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Segreteria e governo, lotteria Pd
Margiotta in pole per un incarico

Basilicata

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POTENZA - E se alla fine sottosegretario fosse nominato Margiotta e non De Filippo? La notizia inizia a circolare. Le “sirene” sono romane. Sullo sfondo c’è la crisi di governo che i quotidiani nazionali danno per imminente ormai e i nuovi assetti del Partito democratico che da qui a breve sarà chiamato ai congressi regionali.

Un punto alla volta. Il deputato democratico Salvatore Margiotta dopo la vittoria di Matteo Renzi lo scorso dicembre sulle colonne del nostro giornale aveva parlato della necessità di riequilibrare anche in Basilicata gli “spazi” di prestigio a Roma e la carica di segretario regionale del Pd. Lo disse in un’intervista a caldo. Sono passati quasi due mesi. Ma è arrivato il momento decisivo. Lo scontro che si profila è tra cuperliani e renziani. A Roma come in Basilicata. Altro che congresso regionale di pace come auspica invece il neo governatore lucano Marcello Pittella.

Intanto il quadro nazionale è incandescente. Il governo nazionale guidato da Enrico Letta è a un bivio. Il rimpasto dovrebbe essere a giorni. Tutto va veloce. Matteo Renzi ha accelerato con le bordate contro gli ultimi dieci mesi dell’esecutivo nazionale. E inevitabilmente si sono innescate polemiche all’interno dello stesso Pd.

Oggi intanto Renzi che vuole a tutti i costi la riforma della legge elettorale incontra in una sede del Pd (non è stato reso noto il luogo preciso) Silvio Berlusconi. La minoranza cuperliana ha alzato gli scudi minacciando il resto del partito e di far cadere tutto il castello governo compreso. Altro che solo un semplice rimpasto: la prospettiva sono nuove elezioni. E anche Alfano lancia parole di fuoco. Insomma è scoppiata la bufera.

In tutto questo in Basilicata c’è da fare i conti con l’appuntamento congressuale. Ovviamente un rimpasto di governo nella vigilia della scelta del nuovo segretario democratico di Basilicata rischia di complicare il quadro. Sono mesi che si parla di un più che possibile ingresso di De Filippo nella squadra di governo dell’amico premier Enrico Letta. Ma finora non è accaduto nulla. Il rimpasto dovrebbe essere il momento giusto. Ma De Filippo ha scelto Cuperlo e non Renzi come invece ha fatto Margiotta. Può davvero delinearsi un quadro in cui rimangono Filippo Bubbico viceministro, Roberto Speranza capogruppo del Pd alla Camera e De Filippo sottogretario di Stato? Complicato. Lo era già prima perchè tutti e tre sono espressione cuperliana. In realtà pare che anche la posizione di Speranza non sia più blindatissima: lo stesso Renzi nei giorni scorsi ne avrebbe smentito la linea politica in parlamento.

Insomma è tutto in divenire. Può accadere di tutto. Ma chiaro che Margiotta ora si goda il momento e il vento alle spalle. Sa bene che al netto di una eventuale nomina da sottogretario (lui ha assicurato più volte di non voler assolutamente mettere i bastoni tra le ruote a De Filippo ma nella politica non si può mai dire) può giocarsi in seconda battuta una partita importante per la segreteria regionale.

Insomma è un gioco a incastri ma pare evidente che non tutto può andare ai cuperliani. E la partita è tanto più complessa se si considera che se davvero non sarà procrastinato il congresso regionale in Basilicata - Renzi ha parlato del 16 febbraio in tutta Italia ma la parola decisiva ci sarà lunedì prossimo alla Direzione del partito mentre è in corsa un’interlocuzione con la Basilicata che chiede tempo perchè si devono contestualmente svolgere anche i congressi cittadini e provinciali che nel resto d’Italia sono stati già celebrati - l’appuntamento è più che prossimo. Senza contare che i renziani in Basilicata non sono un  blocco unico ma si dividono in 4 anime. Ci sono i renziani della prima ora (De Maria, Fiore, Mastronardi), quelli di Franceschini e cioè Margiotta e Antonello Molinari. Poi i renziani di Fassino e cioè Maria Antezza (che di certo spingerà per la candidatura di Braia) e infine ci sono i fratelli Pittella con Gianni che oltre al congresso guarda alle dinamiche verso le prossime europee. In questo quadro tenere tutti buoni in un clima di pace è complesso tanto più che Margiotta pare essere diventato il più falco di tutti. Se ne vedranno delle belle.

s.santoro@luedi.it

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