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Il papocchio dei direttori generali
La partita sembrava chiusa ma ci vorrà tempo

Basilicata

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POTENZA - La partita sembrava ormai chiusa, con i nomi di quelli che dovrebbero essere i nuovi direttori generali di viale Verrastro, già largamente anticipati.

Dopo la nomina degli assessori esterni, doveva essere il primo banco di prova  di quella “rivoluzione” di cui il presidente Pittella ha fatto bandiera in campagna elettorale.

Ma più passano i giorni, più si ha la sensazione che sulla partita dei nuovi direttori ci si sia un pò incartati.

Pittella - costretto a ritirare l’emendamento di modifica alla legge numero 12 del 96, relativa alla riforma dei dipartimenti, presentata in occasione dell’approvazione in Consiglio dell’esercizio finanziario provvisorio, a cui doveva seguire l’immediata nomina dei nuovi direttori -  non è ancora riuscito a sbrogliare la complicata matassa.

Da allora sono passati già più di dieci giorni. E allo stato attuale appare ragionevole che le nomine arriveranno solo dopo il 5 febbraio. Data di scadenza dell’avviso pubblico di aggiornamento dell’elenco dei candidati da cui attingere per il conferimento di incarichi dirigenziali.

Voluto proprio dal presidente Pittella, per aprire agli esterni la possibilità di nomina. Ma c’è chi sostiene - come fa la segreteria regionale della Cgil di Basilicata - che  per i direttori generali,  non fosse necessario procedere in questo modo.

In fondo si tratta di nomine a esclusiva discrezione del presidente.

Sarà stato pure per un eccesso di prudenza, ma la mancata nomina dei direttori, a cascata, rallenta  la riorganizzazione di tutta la macchina amministrativa. Che lo stesso governatore, fin dal suo insediamento, aveva indicato come priorità assoluta per il cambio di passo annunciato.

Con l’aggravante - come sottolinea la stessa Cgil - che se i nomi alla fine dovessero essere quelli già largamente circolati, l’avviso pubblico per l’aggiornamento della lista dei papabili dirigenti sembrerebbe una sorta di presa in giro.

E dopo le ragioni tecniche, potrebbero aggiungersi anche dei fattori politici a prolungare ulteriormente le nomine. Nella seduta del prossimo 11 febbraio il presidente Pittella dovrebbe illustrare al Consiglio le sue dichiarazioni programmatiche, con relativa discussione dell’aula programmata per il giorno seguente.

E’ plausibile che il governatore non voglia sovrapporre la controversa materia della nomine  alla discussione sui contenuti programmatici. In questo caso la delibera potrebbe ritardare ancora di qualche giorno. Peggio ancora se invece si decidesse di rinviare il conferimento degli incarichi alla modifica della legge numero 12 del ‘96 sulla riforma della organizzazione amministrativa. Necessaria per adeguare il numero dei dipartimenti - che passerebbero da sei a quattro - alla riduzione degli assessorati. E per quello spacchettamento del dipartimento di Presidenza della Giunta che pare Pittella voglia portare avanti. Considerato il lungo iter a cui la riforma dovrebbe essere sottoposta, a questo punto le nomine slitterebbero anche per più di un meso. Ed è per questo che appare altamente improbabile che il presidente intraprenda questa strada.

 Sta di fatto che i tempi brevi sui cui anche lo stesso Pittella aveva fatto affidamento, cercando di portare già nella prima seduta di consiglio la modifica delle legge regionale, hanno ceduto il passo a ritardi poco funzionali. Per ora, a capo dei dipartimenti rimangono i precedenti direttori che continuano a operare in regime di proroga. Ma si tratta pur sempre di una macchina che si muove con difficoltà, sapendo che presto dovrà cambiare i suoi “pezzi”.

mar.lab.

m.labanca@luedi.it

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