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Pd, nuovo segretario il 30 marzo
Approvato il rinvio del congresso

Basilicata

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POTENZA - Salta la data del 16 febbraio per il congresso regionale. I big del Pd in pratica hanno ufficialito che non c’erano le condizioni tecniche e il tempo per fare tutto entro 20 giorni. Modificate totalmente quindi le date ufficiali dei congressi. La scelta è stata approvata ieri sera a larghissima maggioranza alla fine della Direzione regionale del Partito democratico di Basilicata. Tutti favorevoli tranne due astenuti: Arduino Lospinoso e Antonello Molinari. Entrambi sono vicinisimi all’area politica che fa riferimento al deputato Salvatore Margiotta che era assente al pari di tutti i parlamentari e al governatore Marcello Pittella.

In ogni caso il congresso regionale si svolgerà il prossimo 30 marzo. Se dovesse esserci più di un candidato, quel giorno saranno celebrate le Primarie. Altrimenti si andrà a una sorta di “ratifica” congressuale. Le candidature per la segreteria lucana vanno presentate entro le ore 20 del 28 febbraio. Deciso anche il meccanismo per i congressi cittadini che interesseranno tutti i 131 comuni lucani: devono essere svolti entro il prossimo 16 di febbraio. Una eccezione potrebbe esserci per quei comuni dove nella prossima primavera si svolgono le elezioni amministrative. Potenza città è tra queste. In pratica nei centri dove si voterà per il sindaco (in totale sono 55 con 42 comuni della Provincia di Potenza e 13 del Materano) potrà essere chiesto il rinvio dell’elezione della segreteria cittadina a dopo la chiusura delle urne. Gli eventuali rinvii verranno resi noti nella prossima Direzione del partito che il segretario regionale in carica, Vito De Filippo si è impegnato a convocare nella prossima settimana. Discorso diverso per i congressi provinciali. Dopo una serie di interventi è stato proposto di celebrarli dopo la chiusura dei giochi regionali. Anche questa dinamica verrà formalizzata nella prossima riunione del Partito democratico.

Insomma alla fine due sono stati i principali atti approvati: il rinvio del congresso regionale di un mese e mezzo rispetto alla prima data indicata dal segretario nazionale Matteo Renzi (il 16 febbraio) e la platea degli aventi diritto al voto e alla candidatura. Tante le proposte che sono state dibattute. C’è chi sosteneva l’opportunità di dare spazio alla massima apertura del congresso con ammissione al voto anche ai tesserati che si fossero iscritti al Pd il giorno stesso del congresso. Chi apriva a una sorta di via di mezzo con ammissione al voto a tutti coloro si fossero iscritti entro e non oltre lo scorso 31 dicembre. E poi c’erano altre ipotesi sul campo: l’8 dicembre, giorno del congresso nazionale, 18 novembre e cioè data delle convenzioni nazionali per la scrematura dei candidati nazionali (in corsa c’era ancora Gianni Pittella insieme ai tre che poi si giocarono tutto alle Primarie e cioè Renzi, Cuperlo e Civati). E ancora era stata anche ipotizzata la data dell’8 2013 novembre come diga per i tesserati aventi diritto al voto sul nuovo segretario regionale. Alla fine ha vinto la linea della “mediazione” al 31 dicembre 2013 che un pò era stata spinta fin dall’inizio da De Filippo. Decisa anche l’integrazione delle commissioni di controllo sui congressi in ogni comune: verrà effettuata dallo stesso De Filippo tenendo contro dei dati dei tesserati e delle preferenze del Pd alle scorse politiche.

Questo per i dati regolamentari e per il calendario. Non è stata svolta invece la seconda parte della Direzione che doveva affrontare le questioni più strettamente politiche legate all’inizio della legislatura regionale. Anche questo tema (in pratica il Pd consegnerà al presidente Marcello Pittella e ai suoi assessori una sorta di vademecum) sarà affrontato la prossima settimana. La riunione di ieri in pratica è stata assorbita dal lunghissimo dibattito (in certi momenti confuso e polemico) sulle regole a partire dalla spiegazione tecnica e dalla modalità delle scelte illustrata da Giuseppe Laguardia.

Per il resto si è registrata una volontà (almeno preliminare) di avviarsi verso un congresso regionale unitario. E’ da leggere in questa maniera lo slittamento dei congressi provinciali a dopo quello regionale: prima si trova l’accordo sul regionale e poi si celebrano quelli provinciali che potrebbero diventare una sorta di camera di compensazione di riequilibrio politico tra correnti. Ad ogni modo è solo la fase iniziale e a tal proposito non è uscita nessuna considerazioni sugli eventuali candidati alla segreteria regionale.

s.santoro@luedi.it

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