Salta al contenuto principale

"I vescovi saranno esigenti
La politica sia all’altezza"

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 31 secondi

“FORSE si è passati da un estremo all'altro. Da una politica costruita su rapporti intrecciati, stretti, quasi endogamica, di grande tradizione ma  via via  paralizzatasi, alla scelta opposta di chiedere aiuto completamente al di fuori, nominando quattro assessori esterni: così manca quella saggia via intermedia tra la novità di una rottura e il senso di cura che può nascere da una conoscenza della tradizione dei luoghi”.

Emma Fattorini, la senatrice eletta in Basilicata, si è precipitata a Matera il giorno del crollo. Lutto condiviso con la comunità e poi la politica, nel giorno in cui scoppia il casus belli del crocifisso rimosso e poi rimesso dall'assessore Franconi. Va nella stanza del neo assessore, si parlano. Lei stessa, in passato, ha dovuto attraversare il cammino dello “straniero” in Basilicata. “ Alcuni lucani se non scendo  mi criticano e quando  vengo si sentono invasi, eppure  c'è bisogno di sinergia tra interno ed esterno – dice – la Basilicata da sola non ce la fa”. Quando viene in Basilicata ha un appuntamento fisso, i vescovi, la sua chiesa. “Sì, ho incontrato il vescovo Superbo, e mi viene da ripetere quello che lui stesso ha detto citando don Tonino Belli: ci vogliono grandi orizzonti e piccoli passi. Non bisogna aver paura del nuovo, purchè la politica abbia un senso di servizio vero, una solidità morale di scopo, un forte senso del bene comune. Ci vuole l'anima nelle cose che si fanno e bisogna dare anima alla modernità, innovazione di cui non si deve avere paura ”.

Sempre di corsa, tra ipad, iphone e un'agenda di appuntamenti al femminile, Emma Fattorini continua a guardare la Basilicata da una prospettiva particolare: come la politica declina oggi i valori, e qual è il rapporto tra laici e cattolici. Ritorna all'incontro col Vescovo: “Vogliamo essere esigenti, mi ha ricordato monsignor Superbo. Chiediamo, mi ha detto, a voi laici di stare  in politica con tutte le forze, e vogliamo che ne siate guardiani. Mi ha raccontato di aver chiesto da tempo una verifica sugli stati generali del lavoro e non ha ancora ottenuto risposte”.

E se la Chiesa non fa più collateralismo come ai tempi di Moro “spetta a noi – dice Emma – riempire il deficit della cultura politica ri-costruendo un senso di vera responsabilità per il bene comune. Questo appello  non è retorico. Non lo deve essere. In Basilicata c'è stata una grande storia di cattolicesimo democratico. Si può irrobustire questo percorso, applicarsi alle cose, ritornare all'orgoglio delle responsabilità,”. Prosaicizzo e le chiedo: Pittella? “Se entra in questo disegno e con questo spirito può essere efficace, ma bisogna tallonarlo, stimolandosi  a vicenda. Credo che l'energia giusta possa venire da tutto quello che non è vecchia politica ma neppure antipolitica. Insomma è più che mai urgente l'appello sturziano ai forti e liberi. Noi ripartiamo da lì”.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?