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Speranza ministro, lui dice "no"
Il capogruppo del Pd resta alla Camera

Basilicata

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POTENZA - Un Ministero per Roberto Speranza. Molto più di una semplice indiscrezione giornalistica nel convulso toto nomine alla vigilia della formazione del nuovo Governo. La proposta formulata da Renzi  al giovanissimo deputato lucano nelle ultime ore era concreta eccome. Ma il no sarebbe arrivato proprio lui, il capogruppo che per adesso continua a credere fortemente in quel ruolo che incarna alla Camera. In nome del quale, il parlamentare che dalla nomina di Bersani è protagonista di una carriera in costante ascesa,   a soli 35 anni e nel giro di pochi mesi ha pronunciato il suo secondo rifiuto rispetto a due una proposte altrimenti irrifiutabili.  Il precedente c'era stato quando a Roberto Speranza era stata offerta la segreteria del partito nazionale, subito dopo le dimissioni di Bersani. Qualche mese dopo il copione, pur se nei suoi inimmaginabili risvolti, si ripete. 

Per Speranza – che nell'ultima direzione del Pd ha votato a favore di Matteo Renzi, tirandosi dietro le polemiche immediatamente allontanate dagli stessi cuperliani - la piena fiducia al nuovo Esecutivo che dovrà nascere nelle prossime ore non è in discussione. E il suo rifiuto non sarebbe stato nemmeno una scelta improntata a tatticismi personali. Lealtà al nuovo premier sì, ma non dentro al Governo. Per continuare a svolgere un ruolo di garanzia per l'area che rappresenta in qualità di presidente del gruppo alla Camera. A questo punto Speranza dovrebbe aver avuto formali rassicurazioni da Renzi sulla sua conferma alla guida dei deputati lucani.

Sfuma quindi la possibilità di un lucano nella squadra dei nuovi ministri. Anche le indiscrezioni che erano circolate su una possibile nomina di Gianni Pittella sembrano ormai avere poco riscontro. Il vicepresidente del Parlamento europeo sembra molto più intento a coltivare l'ambizione di tornare a Bruxelles. Le  elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo sono vicine. E per ora il fratello del presidente della Regione sembra concentrato esclusivamente su questa scadenza. Se la Basilicata non incassa ministri, rimane ancora completamente aperta la partita per i sottosegretari. E a questo punto i principali lucani in lizza restano il senatore Salvatore Margiotta e l'ex governatore Vito De Filippo. Il primo, seppur non renziano della prima ora, forte del sostegno garantito al sindaco che ora dovrà lasciare Firenze nella fase pre e congressuale,  tanto da esserne il capolista in Basilicata. Il secondo, lettiano fino alla fine, tra i pochi a essersi astenuti dal voto alla scorsa direzione regionale, che potrebbe rientrare tra i sotto segretari del Governo Renzi proprio in quota ex premier. Ma la partita non è completamente chiusa neppure per Filippo Bubbico. Del resto, proprio il rifiuto di Speranza dovrebbe lasciare qualche spazio in più per i cuperliani, anche se non è detto che si tratti di quelli lucani. Una cosa però al momento appare ormai inevitabile: anche questa volta, come accade ormai da molto tempo, la Basilicata  non avrà ministri.

m.labanca@luedi.it

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