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Pd, guerra di tesseramenti
Margiotta tuona contro la direzione

Basilicata

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POTENZA - A tre giorni da una direzione del Partito democratico che, a eccezione del rinvio del voto congressuale, sembrava essersi chiusa senza infamia e senza lode, puntuale arriva la polemica. «Confusione,  approssimazione e gioco delle tre carte»: con un tweet, è il senatore Margiotta - per la verità assente all’appuntamento di partito dello scorso venerdì, come tutti i suoi colleghi parlamentari e lo stesso presidente Pittella - ad aprire il fuoco.  Il vicepresidente della Vigilanza Rai aggiunge: «Bene hanno fatto  ad astenersi dal voto Molinari e Lospinoso». 

Il segretario provinciale e il vice segretario regionale del Partito non hanno votato il documento finale dell’assemblea. In disaccordo sì, ma non rispetto al rinvio del voto per scegliere il nuovo segretario lucano. Anzi, proprio Antonello Molinari, nel suo intervento, aveva sostenuto la necessità di spostare la data in avanti. Il disappunto dei franceschiniani, invece, era indirizzato verso la decisione di limitare la platea elettorale dei congressi di circolo e delle eventuali convenzioni pre congressuali, in cui sono chiamati a votare gli iscritti, ai soli tesserati entro 31 dicembre scorso. Una polemica che, a differenza di quello che potrebbe apparire, non è pura disquisizione tecnica. Molinari e Spinoso si erano espressi a favore di una più ampia partecipazione. Consentendo il voto - così com’era stato per la fase pre congressuale nazionale,  in cui, par la verità, non sono erano mancate  le polemiche sui cosiddetti tesseramenti selvaggi - a chi si fosse iscritto entro il giorno stesso dei congressi di circolo che presumibilmente si terranno tra agli inizi di marzo. Ma la proposta ha trovato lo stop della direzione. Dietro la richiesta della corrente franceschiniana,  il tentativo di arginare gli effetti del tesseramento  “drogato” che ha preceduto e seguito il congresso nazionale. Anche perché, lì dove si dovesse arrivare alla presentazione della candidature con più di tre aspiranti segretari regionali, ai “super elettori” delle convenzioni spetterebbe scegliere i tre soli candidati che potranno correre per le primarie. Insomma, questioni tutt’altro che tecniche, visto che in ballo, per la corsa da segretario potrebbero esserci anche i nomi non solo di Molinari, ma dello stesso senatore Margiotta. Che ieri ha tuonato contro le modalità di svolgimento della direzione. Anche perché il regolamento per lo svolgimento dei congressi è stato approvato insieme al rinvio del voto (fissato ora al 30 marzo), generando «confusione e approssimazione». Ma il vero nodo rimane un altro: che siano “riequilibri” o “manovre”, la chiusura della platea degli elettori ai soli iscritti al 31 dicembre scorso lascia molto meno spazio .

m.labanca@luedi.it

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