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L'agenda del governatore:
incontro coi regionali, chat e sostegno al modello Renzi

Basilicata

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POTENZA - Da una parte la macchina amministrativa, dall'altra la comunità lucana. Si muove tra queste due coordinate l'agenda prossima del governatore Marcello Pittella. Reduce da una tre giorni romana, rinfrancato dal sostegno di Renzi, il presidente continua la sua marcia a tappe forzate, mentre attorno a lui si tesse ancora lo schema di correnti e appartenenze. De Filippo lancia i suoi uomini in campo, i cuperliani di lotta e di governo sono tra color che son sospesi, la stessa macroarea dei renziani è suddivisa in tre, quattro rivoletti che si giocano la partita della segreteria regionale.

Ma il governatore ha fretta, e non ha alternative. Rimettere in moto le cose e comunicare con la gente, le sue ossessioni. Il suo personalissimo programma viaggia in autonomia rispetto allo schema classico dell'interlocuzione politica, del confronto con gli alleati, e della comunicazione istituzionale. E da dove partire se non dal Palazzo? A parte la questione dirigenti ci sono tutti gli altri, il gran numero di dipendenti pubblici, molti sfiduciati, demotivati, eppure anello fondamentale della buna riuscita o dell'affossamento di un progetto. Nell'acquario regione non è mai stato semplice riuscire a stabilire regole. Impiegati e amministrativi confusi con il via vai di sindaci, imprenditori, rappresentanti di categorie sociali. Come interloquire, come parlare, come praticare le priorità?

Convocare tutti gli impiegati e i funzionari e i dirigenti della Regione è uno dei propositi in agenda del governatore: un'adunata di lavoro per spiegare “che o si fa così o si muore”, il suo refrain. Chiamarli, insomma, a una responsabilità di funzione, come del resto aveva anticipato in campagna elettorale. E poi la gente, parlare con la gente. Bypassando la mediazione della comunicazione istituzionale. Ed é, probabilmente per venerdì, che Pittella ha programmato di incontrare in chat i lucani, modello Renzi. Un dialogo diretto che, sin dalle primarie, sembra essere il tratto caratteristico del suo mandato amministrativo e politico. Tessere dunque rapporti diretti, spingendo sulle deleghe affidate agli assessori. All'assessore Berlinguer, ad esempio, l'ingrato compito di studiare una rimodulazione del sistema delle royalty. Se questo è lo schema la politica lucana si avvia ad avere due distinte strade, come finora non era mai successo: l'autonomia delle prerogative, da una parte quelle del Consiglio, guidato da Lacorazza, da una parte quelle del presidente che, pur invocando l'armistizio all'ultima riunione regionale, non si preoccupa più di tanto di fare engagement. Vedremo nelle prossime ore anche gli effetti lucani della scelta di Renzi di rilegittimare Berlusconi.

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