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Mazziotta, non passa la nomina della Giunta
"E' stato un errore, la delibera non andava fatta"

Basilicata

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POTENZA - «Il nome di Mazziotta è stato erroneamente inserito tra i collaboratori della segreteria».

Hanno replicato così ieri pomeriggio dalla Regione alla denuncia del Quotidiano sul conflitto d’interessi di uno dei membri della segreteria particolare dell’assessore Aldo Berlinguer.

Né Pittella, né il suo portavoce, tantomeno la giunta dei “suoi” professori. Si badi bene. Ma l’Ufficio organizzazione, amministrazione e sviluppo delle risorse umane di via Verrastro. Un modo “elegante” di prendere le distanze da una situazione tutt’altro che limpida.

Dunque il governatore, che ha proposto i nomi elencati nell’allegato “A” della delibera numero 69 del 23 gennaio, era a conoscenza degli affari dell’ingegner Pietro Mazziotta? Sapeva dei soci della Hydrolab srl, quando l’ha indicato tra i membri dello staff ristretto dell’assessore all’ambiente?

Su questo la nota diffusa dall’Ufficio stampa non dice nulla insistendo sul messaggio che Mazziotta, in concreto, non sarebbe «mai entrato a far parte della segreteria», un concetto ripetuto per ben 3 volte.

«Il nome è stato inserito erroneamente negli atti di Giunta». Si può leggere ancora oggi sul sito istituzionale della Regione. Alla base la mancanza «dei requisiti previsti per la nomina, vale a dire l’essere dipendente regionale o in comando da altro Ente pubblico».

«L’errore - spiega ancora la nota - era già stato rilevato dall’Ufficio risorse umane e comunicato al dipartimento Ambiente in data 28 gennaio 2014 e l’assegnazione alla segreteria è stata immediatamente bloccata nelle more del provvedimento di Giunta di rettifica. Il signor Mazziotta, pertanto, non è mai entrato a far parte della segreteria dell’assessorato all’Ambiente».

Insomma non resta che aspettare una nuova delibera. Intanto numero e titolo di quella vecchia sono già comparsi sul Bollettino ufficiale del 1 febbraio (4 giorni dopo lo “stop” dell’Ufficio risorse umane), e il Quotidiano è riuscito persino ad ottenerne una copia integrale.

Al suo interno si trova tutto quello che interessa sapere, a partire dalle norme sull’organizzazione della Regione e di bilancio.

In fondo alla seconda pagina si dà atto «che la composizione delle segreterie particolari del presidente della Giunta regionale e degli assessori è dettagliatamente disciplinata dagli articoli 2 e 3 della legge regionale numero 8 del 1998  1998». E la norma in questione spiega che il personale delle segreterie particolari «è costituito di norma da dipendenti regionali appositamente assegnati con provvedimenti della Giunta Regionale».

Perciò qualcuno, tra chi ha votato la delibera in questione deve aver preso un abbaglio, oppure ha interpretato quel «di norma» come un modo di dire, che è la premessa per sostenere in tutto o in parte il contrario.

Infatti Pietro Mazziotta non sarà ancora un dipendente regionale, ma ormai sono 3 anni che può contare su un contratto di collaborazione proprio col dipartimento ambiente.

La delibera, insomma, ha tutti i crismi della regolarità, incluso il visto di legittimità amministrativa. Come se nessuno si sia accorto che in realtà conteneva un vizio tutt’altro che irrilevante almeno dal 23 al 28 gennaio. Se poi davvero in questi 5 giorni Mazziotta non sia andato in avanscoperta dove si trovano le stanze dell’assessore Berlinguer di certo non può dirlo l’Ufficio personale.

Come pure se in seguito non verrà “ripescato” come collaboratore esterno, che non è una possibilità da escludere a priori. Anzi.

A far scattare la denuncia del Quotidiano, e la richiesta di dimissioni immediate dall’incarico nello staff dell’assessore all’ambiente di Pietro Mazziotta, non è stata la sua lunga militanza politica, né il suo ruolo attuale di vicesindaco - in quanto primo degli eletti - nella giunta di centrodestra che amministra il comune di Ferrandina.

Piuttosto sono apparsi del tutto inopportuni i suoi interessi economici nel settore ambientale, della sicurezza alimentare e della progettazione di impianti per il trattamento dei rifiuti alla vigilia della chiusura della gara per l’aggiornamento del piano regionale in proposito. A maggior ragione perché tra i soci della sua “Hydrolab srl” figura anche un noto imprenditore specializzato nello smaltimento dei fanghi industriali e coinvolto di recente nell’ultima inchiesta dell’antimafia lucana sulla gestione della “monnezza” del bacino Potenza centro per cui risulta accusato di associazione a delinquere, traffico illecito di rifiuti e truffa.

l.amato@luedi.it

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