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Caso Gentile, l'ingresso in politica degli eredi
Katia, prima eletta, sbarca al comune di Cosenza

Calabria

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COSENZA - È IL 2011 e in casa Gentile i tempi sono maturi per pensare alla naturale successione. Inizia Pino, che nella mischia elettorale per le amministrative di Cosenza getta la figlia Katya. Per lei, funzionario dell’azienda ospedaliera, è un esordio assoluto. Ma non ha bisogno di una campagna promozionale dagli effetti speciali per farsi conoscere. Le basta la discendenza familiare. L’unico effetto speciale, in effetti, è il morphing che, nello spot elettorale di quella campagna, trasforma il volto di Pino in Katya. Segue slogan, semplice ed esplicito: storikamente (sic) Gentile (dove la K, ovviamente sta per Katya). 

La sua discesa in campo non smentisce le previsioni della vigilia perché risulta la più votata dei consiglieri comunali. Anche la nomina a vicesindaco, con l’assegnazione della delega ai Lavori pubblici (in pendant con il padre in Regione), è scontata. A sentire i maligni anche la crisi con il sindaco Mario Occhiuto lo era. Quando viene defenetrata parla di «convivenza difficile» perché il sindaco avrebbe esercitato il controllo su tutto. Anche il dirigente del settore, ebbe a lamentarsi la Gentile, era stato nominato dallo stesso sindaco. Il Pdl, che si solleva a sua difesa, protesta: «decine e decine di consulenti esterni» (leggi: incarichi professionali, ndr) nominati «senza consultarci». Si litiga sull’emergenza casa, si discute sui lavori del cimitero. La Gentile dirà poi di essere stata «boicottata» perché era l’unica «a pensare con la propria testa». 
Lo scontro finale si consuma sull’ex bocciodromo di Cosenza, dalla giunta Occhiuto affidato all’associazione senza scopi di lucro “Cosenza guida sicura”, che aveva proposto la realizzazione di una scuola e di un museo della Ferrari. L’associazione è stata fondata da Leo Isolani e Giacomo Fiertler, pilota, ex marito della Gentile. Fitto annuale pari a 22 mila euro (il ministero cinque anni prima ne versava 136 mila per l’aula bunker), da pagare però solo dopo essersi rifatti delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione. I problemi, però, non tardano a manifestarsi: dai dubbi della giunta sulla congruità del canone ai ricorsi della sezione del Tiro a segno (contigua al Bocciodromo e sfrattata) fino alla lettera con cui la Ferrari disse di non essere coinvolta in alcun progetto su Cosenza e che costrinse l’associazione a precisare di non aver mai parlato della società di Maranello, ché il marchio lo portava l’Isolani team racing. Occhiuto revoca l’assegnazione e in giunta la Gentile si astiene. La defenestrazione arriva qualche settimana dopo, quando il vicesindaco dà ad Occhiuto dello “Schettino”. 
Da lì in poi lo scontro è senza esclusione di colpi. Occhiuto lamenta tentativi di boicottaggio sui lavori di piazza Bilotti. E quando legge che il commissario dell’Aterp contesta l’assegnazione di alcuni alloggi, sbotta su Facebook: «C’è un ordine di bloccare tutto?». Katya Gentile sulla stampa denuncia poi presunte irregolarità sull’appalto di piazza Bilotti. La Procura apre subito un’inchiesta e sente l’ex vicesindaco. Occhiuto ribatte subito: «Ho la coscienza a posto. Vorrei però che qualcuno sentisse anche me riguardo alle eventuali pressioni esercitate sugli uffici per le assegnazioni di immobili a congiunti che ci hanno costretto a delibere di revoca in autotutela, riguardo a case affidate abusivamente ad amici e portaborse a danno di possibili assegnatari aventi titolo, a possibili tentativi di condizionamento di grandi appalti». Per la Gentile «insinuazioni ridicole e infamanti».

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