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L'assalto alla Sanità del governatore lucano
Restaurazione più che rivoluzione

Basilicata

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NESSUNO scontro di potere politico. Se la procedura per la selezione del super manager che dovrebbe gestire la centrale unica di committenza del Sistema sanitario lucano, istituita ormai nel lontano agosto del 2012, è rimasta ferma per tutto questo tempo - e oggi di fatto annullata dal presidente Pittella che ha riaperto l’avviso pubblico - le ragioni non vanno ricercate nello storico dualismo tra i due ex presidenti di Giunta e Consiglio. E’ Vincenzo Folino a scrollarsi di dosso tutte le responsabilità. Non solo per chiamarsi fuori dalla partita del dipartimento interaziendale della Sanità, ma anche per dire che spiegare occasioni perdute e ritardi di questa regione con il solito conflitto di potere De Filippo-Folino è anacronistico, oltre che fuorviante. Le responsabilità, invece, vanno cercate altrove. E il deputato invita a chiederne conto alla Giunta che ne aveva competenza, così come per la vicenda del definanziamento del “distretto G”. Ma l’ex presidente del Consiglio regionale si appella, prima di tutto, alla necessità di guardare al futuro. E nel messaggio che rivolge a Pittella, evidentemente non in maniera casuale, parla di scelte di merito e competenze  da portare  all’interno degli uffici sanitari e  dei dipartimenti della Regione. Del resto il risultato rimane uno: il procedimento per la selezione del direttore generale della Centrale unica di committenza, non portato a termine dalla precedente Giunta, è di fatto annullato. Pittella ha deciso di aprire l’avviso ad altri nomi, rispetto a quelli risultati idonei nella precedente selezione. E’ evidente, insomma, che il presidente ha in mente altri uomini per l’affidamento di un incarico di primissimo rilievo, che comporta la gestione di tutti gli appalti della Sanità lucana. Settore nel quale sembra che il presidente si sia calato a capofitto  dal suo insediamento. E in effetti la riapertura dell’avviso pubblico per la Centrale di committenza non è l’unica novità che riguarda il comparto. Sono anche altri i fronti su cui Pittella non ha perso tempo. I primi provvedimenti hanno già avuto il via libera della Giunta. Ma più che di rivoluzione hanno l’aria di una restaurazione. Con la reintroduzione di previsioni superate dal precedente assessore Martorano  a cui comunque va riconosciuto il merito di aver sanato il defict della Sanità lucana. Innanzitutto sblocco del turn over. Aziende ed enti del sistema sanitario regionale tornano ad assumere. La spesa per il personale delle singole strutture non potrà essere superiore a quella del bilancio di esercizio del 2012. Ma di fatto le aziende sono libere di determinare la riorganizzazione organica. Dovranno solo presentare i provvedimenti alla Regione per il previsto controllo.

Sbloccato pure il conferimento degli  incarichi di direzione di struttura complessa della dirigenza medica e delle professioni sanitarie, che era stato vincolato all’approvazione dei nuovi standard.

Di fatto tutto ritorna nelle mani dei direttori generali aziendali. Non solo. Pittella ha voluto pure ripristinare il sistema dei rimborsi per le missioni. “Sospeso” dal precedente assessore per consentire il rientro dei conti pubblici. I rimborsi dovranno essere inferiori del 20 per cento rispetto a quelli del 2009, ma sono di fatto riautorizzati. Con un provvedimento retroattivo, che li riconosce anche per gli anni 2012 e 2013. Motivato con la necessità di evitare eventuali contenziosi con il personale. Che, però, alla luce dei tempi di crisi e dei sacrifici fatti per ristabilire l’equilibrio nei bilanci della Sanità lucana, lascia l’amaro in bocca.

m.labanca@luedi.it

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