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Vent'anni fa la "discesa in campo" di Berlusconi
Da Caligiuri a Barile, la svolta forzista in Calabria

Calabria

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ilvio Berlusconi «scese in campo» il 26 gennaio 1994 attraverso un messaggio televisivo preregistrato dello stesso Berlusconi, della durata di 9 minuti, inviato a tutti i telegiornali. In Calabria chi furono i pionieri azzurri? L’esegesi di quella nascita porta ai due uomini accompagnarono il pargolo alla luce. Giovan Battista Caligiuri e Giuseppe Nisticò. Berlusconi, che all’alba della sua avventura non aveva molti addentellati negli ambienti produttivi e liberali della regione, affidò loro il compito di arare il terreno. Cosa che fecero con non poche difficoltà. Caligiuri nel 1993 era consulente di Publitalia che fece da levatrice a Forza Italia. Nisticò invece era ed è un uomo di scienza. Aveva avuto qualche esperienza politica con la Democrazia cristiana, da tecnico prestato alla politica, ma il suo mondo era ed è quello scientifico. Nel 1994  Berlusconi lo candidò a Roma in un collegio senatoriale e lo nominò sottosegretario alla sanità nel suo primo governo. Tra i primi ad aderire, attraverso varie candidature politiche e regionali, furono Alessandro Bergamo di Scalea, Ida D’Ippolito di Lamezia, Floriano Noto e Pino Torchia di Catanzaro, Amedeo Matacena junior di Reggio Calabria, Michele Ranieli di Vibo Valentia, Pietro Fuda di Siderno, Domenico Barile di Cosenza.
La Calabria berlusconiana cominciò, dunque, il ventennio con Caligiuri e Nisticò, due personalità lontane dalle consuetudini della politica politicante. L’esordio elettorale di Fi avvenne appunto alle politiche di marzo del 1994 dopo che il partito era stato fondato nel gennaio dello stesso anno e dopo una lunga preparazione. La leggenda racconta che Mariotto Segni rifiutò di guidare il partito che stava nascendo e, non accettando, mal gliene incolse oppure preferì il pentimento. Anche la Calabria visse idi di marzo nel vento dei moderati. “Il 18 aprile della Destra”. Infatti, Alleanza nazionale conseguì un forte successo elettorale cementando così un’alleanza che sarebbe durata un ventennio.
Il biennio 1994-1995 fu il periodo d’oro per Forza Italia. Dopo le politiche di giugno si svolsero le Europee. I voti azzurri raddoppiarono. In Calabria Fi avanzò di 10 punti, passando dal 19 % al 28,8 %. L’anno successivo si svolsero le regionali che rappresentarono lo spartiacque tra la prima e la seconda Repubblica nella declinazione calabrese. L’arrivo del forzista Pino Nisticò rappresentò una sorpresa notevole anche se il personale politico rinveniva sempre dai vecchi partiti. Battista Caligiuri presiedette anche l’assemblea regionale dal 2000 al 2001. Ma fu una meteora sia nelle istituzioni che nel partito. Berlusconi lo sostituì con l’avvocato Giancarlo Pittelli. 

SILVIO Berlusconi «scese in campo» il 26 gennaio 1994 attraverso un messaggio televisivo preregistrato dello stesso Berlusconi, della durata di 9 minuti, inviato a tutti i telegiornali. In Calabria chi furono i pionieri azzurri? L’esegesi di quella nascita porta ai due uomini accompagnarono il pargolo alla luce. Giovan Battista Caligiuri e Giuseppe Nisticò. Berlusconi, che all’alba della sua avventura non aveva molti addentellati negli ambienti produttivi e liberali della regione, affidò loro il compito di arare il terreno. Cosa che fecero con non poche difficoltà. 

 

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Caligiuri nel 1993 era consulente di Publitalia che fece da levatrice a Forza Italia. Nisticò invece era ed è un uomo di scienza. Aveva avuto qualche esperienza politica con la Democrazia cristiana, da tecnico prestato alla politica, ma il suo mondo era ed è quello scientifico. Nel 1994  Berlusconi lo candidò a Roma in un collegio senatoriale e lo nominò sottosegretario alla sanità nel suo primo governo. 

Tra i primi ad aderire, attraverso varie candidature politiche e regionali, furono Alessandro Bergamo di Scalea, Ida D’Ippolito di Lamezia, Floriano Noto e Pino Torchia di Catanzaro, Amedeo Matacena junior di Reggio Calabria, Michele Ranieli di Vibo Valentia, Pietro Fuda di Siderno, Domenico Barile di Cosenza. La Calabria berlusconiana cominciò, dunque, il ventennio con Caligiuri e Nisticò, due personalità lontane dalle consuetudini della politica politicante. L’esordio elettorale di Fi avvenne appunto alle politiche di marzo del 1994 dopo che il partito era stato fondato nel gennaio dello stesso anno e dopo una lunga preparazione. La leggenda racconta che Mariotto Segni rifiutò di guidare il partito che stava nascendo e, non accettando, mal gliene incolse oppure preferì il pentimento. 

Anche la Calabria visse idi di marzo nel vento dei moderati. “Il 18 aprile della Destra”. Infatti, Alleanza nazionale conseguì un forte successo elettorale cementando così un’alleanza che sarebbe durata un ventennio. Il biennio 1994-1995 fu il periodo d’oro per Forza Italia. Dopo le politiche di giugno si svolsero le Europee. I voti azzurri raddoppiarono. In Calabria Fi avanzò di 10 punti, passando dal 19 % al 28,8 %. L’anno successivo si svolsero le regionali che rappresentarono lo spartiacque tra la prima e la seconda Repubblica nella declinazione calabrese. L’arrivo del forzista Pino Nisticò rappresentò una sorpresa notevole anche se il personale politico rinveniva sempre dai vecchi partiti. Battista Caligiuri presiedette anche l’assemblea regionale dal 2000 al 2001. Ma fu una meteora sia nelle istituzioni che nel partito. Berlusconi lo sostituì con l’avvocato Giancarlo Pittelli

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