A quel punto sarà il consiglio comunale, nella prima seduta utile, a chiedere conto al sindaco Santarsiero che, così, opzionerà la postazione in viale Verrastro.

Il coordinamento dell’amministrazione passerà poi al vicesindaco. E questo è l’altro snodo del percorso, tutto politico però. Oggi il ruolo è dei Popolari uniti, con un uomo, Pietro Campagna, che piace a molti in Municipio per garbo istituzionale e atteggiamento di garanzia. Ma è facile prevedere che il Pd voglia mantenere per sè  il ruolo di traghettamento degli ultimi due mesi di amministrazione.

Percorso simile in Provincia, dove con Lacorazza c’è anche un altro amministratore che, passato a viale Verrastro, seguirà lo stesso iter. In consiglio regionale anche Francesco Pietrantuono, assessore alle Politiche giovanili.

In Provincia i nodi da sciogliere sono diversi. In parlamento si discute della riforma. Non più abolizione, non subito almeno. Ma una profonda modifica dell’architettura dell’ente. Tra i tanti punti da capire, il tema del personale e quello delle competenze su materie specifiche tra i vari livelli istituzionali.

Nel frattempo, in entrambi gli enti si procede con atti di tutti i giorni e con scadenze più o meno importanti da rispettare. Compresi alcuni appuntamenti con il bilancio.

Il commissariamento avrebbe, spiegano, ingessato l’ultimo scorcio di legislatura.

Quello di Potenza non è certo il primo caso di una simile incompatibilità. Per tempistica, neanche il più complesso.

Ha fatto scuola il caso Delrio. Il sindaco di Reggio Emilia, nominato ministro agli Affari regionali, ha chiuso tutta la procedura in un mese. Molto diversa la calendarizzazione scelta da Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e viceministro alle Infrastrutture, che da mesi mantiene la doppia veste. Non avendo tecnicamente ricevute le deleghe dal dicastero di Porta Pia, spiega di non poter optare per un incarico che non ha. Nè ancora non si è mai trovato a dover rispondere al consiglio comunale di questa incompatibilità.

s.lorusso@luedi.it

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