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Un dibattito che non decolla
Prima parte del Consiglio dopo la relazione Pittella

Basilicata

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POTENZA - Ed ecco subito servita la polemica. Nemmeno comincia il Consiglio regionale - convocato per il dibattito post relazione programmatica del presidente della giunta - che il clima si infiamma. E’ il “solito” Nicola Benedetto ad alzare la temperatura. Ormai (seppure la decima legislatura sia in effetti agli esordi) ogni volta che interviene in aula sono scintille e accuse. L’intervento di ieri non fa eccezione. Il capogruppo di Centro democratico non lesina critiche e alza sospetti.

E’ toccato al consigliere del Pd, Mario Polese diventare bersaglio di giornata. In pratica Benedetto criticando e suggerendo cautela al governatore Marcello Pittella nelle nomine ha parlato anche dei “rumors” che riguardano Carmen Santoro che potrebbe diventare Dg del dipartimento Agricoltura. Benedetto senza confermare la notizia da un punto di vista politica ha parlato di notizie di giornale attribuendo quindi alla stessa Carmen Santoro un grado di parentela con il consigliere Mario Polese.

Fatto non vero e smentita che non si è fatta attendere. Prima nei corridoi dell’aula consiliare dove (secondo le fonti) ci sarebbe stato un confronto serrato tra la Santoro e Benedetto con tanto di voci alzate. Poi in aula con lo stesso Mario Polese che ha preso la parola per ultimo prima della sospensione del dibattito (si riprende martedì prossimo). Il consigliere Polese quindi ha smentito categoricamente («sfido chiunque a dimostrare il contrario»)  di essere parente con l’ex Dg Santoro. E non solo. Il consigliere eletto nella lista Pittella ha quindi replicato con fermezza ai sospetti di Benedetto: «Mi preoccupa francamente l’approssimazione con cui si fanno certe affermazioni, perché se è questa la cura e l’approfondimento con cui si porta avanti il proprio lavoro consiliare, mi spaventa l’eventuale azione di proposta se mai ci sarà. Credo anche sia davvero uno spreco di tempo in disprezzo dei cittadini dedicare il tempo d'Aula consiliare alle voci di corridoio e non ai reali problemi del territorio».

Insomma botta e risposta come nelle migliori tradizioni del consiglio regionale. Ma al netto di quanto accaduto ieri è evidente che al netto delle parole, Nicola Benedetto dopo non essere stato nominato assessore continua a “bombardare” governatore, giunta, Pd e maggioranza di centrosinistra con un vigore e una violenza dialettica che difficilmente si ricorda nemmeno ai più strenui oppositori di centrodestra. Detto questo per il resto è stato un dibattito che non ha “regalato” particolari esaltanti. Per il momento in aula, tranne qualche caso, si sta svolgendo il “compitino”.

Per restare alla cronaca, il secondo a intervenire in aula è stato il consigliere Gianni Rosa di Fratelli d’Italia che ha esordito dichiarando: «Una relazione programmatica che ha il sapore di una lezioncina di macroeconomia di defilippiana memoria, che finisce per riproporre il solito tema dello scarica barile: la crisi economica, demografica, sociale e sanitaria della Basilicata dovuta alla congiuntura economica mondiale e non alla mala gestione di chi l’ha fino ad ora amministrata».

A seguire il consigliere Luigi Bradascio (LP) ha detto: «Anche la più importante rivoluzione civile ed economica determina il paradosso di una fetta di popolazione che rimane attardata: possiamo decidere di lasciarla perdere o di aiutarla nel cammino. Noi tutti abbiamo la grande responsabilità e l’onore di accettare questa sfida (...)».

E’ stata la volta quindi di Aurelio Pace che ha individuato tre parole chiave per lo sviluppo della Basilicata: «Visione, coraggio, azione da coniugare con il quadro della crisi che ha assunto connotati di globalità».  C’è stato quindi Carmine Castelgrande : «“Bene ha fatto il presidente Pittella nella sua relazione a partire dall’analisi della crisi che attanaglia non solo l’Italia ma l’intero continente, una crisi che dura ormai da circa 15 anni».

La parola è quindi passata al grillino Giovanni Perrino che non ha fatto sconti: «Noi la fiducia non la daremo sulla base di una relazione che risulta inefficiente, inefficace ed a tratti una brutta copia del programma cinque stelle. Ringraziamo la magistratura per aver squarciato il velo di ipocrisia ed opportunismo che ha coperto gli squallidi vizi di una classe politica inaffidabile e compromessa».

E’ stato quindi Paolo Galante (RI) a parlare: «Gli interventi previsti dal programma appaiono di grande innovatività anche se hanno bisogno di scelte sul piano del metodo, dei tempi e della concretezza per evitare che si traducano soltanto in buoni propositi». E’ intervenuto quindi Vito Santarsiero del Pd: «È necessario ridare centralità ai territori, in tutte le loro declinazioni. Occorre accettare la sfida della innovazione e della crescita prevedere il Piano Strategico regionale e favorire il protagonismo dei territori, dando un peso alle aree interne».

Santarsiero ha quindi parlato della necessità di prevedere la Melfi - Potena non  a tre ma a 4 corsie.

Il consigliere del Pd, Vito Giuzio, infine ha fatto riferimento al “coraggio” sul quale si è soffermato Pittella, un termine «che ha molti significati: uscire dalla rassegnazione, non restare prigionieri dei ruoli precostituiti, non appagarsi di ruoli a breve respiro, non scansare il pericolo, non inseguire i consensi a basso mercato, essere sempre aperti ad ogni contributo».

s.santoro@luedi.it

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