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«Siate lucani coraggiosi, sostenetemi»
In tre ore il punto: la Basilicata che sarà

Basilicata

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POTENZA - Alla fine è quasi un grido: «Io vi chiedo di essere lucani coraggiosi». Ma prima è stato un lunghissimo monologo,  tutto di un fiato. Quarantasette pagine. Quasi tre ore in piedi a parlare senza sosta. Questa la cornice della relazione programmatica letta ieri in consiglio regionale dal presidente della giunta, Marcello Pittella. Le prime pagine e le ultime dedicate agli aspetti più strettamente politici. In mezzo tutto l’universo Basilicata. Punto per punto, dipartimento per dipartimento, settore per settore il governatore ha spiegato, come secondo lui, si può salvare la Regione e rilanciarla.

Ma non da solo. Più volte lo ha ribadito. Ha chiesto ai consiglieri di “fidarsi” e di avere coraggio. E ha parlato della necessità di un cambiamento radicale nelle scelte, nei comportamenti e negli impegni «che prendiamo nei confronti della collettività regionale». Pittella ha quindi aperto parlando del proprio predecessore in questi termini: «Le dimissioni di Vito De Filippo, sono state un gesto simbolico di grande spessore politico e umano di cui dobbiamo essergli grati». Ma ha avvertito Pittella: «Tale cesura, che per la prima volta nella storia della nostra Regione interrompe una legislatura, è densa di significati e di ammonimenti per noi tutti: dobbiamo radicalmente cambiare strada».

Da una maggiore responsabilità e un approccio più trasparente chiesto a tutta la macchina amministrativa regionale («abbandonare consuetudini che per alcuni versi hanno evidenziato aspetti degenerativi») il governatore lucano è quindi passato ai messaggi ai partiti e alla politica in senso più stretto che «deve ritrovare credibilità, perchè il rischio di una deriva, i cui sintomi vanno da pericolose manifestazioni di antipolitica urlante, ad ancora più preoccupanti segnali dal lato dell’astensionismo complice non solo i protagonisti della vita politica, ma le istituzioni stesse che rischiano di essere compromesse, con evidenti conseguenze sulla tenuta democratica».

Sempre in avvio di relazione, Marcello Pittella ha quindi riavvolto il nastro degli ultimi mesi, campagna elettorale compresa: «Un confronto democratico che ha rappresentato per me un momento particolarmente entusiasmante e denso di emozioni indimenticabili». Poi i passaggi sulle polemiche. Anche quelle conseguenti alla scelta degli assessori esterni.

E quindi Pittella guardando in faccia i consiglieri della maggioranza ha ricordato che «abbiamo i numeri per governare», ma solo se «eviteremo di dividerci o ancora peggio di farci la guerra in casa, recuperando le residue incomprensioni innescate dalla scelta di una giunta che non è sicuramente a termine». Messaggio diretto a chi (Benedetto in primis) nelle scorse settimane ha insistito nelle critiche a un esecutivo definito anche “balneare” tra le altre cose.

Rimanendo sul piano politico, Pittella ha dedicato alcuni minuti della propria relazione programmatica alle questioni del Partito democratico. In particolare il presidente della Regione ha espresso la volontà di considerare chiuso il capitolo delle Primarie del Pd che ha infiammato tutta la scorsa campagna elettorale. In tal senso ha sottolineato: «La quasi totale adesione degli eletti della lista Pittella al gruppo Pd va letta come esplicita volontà di chiudere quella fase con il suo carico di tensioni e scontri».

 

Il resto è stata una lunga elencazioni di prossimi provvedimenti e di interventi e progetti. Ma con la considerazione non marginale che non si può fare tutto in solitaria. Pittella ha quindi auspicato il sostegno dell’intero Pd e dell’intero centrosinistra. E alle opposizione ha chiesto una attività «di stimolo, di controllo e anche di critica». E quindi per concludere un’apertura all’ottimismo: «Difficoltà non vuol dire impossibilità». Oggi dalla 9 e 30 è previsto il dibattito  con la parola che passa ai consiglieri.

 

LA RELAZIONE AI RAGGI X

Questi alcuni spunti della relazione programmatica di Marcello Pittella.

Occupazione e lavoro:

«Priorità sociale ed economica principale, ovvero la creazione di nuova occupazione, senza la quale nemmeno le politiche di inclusione sociale che metteremo in campo saranno sufficienti. Occorre svuotare la platea dei titolari di ammortizzatori sociali e dar vita a un nuovo ciclo di industrializzazione e di lotta alle diseguaglianze sociali, prima delle quali quella dell’accesso all’occupazione. Dobbiamo attivare una strategia mirata all’allargamento della base produttiva, con priorità di evoluzione innovativa e qualitativa dei nostri settori - chiave».

Settore primario:

«Serve una agricoltura e un comparto agroalimentare ed agroindustriale di eccellenza. E’ un obiettivo fondamentale perchè la filiera, per la nostra regionale vale quasi sette punti di Pil e circa 22 mila occupati. Valorizzare nel modo migliore possibile lo strumento finanziario del Psr». «Riforma coraggiosa di Alsia, dei Consorzi di bonifica e di Agrobios».

Biochimica in Valbasento:

«Una volta completato l’iter di bonifica dell’area industriale, si opererà per insediare stabilimenti produttivi attivi nel settore delle bio - gomme e delle bio - plastiche (...)».

Automotive:

«Fare leva sia sul radicamento delle attività produttive di Fiat, sia su un migliore sviluppo dell’indotto, di prima e seconda fascia. Occorrerà quindi far partire immediatamente il progetto di campus di ricerca di Melfi».

Polo del mobile imbottito:

«Deve essere profondamente ripensato in termini di strategia industriale complessiva. Riorientare le produzioni verso un maggiore valore aggiunto, tramite l’innovazione dei materiali e del design coinvolgendo le Università».

Turismo:

«Settore in crescita, ma ancora al di sotto del potenziale deve essere ripensato in termini di integrazione con l’artigianato tipico e di qualità che verrà rilanciato con la formazioni di giovani artigiani. Si valorizzerà meglio il patrimonio offerto dai pacchetti turistici “green” così come anche il patrimonio del turismo culturale sarà meglio valorizzato(...)».

Politiche industriali:

«Maggiore internalizzazione del nostro sistema produttivo. Sono i mercati internazionali quelli che stanno trascinando la ripresa della domanda».

Società della conoscenza:

«Un approccio integrato e sistemico che leghi insieme scuola, formazione, orientamento professionale, vocazioni produttive e quindi domanda di lavoro».

Infrastrutture:

«Elemento storico di ritardo. Occorre migliorare la trama dei collegamenti interni sfruttando le prossime risorse del Fesr. Rafforzare le relazioni di traffico con le regioni contermini. Rilanciare con il governo e Trenitalia il tema previsto dalla Legge Obiettivo».

Sviluppo Basilicata

Scindere l’attuale Sb in due entità. Una di queste in stretto raccordo con Basilicata innovazione. L’altra diverrà una finanziaria regionale e gestirà con un approccio da soggetto finanziario privato, strumenti finanziari di sviluppo imprenditoriale».

Sanità:

«La Basilicata non parte da zero. Dobbiamo mettere a sistema questo patrimonio, adattandole alle nuove e diverse esigenze in larga parte create dalla crisi. Orientandolo verso un maggior contenuto attivo e riducendo al minimo il passivo».

 

s.santoro@luedi.it

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