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I primi 60 giorni di Pittella
Per la sanità bilancio negativo

Basilicata

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IL bilancio nella Sanità nei primi 60 giorni di Governatorato Pittella, che è stato tracciato oggi dal Quotidiano della Basilicata, è certamente deludente e comunque al di sotto delle aspettative alimentate dai proclami di rivoluzione democratica che, specie nella sanità, si presta a tanti significati. I provvedimenti adottati – in attesa della nomina della delicata figura del Direttore Generale del Dipartimento Sanità – riguardano principalmente lo sblocco del turn over, vale a dire aziende ed enti del sistema sanitario regionale tornano ad assumere. Con l’aggravante che anche se  la spesa per il personale delle singole strutture non potrà essere superiore a quella del bilancio di esercizio del 2012, di fatto le aziende sono libere di determinare, a proprio piacimento, la riorganizzazione organica. Ancora, è stato sbloccato il conferimento degli  incarichi di direzione di struttura complessa della dirigenza medica e delle professioni sanitarie, che era stato vincolato all’approvazione dei nuovi standard. Infine, con un provvedimento retroattivo, che li riconosce anche per gli anni 2012 e 2013, è stato ripristinato sempre a favore del personale delle Aziende il sistema dei rimborsi per le missioni, sospeso dal precedente assessore alla Sanità per consentire il rientro dei conti pubblici.

Dopo le parole in Consiglio del Presidente Pittella sulla sanità c’è poco da dimostrare coraggio anche perché per noi il coraggio di impresa avviene ogni giorno che apriamo i poliambulatori e i centri accreditati al SSR. Nella relazione del Governatore sono state del tutto ignorate le specificità delle imprese della sanità privata e gli aspetti riferiti all’erogazione di servizi e prestazioni per la salute dei cittadini. L’unico aspetto positivo, anche se ancora da verificare, si riferisce alla volontà di rivedere, in concerto con le parti sociali, il sistema dei ticket sulla farmaceutica e della compartecipazione alle prestazioni socio-sanitarie. Il superamento del superticket che ha allontanato numerosi lucani dalla cura e dalla prevenzione  è da anni ragione di iniziative, mobilitazione, proteste che hanno fatto seguito alla raccolta di 10mila firme a sostegno di una petizione popolare da noi promossa contro il superticket che ha penalizzato utenti e strutture sanitarie private accreditate. Resta dunque la profonda amarezza per un avvio di legislatura che si preannuncia, ancora una volta, almeno per noi, tutto in salita per difendere attività imprenditoriali, posti di lavoro e servizi ai cittadini.

Noi continuiamo a ravvisare la necessità di illustrare al Presidente l’attuale quadro complessivo della sanità cosiddetta “privata” che, al pari di altri settori della piccola e media imprenditoria, sta vivendo un’emergenza infinita.

*Presidente sanità Futura

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