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Effetto Renzi nel Pd lucano
Battuti gli ex invincibili della vecchia guardia

Basilicata

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POTENZA - Ormai gli ex “imbattibili” non riescono più a vincere. La prima volta può essere un caso. La seconda magari è colpa del destino ma se poi il fenomeno continua a ripetersi vuol dire che qualcosa non è più come prima. Ed è evidente ormai che nel Pd lucano la “vecchia” guardia non riesce più a imporre la vittoria agli altri.

E’ un dato di fatto. L’ultimo caso è quello che è accaduto domenica scorsa al congresso cittadino del Partito democratico di Moliterno.

Angela Latorraca è stata battuta, seppur di misura, da Antonio Rubino. La differenza tra i due alla fine è di soli sette voti: 47 contro 40 per il più giovane. Ma il risultato non può che essere sorprendente. Eppur vero che Antonio Rubino, 28 anni,  non un “mister nessuno”: era il segretario cittadino uscente ed è consigliere comunale di Moliterno. Ma al confronto di Angela Latorraca non partiva certo favorito. Giusto per promemoria la Latorraca oltre a essere stata già sindaco di Moliterno è stata anche consigliere provinciale. Ma non solo.

Angela Latorraca è stata candidata poco più di un anno fa alle Parlamentarie del Pd per un posto alla Camera dei deputati o al Senato. E allora con circa 4.000 voti contese un posto a Roma addirittura a Salvatore Margiotta (che ai quei tempi non era ancora renziano). La partita fu vinta dall’attuale senatore democratico (che è predicato in queste giorni anche per un ruolo nel nuovo governo nazionale che verrà formato da Renzi nelle prossime ore) per qualche decina di voti. A sostegno di Latorraca comunque pezzi da ‘90 del Pd lucano (area ex diessina) tra cui in testa l’attuale presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza.

Difficile immaginare che anche nella sfida congressuale di qualche giorno fa, Angela Latorraca non fosse sostenuta da big. Ma non è bastato. Ha perso contro il renziano della prima ora Antonio Rubino. Insomma contro i renziani c’è poco da fare. In Italia come in Basilicata. Insomma ormai chi si fa portatore del rinnovamento contro lo “status quo” vince a mani base. E’ accaduto a Marcello Pittella che contro pronostico ha battuto Lacorazza e il “dream team” che lo steneva. E’ accaduto a livello locale alle Primarie nazionali dello scorso 8 dicembre quando in Basilicata Renzi superò agilmente il 60 per cento bloccando i cuperliani (Folino, De Filippo, Adduce, Bubbico solo per citarne alcuni) a percentuali risicate.

Insomma sta diventando una regola. Non ci sono più i colonnelli di una volta. Verrebbe da dire. Ad ogni modo tornando alla sfida congressuale di Moliterno, Latorraca si presentava come la “garante” di un rinnovamento accompagnato mentre Rubino era per un rinnovamento deciso «non come semplice cambio di postazioni» con l’impegno  dichiarato di  «ridare la speranza alle giovani generazioni». Rubino ovviamente è al “settimo cielo” e ha commentato: «Da oggi un nuovo corso, un nuovo stile! Da questa settimana saremo già al lavoro con un tavolo operativo per mettere sul tavolo della discussione una serie di proposte per il nostro paese. Basta con le chiacchiere».

Ma al netto delle parole e dei programmi appare sempre più chiaro che nulla è più scontato. Sarà per questo che nessuno dei big si espone ancora per la corsa alla segreteria regionale? E sarà per questo che nessuno degli “ex imbattibili” ha detto cosa pensa sulle prossime comunali di Potenza? La sensazione è che la paura di perdere ha preso il sopravvento. E per chi era abituato solo alle vittorie ogni decisione ora pesa come un macigno.

s.santoro@luedi.it

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