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Salta l'unità nel gruppo regionale del Pd
In quattro contestano Principe: «Manca direzione»

Calabria

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CATANZARO - Quattro consiglieri regionali su nove contestano «la mancanza di una direzione politica» del gruppo regionale del Partito democratico, aprendo di fatto un fronte di divisione a palazzo Campanella che, a dire il vero, era già emerso negli ultimi tempi.
Ad alzare la voce rispetto alla gestione del gruppo regionale sono Carlo Guccione, Nino De Gaetano, Pietro Giamborino e Nicola Adamo, in una lettera firmata in calce e inviata a tutti i componenti chiedono la riunione del gruppo regionale del partito.
«L'ultima riunione del Consiglio regionale - affermano i tre consiglieri - ha reso evidente la mancanza di una direzione politica adeguata ed efficiente del gruppo consiliare del Pd. Le numerose assenze dei colleghi Pd ai lavori dell’Aula manifestano una scarsa tensione dovuta ad un disorientamento sui temi fondamentali dell’agenda politico - istituzionale da parte del gruppo stesso. Particolarmente grave è stata la rinuncia ad una iniziativa istituzionale che il Pd avrebbe dovuto promuovere dall’opposizione sulla questione Gioia Tauro. E’ stato paradossale che la conferenza dei capigruppo all’unanimità abbia consentito al presidente della Giunta regionale di svolgere una informativa non consentendo il dibattito e impedendo al Consiglio regionale di assumere una autonoma determinazione nel merito».
Secondo Guccione, De Gaetano, Giamborino e Adamo, «Non è secondario, inoltre, che l'assenza alla seduta di Sandro Principe abbia impedito lo svolgimento della riunione del gruppo del Pd che concordemente era stata prevista in quella stessa giornata. Onde evitare che si prosegua, come già è successo nelle settimane scorse, ad indire riunioni dei Consiglieri regionali escludendo dalla partecipazione i sottoscritti firmatari di questa lettera - aggiungono i firmatari - si chiede una convocazione urgente dell’assemblea del gruppo. Al primo punto all’ordine del giorno va posto, ovviamente sulla base di quanto deciso unanimemente nell’ultima riunione, l’esame della lettera di dimissioni del capogruppo Sandro Principe e le conseguenti determinazioni».
La contestazione è plateale, dunque, con i consiglieri regionali che hanno spiegato come sia «pletorico precisare che tale richiesta si è resa necessaria dal momento che i continui e numerosi rinvii della riunione del gruppo sono, di fatto, funzionali al trascinamento di una condizione insopportabile in quanto deficitaria di una volontà di rilanciare un’azione politica istituzionale per una credibile alternativa al fallimento del centrodestra di Scopelliti».

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