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Oggi le quattro Commissioni, il Pd ne chiede due
Sfida tra Santarsiero, Castelgrande e Bradascio

Basilicata

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POTENZA - Per un volta nel Pd il tema del giorno non è stato il prossimo congresso regionale. Perchè ieri tra chi è rimasto a Roma, chi ha partecipato alle manifestazione per il giorno della Memoria, chi ha ancora lavorato da sindaco e soprattutto per la riunione del gruppo che si è svolta nel pomeriggio per decidere sulle Commissioni consiliari permamenti c’è stato poco tempo per le trame congressuali.

Di certo oggi c’è un altro passaggio delicato in Consiglio regionale. Si insediano per la prima volta le quattro Commissioni consiliari permanenti. Si tratta dei massimi organismi cui spetta il compito di esaminare proposte e disegni di legge, piani e programmi prima di trasferire tutto l’incartamento (con un giudizio favorevole o contrario) in sede di Consiglio per la votazione definitiva in Aula.

E’ un passaggio fondamentale quello di oggi per la partenza a pieno regime della decima legislatura.

Solo dopo l’elezione dei presidenti, del vice e del segretario di ciascuna Commissione può iniziare l’attività di ciascun organismo. Ma quando si parla di nomine ovviamente c’è tutto il capitolo delle trattative che infiamma la politica a tutti i livelli. La presidenza di una commissione, oltretutto, è una carica ambita. Non quanto la presidenza del Consiglio o un assessorato. Ma subito dopo. E considerato quanto è già avvenuto per la giunta con tanti “pababili” rimasti fuori, la partita per le presidenze è complicata. E per alcuni decisiva. Ma non è una passeggiata. Innanzitutto rispetto al passato le Commissioni sono diventate 4 e non più 5. C’è una presidenza in meno. La riduzione è stata voluta dal presidente della giunta nella prima riunione del Consiglio. Con il numero delle Commissioni sono stati anche ridotti gli incarichi apicali: non più due vicepresidenti e due segretari per ciascuna Commissione ma la metà.

Per quanto riguarda le divisioni, è già noto che la Seconda, “Bilancio e Programmazione” dovrebbe essere guidata da un esponente dell’opposizione. E dalle indiscrezioni il prescelto dovrebbe essere il consigliere Gianni Rosa di Fratelli d’Italia. A meno che non ci sia un colpo di scena e venga nominato Michele Napoli (Fi). Di certo non sarà l’altro forzista Paolo Castellucio (al quale è stato riconfermato il divieto di dimora a Potenza) che è comunque stato eletto segretario del Consiglio e Franco Mollica (Udc) che è il vicepresidente dell’assemblea. Per le minoranze ambiscono a postazioni anche Giannino Romaniello (Sel), Aurelio Pace (Gruppo misto) e i due grillini, Gianni Leggieri e Giovanni Perrino.

Le altre tre commissioni invece andranno ad esponenti della maggioranza. Da quanto è trapelato il Pd chiede due presidenze. Ma insiste per lo stesso incarico anche Luigi Bradascio che eletto nella Lista Pittella non ha aderito al maxi gruppo Pd. Particolarmente importante comunque è la prima Commissione “Affari Istituzionali” che è quella che di fatto si occuperà del nuovo Statuto e della nuova legge elettorale. In corsa ci sono Carmine Castelgrande e Vito Santarsiero. A ieri sera non era stata trovata la quadratura. Se dovesse “cedere” Bradascio entrambi potrebbero guidare una Commissione a testa anche se rimarrebbe il tema di Matera non rappresentata nelle presidenze di Commissione. Insomma i nodi sono sempre gli stessi. E c’è quindi la questione dei minori. Dopo che Paolo Galante di Realtà Italia è stato eletto vicepresidente del Consiglio sono rimasti senza postazioni di primo piano Francesco Pietrantuono del Psi e Nicola Benedetto di Centro democratico. Ma dalle indiscrezioni si è appreso che dei due sarà eletto presidente di Commissione solo uno e sarà il socialista. Ovviamente tutto può accadere finchè gli organismi non si saranno riuniti e ciascun componente esprimerà il proprio voto. Ma questo è il quadro a 12 ore dalle scelte definitive.

s.santoro@luedi.it

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