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Il Pd calabrese prova a ripartire dal segretario
Presentati programmi tra autocritica e rilancio

Calabria

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LAMEZIA TERME - E’ ufficialmente partita da Lamezia Terme la campagna elettorale dei quattro candidati alla segreteria regionale del Pd calabrese. Stasera gli "sfidanti" Massimo Canale, Domenico Lo Polito, Ernesto Magorno e Bruno Villella, intervenendo in rigoroso ordine alfabetico, si sono presentati alla platea dei democrat calabresi per far conoscere quella che è la loro idea di partito.

“In queste ore - esordisce Canale - ciò che appare all’esterno è che siamo un partito in cui siamo l’un contro l'altro armati. Ma non è così ed io desidero militare in un Pd che non sia vittima del correntismo esasperato ma che sia un partito che raccolga le istanze di questa regione”. Per Canale, quindi, bisogna “rifuggire dalla solita logica correntizià' oltre che “dimostrare che riusciamo a fare una politica migliore di quella che abbiamo fatto in questi anni”. Questo specie se si considera che “a partire dal 17 febbraio la nostra sfida enorme - aggiunge - è che dobbiamo essere alternativi allo scopellitismo che ha portato Reggio al fallimento non solo amministrativo ma anche politico”. Ecco perchè il Pd dovrà ''avere per tempo gli uomini giusti e le idee chiare". 
Di “credibilità del partito pari allo zero”, invece, parla Lo Polito che invita l’assembla a riflettere sul fatto che “le cause che hanno portato al commissariamento non sono state rimosse. Le istituzioni - aggiunge - hanno sostituito gli organi dirigenti del partito che non è più un filtro”. Quindi la sollecitazione: “La segreteria regionale è un punto di approdo e non di partenza e chi è segretario del partito non deve candidarsi ma deve guardare agli interessi del partito”. 
Magorno, dal canto suo, evidenzia che quello di stasera “è il primo atto di nascita del Pd calabrese, un partito che ha visto arrivare un commissario professore e lo ha visto andar via deputato. C'è una nuova storia a livello nazionale che deve esserci anche in Calabria ed a chi ci ascolta in questi giorni dobbiamo dire quali sono le nostre proposte”. Da qui l’invito ad “andare ed ascoltare quali sono i problemi di chi opera nella società. Dopo il segretario bisognerà scegliere il presidente della Giunta regionale che deve essere di rottura e che sia capace di dire a Scopelliti che se possiamo lo mandiamo a casa subito". 
Villella è stato critico sulla mancanza di “una riflessione dopo il 25 febbraio” quando “noi abbiamo perso le elezioni e un partito serio non può tacere per otto mesi su una sconfitta così forte”. Il Pd sta “avviando la fase congressuale senza il commissario e siamo al paradosso che stiamo commissariando il commissario”. Infine lancia una frecciata all’organizzazione del congresso che, dice, “è nato sbagliato” ed io “il gioco delle tre carte lo annuso a decine di chilometri” in quanto ''il congresso per essere vero deve rompere quel cerchio magico che sta intorno ai dirigenti”.

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