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Cupparo-Pace, la lite per un posto in Consiglio
Il Tar acquisisce le schede

Basilicata

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POTENZA - Il 17 aprile si terrà l’udienza per decidere se riconteggiare a o meno i voti. Intanto gli scatoloni con le schede della sezione Dragonetti di Filiano verranno trasferiti negli uffici di via Rosica. Se poi il sospetto di Romano Cupparo verrà confermato ci sarà ben poco da fare. Anche se per solo due voti prenderà il posto di Aurelio Pace in Consiglio regionale.

E’ di martedì sera il decreto con cui il presidente del Tar Basilicata ha disposto di procedere in via urgente sul ricorso presentato due settimane fa dal vicepresidente del consiglio provinciale, nonché proprietario del Francavilla calcio.

Al centro della contesa ci sono alcune anomalie venute alla luce all'indomani dello scrutinio delle votazioni dello scorso 17/18 novembre. All’inizio nella III sezione del Comune di Filiano, che corrisponde alla contrada dov’è nato e cresciuto Aurelio Pace, risultavano più preferenze per lui che per tutto il Pdl. Per questo l’ufficio circoscrizionale elettorale ha deciso di sentire il presidente della sezione, Domenico Pace, trentenne omonimo del candidato e da tempo trasferitosi a Roma, ma ancora iscritto nell’albo dei presidenti di sezione a Potenza.

Pace (il giovane presidente) ha ammesso di essersi dimenticato di assegnare le preferenze anche alla lista di riferimento di fronte alle schede che non riportavano altri segni oltre al nome del candidato prescelto. A quel punto però lo stesso ufficio circoscrizionale ha provveduto a rettificare i dati, e il risultato ha evidenziato un ulteriore problema dovuto al fatto che adesso risultano più voti che votanti. Motivo per cui i verbali sono stati inviati in Corte d’appello perché valutino il da farsi nei suoi confronti.

In cifre si parla di 38 voti al candidato Pace in più di quelli attribuiti alla lista del Pdl. Se si considera che quelli che lo separano da Cupparo sono solo 36 è chiaro perché il suo legale, l’avvocato Felice Pali ha chiesto di annullare anche il verbale della commissione circoscrizionale che ha rettificato lo scrutinio pareggiando il numero più basso dei voti assegnati alla lista Pdl alla somma di quelli attribuiti al candidato Pace e gli altri.

Al Quotidiano, che si era occupato della vicenda, il giovane presidente di sezione ha replicato spiegando che “gli errori che sono stati commessi riguardano mera inesperienza (dato che sia io che gli altri componenti del seggio ci trovavamo per la prima volta ad effettuare un lavoro simile)”. Inoltre non avrebbe “alcun interesse alla politica lucana”, nonostante l’adesione a un gruppo su facebook di sostegno all’elezione del suo omonimo compaesano. In più da maggio avrebbe anche interrotto la collaborazione con il gruppo del Pdl al Comune di Roma, dopo essere stato candidato a sua volta con il Pdl nel IX e il X municipio della capitale.

l.amato@luedi.it

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