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Renzi: gli stipendi dei consiglieri? Equipararli a quello del sindaco del capoluogo

Basilicata

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LA  riforma del Titolo V sarà accompagnata dall’eliminazione dei rimborsi per i consiglieri regionali e l’equiparazione delle indennità a quella dei sindaci delle città capoluogo di Regione. Lo prevede la bozza sulle riforme distribuita alla direzione del Pd ieri pomeriggio da Matteo Renzi.

Immediata la risposta del coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative e presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega (Pd), che ha pure rilanciato in maniera provocatoria: «Propongo che per un anno consiglieri regionali, sindaci e deputati non prendano indennità, da oggi fino a fine legislatura, dato il momento straordinario che attraversa l'Italia. Chi lavora per le istituzioni lo faccia come servizio per il Paese».

Brega ha poi ricordato a Renzi che «i contributi dell’attività politica dei gruppi sono già stati aboliti in tutte le Regioni». Cosa non del tutto vera in Basilicata dove i vecchi contributi sono stati sostituiti da un forfait di 5mila euro per consigliere, da sommare a poco meno di 30mila euro per gruppo ogni anno

Sul fronte del numero dei consiglieri regionali, Brega ha evidenziato che «si è passati da oltre mille a 820 consiglieri a partire dalle prossime elezioni regionali». Poi ha citato Lazio e Basilicata che hanno già votato dei nuovi consigli a composizione ridotta.

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